Sion-Inter: sconfitta inutile in partita inutile, ma che formazione è? Crash test

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18 luglio 2018, 21:59

La seconda amichevole stagionale dell’Inter di Spalletti è tutto fuorché uno spettacolo: il 2-0 ottenuto dai padroni di casa del Sion è meritato, ma ciò che deve far preoccupare non è il risultato né la prestazione, bensì i giocatori scesi in campo che nella maggioranza non rappresentano l’Inter titolare della prossima stagione. In pratica è stato un crash test iniziato male e finito peggio. Ecco alcune considerazioni tecnico-tattiche dopo i 90′ giocati

MODULO E FORMAZIONE – La seconda Inter stagionale di Spalletti insiste sul 4-2-3-1 quindi niente difesa a tre annunciata. Ecco l’undici iniziale: Padelli; Dalbert, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Gagliardini, Borja Valero; Politano, Nainggolan, Karamoh; Lautaro Martinez.

DIFESA – Stavolta i gol arrivano, ma nella porta difesa da Padelli, che al 27′ va a farfalle sugli sviluppi di un calcio d’angolo in cui Neitzke anticipa tutti e lo trafigge di testa, poi al 35′ il palo lo salva dal gol di Carlitos, anche se successivamente si supera su un altro paio di occasioni, fino al 70′ quando Baltazar trova il giro giusto per superarlo nuovamente. La retroguardia è guidata da capitan Skriniar, che tiene alta la linea difensiva giocando sul centro-sinistra, mentre de Vrij sul centro-destra “corregge” gli errori di Dalbert, provato da terzino destro e piuttosto confusionario sia con passaggi all’indietro sia con chiusure ritardate, mentre Asamoah a sinistra appare timido semplicemente perché dalle sue parti non si gioca, paradossalmente.

CENTROCAMPO – In mezzo al campo gira tutto male, nel vero senso della parola: Gagliardini viene invitato a portare pressing il più alto possibile, ma è fin troppo statico e sbaglia tutti i passaggi possibili, mentre Borja Valero prova a impostare il gioco con i lanci lunghi, spesso anche imprecisi, ed è imballato come tutti, strano considerando la diversa struttura fisica… La notizia peggiore, però, arriva da Nainggolan, costretto a uscire al 24′ per un affaticamento muscolare dopo essersi fatto notare per un tiro fuori dallo specchio e un paio di suggerimenti offensivi. Al suo posto il connazionale Emmers, che prova a metterci qualità e quantità, pur non trovando subito la collocazione tattica sulla trequarti, poi arretrata sulla linea mediana.

ATTACCO – Rispetto alla prima uscita, il tridente offensivo pare poco ispirato e soprattutto mal assemblato: Politano da ala destra non incide e sembra pagare più di tutti i carichi di allenamento di questo inizio di ritiro, mentre Karamoh largo a sinistra è quello che prova di più a rendersi pericoloso accentrandosi e va anche vicino al gol con una grande giocata spalle alla porta. In mezzo Lautaro Martinez si fa apprezzare solo per l’aggressività con cui va alla (ri)conquista della palla, ma la maggior parte dei movimenti e dei fraseggi con i compagni sono errati.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con tre cambi da parte di Spalletti, che non cambia sistema di gioco: Padelli; D’Ambrosio, Ranocchia, Skriniar, Asamoah; Emmers, Gagliardini; Candreva, Borja Valero, Karamoh; Lautaro Martinez. In mezzo alla difesa Ranocchia si riprende la fascia da capitano, ma non spicca per chissà quali giocate, mentre D’Ambrosio è più pericoloso in attacco nelle mischie in area che sulla fascia, invece Candreva è più anonimo – quindi inutile – che dannoso. Nel corso della ripresa Spalletti effettua altri cambi, chiudendo la partita con questo undici: Padelli; Zappa, Ranocchia, D’Ambrosio, Asamoah; Emmers, Roric; Candreva, Karamoh, Salcedo; Icardi. L’ingresso di Zappa come terzino destro “sposta” D’Ambrosio nel ruolo di centrale sinistro e quello di Salcedo da ala sinistra fa scalare Karamoh nel ruolo di trequartista dietro Icardi (che si muove più del previsto pur non ricevendo palloni giocabili), ma entrambi non hanno modo di farsi notare, mentre Roric in mezzo al campo fa almeno una giocata interessante in disimpegno quando gli avversari sono ormai cotti.

CONSIDERAZIONI – Così come quella di Lugano, anche l’amichevole giocata a Sion rientra nella categoria “Cose inutili che è meglio evitare, ma visto che va fatta, facciamola”. E quindi facciamola, ma non prendiamola come prestazione utile per analizzare chissà cosa. Di utile, di fatto, non c’è nulla. Spalletti è stato costretto, anzi, si è “auto-costretto” a schierare una formazione indecente a causa delle note assenze (nazionali in vacanza come Miranda, Vecino, Brozovic e Perisic; acquisti mancanti in tre ruoli-chiave, ovvero i due esterni per la fascia destra e il mediano; e qualche titolare in fase di recupero, su tutti Icardi, oltre all’inutilizzato Handanovic, senza dimenticare l’uscita di Nainggolan sullo 0-0…), ma c’è di più: non avendo alternative in panchina, Spalletti ha fatto un vero e proprio crash test. In particolar modo spicca in negativo la prestazione di Dalbert, che al momento rappresenta il terzino sinistro di riserva, ma oggi ha giocato da terzino destro titolare e i risultati sono stati, per usare un eufemismo, rivedibili. Così come non può funzionare più Borja Valero come jolly di centrocampo (quanto sarebbe prezioso avere Rafinha ora…), ma questa è una questione già compresa nella seconda parte della scorsa stagione. In definitiva, di Sion-Inter c’è davvero poco da considerare, forse è davvero tutto da buttare, sconfitta inutile di una partita inutile: Spalletti può fare poco, gli manca mezza rosa, quella titolare.






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