SPAL-Inter: Spalletti senza registi bassi, ma Inter matura con Icardi e soci

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8 ottobre 2018, 00:17
Icardi

L’Inter continua a vincere e a mostrare una maturità da grande squadra che non si vedeva da tempo: pur rischiando troppo, a Ferrara termina 1-2 grazie alla doppietta di Icardi, che vanifica il pareggio di Paloschi. Nella ripresa Spalletti è costretto a correre ai ripari sia prima per riacciuffare i tre punti sia poi per limitare l’esuberanza della SPAL. Il terzo posto pre-sosta è un ottimo risultato

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la SPAL: Handanovic; Vrsaljko, Miranda, Skriniar, Asamoah; Vecino, Borja Valero; Keita, Nainggolan, Candreva; Icardi.

SPAL-Inter Formazione Ufficiale

SPAL-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Che l’Inter scenda in campo con il 4-2-3-1 è ormai noto a tutti, non c’è pre-tattica o infortuni che tengano: senza Brozovic cambia il regista (Borja Valero), rifiata qualcuno (de Vrij, D’Ambrosio e Politano), ma non cambia assolutamente la filosofia di gioco impostata da Spalletti.

PRIMO TEMPO – Ovviamente fin dai primi minuti di gioco è l’Inter a fare la partita, spingendo soprattutto a destra e impostando per via centrale in pochi metri. Senza de Vrij e Brozovic è quasi bandito il lancio lungo, si cerca la costruzione palla a terra. Al 14′ Icardi segna di testa su cross di Vrsaljko dalla destra, anzi se sarebbe più corretto dire che provoca l’autogol (di mano) di Djourou. Al 17′ Miranda aggancia Felipe in area, rigore giusto, ma per fortuna di Handanovic al 18′ Antenucci calcia a lato sprecando l’occasione per pareggiare. L’Inter attacca principalmente sulle fasce, dove perfino Icardi si allarga a sinistra per far sfondare centralmente Nainggolan. La SPAL è costretta ad aprirsi per cercare il pareggio e la rapidità dell’Inter è notevole in contropiede – con Keita e Perisic che cambiano fascia per attaccare meglio gli spazi – pur mancando di precisione (vedi Keita…). Con il passare del tempo la SPAL prende coraggio e dietro regna un po’ di caos (Miranda si innalza a regista a frittata ormai fatta), ma nulla che spezzi gli equilibri. Il primo tempo termina 0-1: Inter bene fino al gol, poi troppa superficialità.

SECONDO TEMPO – Nessun cambio nell’intervallo, Spalletti si fida dell’undici mandato in campo a inizio partita e chiede ulteriore sacrificio tattico agli uomini-chiave: Icardi a supporto dei compagni e non viceversa; Nainggolan interno al gioco; Skriniar a mettere ordine da dietro vista l’assenza del doppio regista arretrato (de Vrij-Brozovic). La stanchezza dopo la Champions League, però, si fa sentire: la SPAL gioca meglio, l’Inter è poco concreta nelle giocate tentate. Al 66′ arriva il primo cambio: fuori Keita, dentro Politano. L’inserimento dell’italiano a destra è di precisa impronta tattica: non basta la corsa, Spalletti vuole sacrificio e disciplina, soprattutto sulle fasce. Al 72′ la SPAL pareggia: segna Paloschi, “dimenticato” da Miranda nell’area piccola, ma è sfortunato Vrsaljko nella deviazione (di braccio) sul cross dalla sinistra. Spalletti è costretto a correre ai ripari. Al 77′ secondo cambio per l’Inter: fuori Borja Valero, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si piazza sulla trequarti a mo’ di seconda punta facendo arretrare Nainggolan sulla linea mediana. E incredibilmente il cambio porta subito l’effetto sperato, dato che la SPAL va in confusione su Lautaro Martinez, che “libera” i compagni: al 78′ Icardi si inventa un gran gol di destro a giro su assist magistrale di Perisic, che lo imbecca centralmente con un filtrante spettacolare. A vantaggio acquisito, Spalletti sceglie la difensiva. Al 81′ terzo e ultimo cambio: fuori Icardi, dentro Gagliardini. L’italiano fa coppia con Vecino davanti alla difesa, Nainggolan si alza nuovamente sulla trequarti e Lautaro Martinez chiude come prima punta (come da immagine sotto allegata, ndr). Mossa vincente, si potrebbe dire: Gagliardini chiude tutto quello che c’è da chiudere, Perisic si carica di responsabilità e Lautaro Martinez tiene bassa la difesa della SPAL, che prova l’assalto solo nel finale. Il secondo tempo termina 1-2: vittoria d’esperienza per l’Inter, Spalletti respira.

SPAL-Inter Formazione Finale

SPAL-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Mai come questa volta bisogna sottolineare i meriti di chi è finito (due volte) sul tabellino dei marcatori: Icardi. Senza il centravanti argentino l’Inter non avrebbe né sbloccato il risultato (bravo Vrsaljko) né recuperato i due punti “sequestrati” da Paloschi (bravo Perisic), di conseguenza è facile arrivare al perché: Icardi vale tre punti. Altra prestazione maiuscola del capitano dell’Inter, che si sacrifica fin dai primi minuti e riesce anche a timbrare il cartellino. Avrebbe potuto segnare anche di più senza gli errori di misura dei compagni (il già citato Keita e non solo). Prova maiuscola, prova matura: Icardi non è più “solo” l’attaccante dai gol stupidi. Esemplare.

COMMENTO – Prima della sosta (e che sosta…) e dopo le fatiche di Champions bisognava solo vincere. Obiettivo raggiunto e con merito, pur soffrendo molto più del dovuto. Anche perché la SPAL è avversario ostico, soprattutto in casa. Sulla prestazione dell’Inter non c’è molto da dire: senza i registi de Vrij e Brozovic è praticamente impossibile impostare la manovra dal basso provando a tagliare il campo per velocizzare il tutto, comunque qualche tentativo viene fatto. Borja Valero non ha il ritmo per stare al passo dei centrocampisti della SPAL, ma aspettarsi Joao Mario titolare sarebbe stata una richiesta eccessiva. Buona la prima post-infortunio per Vrsaljko, che regge un’oretta e poi si limita anche perché ammonito. Male il reparto centrale e qui si torna al punto uno: senza de Vrij e con Miranda, Skriniar fatica; senza Brozovic e con Borja Valero, Vecino fatica. Ma è normale, nulla di serio: gli automatismi iniziano a dare buoni frutti, il turnover bisogna “sopportarlo”. La maturità dell’Inter si nota nel momento di difficoltà, quando: Nainggolan si esalta nella doppia fase; Perisic si inventa la giocata che annulla 80′ di anonimato; Icardi sa essere decisivo come pochi al mondo. L’Inter torna da Ferrara con tre punti pesantissimi e un terzo posto a quota sedici che anticipano due tematiche: la sosta per recuperare qualche energia (nazionali permettendo) e il derby contro il Milan al ritorno. Adesso, però, un po’ di meritato relax: niente polemiche, solo un’Inter che (ultimamente) sa solo vincere.

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