Roma-Inter: Spalletti, che partitaccia hai preparato? Triplo regista bocciato

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3 dicembre 2018, 02:02
Luciano Spalletti

Il periodo poco brillante dell’Inter colpisce anche a Roma, dove va in scena una partitaccia fatta di errori e polemiche: il 2-2 finale porta le firme di Keita e Icardi sul tabellino, ma anche quelle di Handanovic e Brozovic sui gol giallorossi. In generale Spalletti azzarda la formazione iniziale e poi fatica a cambiare dalla panchina, sperando nel finale in un episodio che non arriva

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Roma: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Borja Valero, Brozovic; Perisic, Joao Mario, Keita; Icardi.

Roma-Inter Formazione Ufficiale

Roma-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – L’assenza di Nainggolan fa fare un passo indietro a Spalletti, che ripropone sì l’Inter con il 4-2-3-1, ma il trio di centrocampo è privo di mediani (Gagliardini e Vecino) in favore della qualità. In campo – paradossalmente – va il triplo regista (Brozovic più basso, Joao Mario più alto e Borja Valero da raccordo tra i due), mentre da “seconda punta” agisce Keita.

PRIMO TEMPO – Il sistema di gioco dell’Inter appare subito molto dinamico rispetto “alla carta”, tant’è che Joao Mario arretra subito il proprio raggio d’azione da mezzala destra con Borja Valero a sinistra, di fatto è un 4-3-3 con Keita che si sposta a destra e Perisic a sinistra. Attacco un po’ confuso dell’Inter con le ali che si interscambiano continuamente, ma il problema è in mezzo al campo: la linea mediana scelta da Spalletti non regge né i ritmi né la fisicità dei centrocampisti della Roma, che fanno girare la palla e stancare i nerazzurri. Spalletti inverte anche le mezzali: Borja Valero va a destra e Joao Mario alla sinistra di Brozovic. L’Inter soffre gli inserimenti centrali della Roma e il palo di Florenzi al 26′ ne è l’esempio lampante. Al 37′ l’Inter va in vantaggio grazie al gol di Keita, letale in area di rigore su cross dalla destra di D’Ambrosio, quest’ultimo ispirato da una’apertura di Joao Mario. Il primo tempo termina 0-1: occasione sfruttata alla perfezione, ma pochissima qualità.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambi per Spalletti e la situazione non migliora. Al 51′ la Roma trova il pareggio: Under fulmina Handanovic dalla lunga distanza, rivedibile l’immobilità tra i pali del numero 1 nerazzurro. Al 62′ primo cambio per l’Inter: fuori Keita, dentro Politano. L’italiano si piazza largo a destra nel tridente. Al 66′ l’Inter torna in vantaggio: gol di Icardi di testa su calcio d’angolo battuto da Brozovic. Una leggerezza difensiva di Brozovic regala il rigore alla Roma e al 74′ Kolarov dal dischetto supera Handanovic, che indovina l’angolo, ma non basta per evitare la rete. All’80’ doppio cambio finale per Spalletti: fuori Borja Valero e Perisic, dentro Vecino e Lautaro Martinez. L’uruguayano agisce da mezzala destra e l’argentino si piazza alla sinistra di Icardi in una sorta di 4-3-3 asimmetrico (come da immagine sotto allegata, ndr). La stanchezza si fa notare e ormai si gioca con i reparti talmente distanti che ogni contropiede può essere letale da una parte o dall’altra, ma non arrivano altri gol. Il secondo tempo termina 2-2: un punto esterno che non fa male, in fin dei conti.

Roma-Inter Formazione Finale

Roma-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Dopo un 2-2 simile si può discutere se siano due punti persi (perché rimontati in due occasioni e su rigore) o un punto guadagnato (perché poco brillanti e fuori casa), non a caso l’emblema del risultato è uno solo: Brozovic. Il centrocampista fa partire l’azione dello 0-1 di Keita ed è suo l’assist da corner per l’1-2 di testa di Icardi, ma è sempre Brozovic quello che non partecipa alla chiusura su Under in occasione dell’1-1 e poi spegne il cervello in area di rigore regalando il 2-2 a Kolarov. Come si dice in questi casi? Croce e delizia, sì. O semplicemente, Brozovic. Solito.

COMMENTO – Un punto in quel di Roma non è mai da buttare, anche se, considerando com’è maturato, il rammarico è comprensibile. Perché sì, l’Inter non meritava di vincere, ma nemmeno di perdere. Pareggio giusto, polemiche esagerate ed episodi che hanno preso il sopravvento in una partita definita “spettacolare”, che di spettacolare non ha nulla. In realtà Roma-Inter è stata una partitaccia, nel vero senso della parola: troppi errori, che sono quelli che hanno dato via a tutti i gol (marcatura terribile su Keita e Icardi, combo incommentabile tra difensori e portiere sul tiro di Under, blackout grottesco di Brozovic sul fallo di mano da rigore), di conseguenza zero tattica. E quando in campo mandi un trio di centrocampo che dovrebbe imporsi dal punto di vista tecnico-tattico e poi ti accorgi che non è così perché soccombe dal punto di vista atletico-fisico, qualche colpa ce l’hai: Spalletti, che partita hai preparato? Vero, senza Nainggolan l’organizzazione del centrocampo dimezza tutte le sue possibilità, ma si sarebbe potuta affrontare meglio una Roma abbondantemente rimaneggiata. In particolare, sapendo che Borja Valero non regge i ritmi alti di inizio partita (prima ora di gioco), ma fa la differenza nella parte finale (ultima mezz’ora), perché non farlo entrare successivamente dopo aver sfruttato la stazza di Gagliardini (o Vecino) davanti alla difesa? Un cambio perso e annunciato. Insomma, l’esperimento “triplo regista” di centrocampo bocciato. Poi l’involuzione tecnico-tattica di Perisic fa il resto (Politano fuori non fa che peggiorare la situazione…), però la preparazione superficiale e la lettura timorosa della partita sono da imputare tutte a Spalletti. Che continua ad azzardare a inizio gara, salvo poi tornare sui propri passi. Contro la Juventus servirà tutt’altra Inter, con o senza Nainggolan: sarà la prova del nove dal punto di vista mentale, perché a Torino si per fare – in qualsiasi modo – risultato positivo.

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