Inter-SPAL: Spalletti non rischia, ma gli gira tutto male tranne Lautaro

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10 marzo 2019, 23:29
Spalletti Lautaro Martinez

Il 2-0 dell’Inter contro la SPAL arriva in condizioni sfavorevoli dal primo all’ultimo minuto, ma Spalletti può ringraziare i suoi (pochi) calciatori a disposizione per i tre punti meritati: in gol Politano e Gagliardini, anche se il vero motore interista senza Icardi è Lautaro Martinez, pur non andando “ufficialmente” in gol

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la SPAL: Handanovic; Cedric Soares, de Vrj, Miranda, Dalbert; Gagliardini, Brozovic; Politano, Joao Mario, Asamoah; Lautaro Martinez.

Inter-SPAL Formazione Ufficiale

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MODULO – Le scelte di Spalletti sono strettamente legate al momento storico dell’Inter, che – tra infortuni, squalifiche, diffide (prima del derby…) e Lista UEFA ridotta – deve reinventarsi in un undici titolare mai visto prima, senza rinunciare però al 4-2-3-1, in cui Joao Mario rimpiazza Nainggolan sulla trequarti. La grande novità è l’asse “quantitativo” sulla corsia mancina: Dalbert copre le spalle ad Asamoah, che agisce da esterno alto.

PRIMO TEMPO – L’avvio è tutto nerazzurro, anche se l’undici messo in campo da Spalletti impiega un po’ di tempo per trovare le giuste misure contro una SPAL volutamente difensivo. Spingendo su entrambe le fasce, il gioco dell’Inter prevede che la palla venga messo in area, soluzione che non sempre viene trovata con le giuste misure. In mezzo al campo, come canovaccio già ricorsivo delle ultime uscite, gli errori elementari si susseguono con continuità. La notizia positiva è che Handanovic funge da spettatore non pagante. Al 32′ grazie al VAR viene annullato uno spettacolare gol a Lautaro Martinez, autore di una giocata pazzesca nello stretto. Al 42′ primo cambio forzato per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Candreva. L’italiano si posiziona alto a sinistra, Asamoah scala nel ruolo di mediano al fianco di Gagliardini. I cinque minuti di recupero non permettono di cambiare il risultato né di far abituare la squadra al nuovo assetto. Il primo tempo termina 0-0: poco gioco, tanti errori.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con il secondo cambio forzato per Spalletti: fuori Miranda, dentro Ranocchia. L’italiano si piazza in mezzo tra de Vrij e Asamoah, l’Inter si sistema con un 3-4-2-1 in cui Cedric Soares e Dalbert agiscono a tutta fascia, Joao Mario arretra in mediana e la coppia Politano-Candreva supporta alternativamente Lautaro Martinez. La modifica funziona, perché l’Inter copre meglio il campo ed è finalmente più pericolosa sulle fasce, anche se manca sempre l’ultimo passaggio sulla trequarti. Al 67′ Politano s’inventa un gol al volo girandosi repentinamente su suggerimento verticale di Lautaro Martinez, diagonale imparabile! Al 74′ terzo e ultimo cambio per Spalletti: fuori Politano, dentro Borja Valero. Lo spagnolo funge da perno centrale tra Joao Mario e Gagliardini nel 3-5-2 finale in cui Candreva affianca Lautaro Martinez alla sua destra (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 78′ l’Inter raddoppia con Gagliardini, che controlla e supera Viviano con un diagonale in area di rigore. Il doppio vantaggio permette all’Inter di gestire palla e risultato, facendo possesso palla a pochi tocchi seguendo il ritmo scandito da Borja Valero, che rallenta la squadra per non sprecare altre energie. Il secondo tempo termina 2-0: uno-due letale nella ripresa, tre punti pesanti in classifica.

Inter-SPAL Formazione Ufficiale

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PROTAGONISTA – Altro giro (senza Icardi), altra corsa (con successo), ma senza cambiare la firma: Lautaro Martinez. Il classe ’97 argentino prende l’Inter sulle spalle, prima inventandosi un gol annullato solo per un presunto controllo di braccio dopo lo stop di petto, poi mettendo in porta Politano per l’1-0, infine continuando a pressare fino al 95′ nonostante il risultato acquisito. E tutto ciò da diffidato, quindi a serio rischio derby. Se serviva una prova di maturità, da Lautaro Martinez è arrivata appieno. Regista (avanzato).

COMMENTO – L’undici messo in campo dal tecnico nerazzurro è esattamente l’unico possibile per l’Inter. Anzi, va apprezzato l’unico rischio preso da Spalletti, che avrebbe potuto benissimo rinunciare anche a Lautaro Martinez (oltre a Skriniar e D’Ambrosio) perché diffidato, schierando Politano falso nove e Candreva sulla fascia destra. L’avvio è addirittura positivo, ma gira tutto male: Miranda viene messo KO da Petagna dopo 8′, ma resiste fino all’intervallo; Brozovic alza bandiera bianca al 42′. Iniziare con un’Inter già rimaneggiata e ritrovarsi dopo un tempo con due riservissime (Ranocchia e appunto Candreva) messe in campo senza tante speranze è un bel banco di prova, soprattutto quando Asamoah in 50′ viene utilizzato in tre ruoli (ala sinistra sulla trequarti, mediano a centrocampo e terzo di sinistra in difesa), addirittura tutti diversi da quello in cui agisce in maniera continua da inizio stagione (terzino sinistro), e la squadra deve cambiare assetto tattico per adeguarsi ai singoli. Perché Spalletti non può rischiare Perisic, men che meno Keita, che alla fine viene risparmiato in favore del più esperto Borja Valero. Ecco perché c’è poco da aggiungere a questa partita, preparata nell’unico modo possibile e letta secondo la stessa filosofia: non rischiare utilizzando la testa, buttando un occhio all’Eintracht e un occhio al Milan. La scelta di Lautaro Martinez paga Spalletti, dal momento che dai movimenti e dai piedi del classe ’97 argentino passa il gioco (poco, va detto) dell’Inter. E probabilmente è questa la notizia più importante: per un Icardi che ancora rifiuta di tornare protagonista, c’è un Lautaro Martinez che silenziosamente si sta facendo spazio, facendo diventare superfluo l’eventuale ritorno dell’ex capitano. Anche in Europa League, dove Lautaro Martinez è squalificato, ma piuttosto Spalletti si gioca l’accesso ai quarti con Ranocchia centravanti anziché con Icardi, che nel derby verrebbe nuovamente meritato dall’amico-rivale. I tre punti di Inter-SPAL sono pesantissimi, ma non ci si può accontentare: c’è una qualificazione in Champions League da raggiungere e passa sia dal contro-sorpasso al Milan sia dall’eliminazione dell’Eintracht, occhio.

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