Inter-Sassuolo: contrappasso Mancini, perché questi 5 errori?

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10 gennaio 2016, 17:11
Mancini

L’Inter crolla nel finale, cedendo proprio al 95′ a un buon Sassuolo: termina 0-1 in favore dei neroverdi, per quella che si consacra come una clamorosa beffa di fine girone. Mancini ha tanti spunti da analizzare in maniera alquanto critica: sconfitta sfortunata e immeritata, ma lui non è assolutamente esente da colpe

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Sassuolo: Handanovic; Nagatomo, Miranda, Murillo, D’Ambrosio; Brozovic, Medel, Kondogbia; Ljajic, Icardi, Perisic.

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IL MODULO – Per la prima volta in stagione Mancini conferma la squadra scese in campo dal 1′ nell’ultima partita e di conseguenza anche il modulo: 4-3-3 di partenza, ma vengono invertiti gli uomini sulle fasce per adattarsi agli esterni del Sassuolo.

PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco l’Inter parte subito forte e trova due occasioni con Icardi e Ljajic, che sprecano la palla per il possibile vantaggio. La novità tattica di giornata si nota subito: l’asse Nagatomo-Ljajic inizia a destra, quello D’Ambrosio-Perisic si sposta a sinistra rispetto a Empoli. L’Inter pressa molto alto, ma il Sassuolo riparte bene e mette in difficoltà i nerazzurri conquistando punizioni pericolose: da segnalare un inizio sottotono per Miranda. Prime mosse tattiche a partita in coro: Mancini sposta Kondogbia sul centro-destra, invertendolo con Brozovic, che va sul centro-sinistra. Grosso rischio per l’Inter in seguito a un flipper nell’area piccola tra D’Ambrosio e Handanovic, che alla fine salva tutto. Con il passare del tempo è il Sassuolo a prendere il dominio del campo e l’Inter ne risente, fino ad arrivare all’ammonizione di Murillo, che è costretto a un fallo per fermare un pericoloso contropiede dei neroverdi. Mancini inverte di nuovo le mezzali. Solo nel finale Inter di nuovo pericolosa, ma Consigli fa un autentico miracolo sulla conclusione di Ljajic. Prima frazione dalle due facce: Inter pericolosa nei minuti iniziali e finali, in mezzo poco gioco e qualche sofferenza eccessiva. Pertanto, spicca Handanovic, che mantiene la porta inviolata. Il primo tempo termina 0-0: non una bellissima Inter, anche per merito del Sassuolo, ma nella ripresa è necessario il cambio di marcia.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità nell’undici in campo, che è lo stesso che ha iniziato il match. Dopo cinque minuti a ritmi bassi, l’Inter confeziona finalmente un’azione di squadra sfruttando tutto il proprio potenziale offensivo, che fa un giro palla fino ad arrivare in porta, guadagnando solo un calcio d’angolo. Mancini cambia assetto tattico in corso: ecco il 4-2-3-1. Decisivo Brozovic, che si alza sulla trequarti, dove in qualità di trequartista dovrebbe andare con più facilità al tiro. Il tiro, però, lo scocca Ljajic, fermato ancora da Consigli. Al 63′ primo cambio: fuori Perisic, dentro Palacio. Di conseguenza cambia il modulo: si passa al rombo, con Ljajic dietro Icardi e Palacio. La modifica funziona perché Ljajic trova subito spazi e crea scompiglio in area neroverde. Dopo un inizio difficile, solita prestazione sicura di Miranda dietro, che guida tutta la retroguardia e fa ripartire l’Inter. Un’Inter che vive più di azioni personale piuttosto che di squadra: vanno al tiro Kondogbia e Ljajic. Poi sale in cattedra il gioco ed è clamorosa l’azione che porta al tiro di Palacio (poi fermata per fuorigioco di Icardi). Canovaccio Inter: miracolo di Handanovic, contropiede e il gol resta un miraggio. All’85’ secondo cambio per l’Inter: fuori Kondogbia, dentro Jovetic. Inter a trazione offensiva: il 4-2-3-1 si alterna con il 4-4-2 con Palacio largo a destra, Ljajic a sinistra e Jovetic in coppia con Icardi. Al 90′ terzo e ultimo cambio: fuori Medel, dentro Guarin. Non esistono più schemi, ruoli e fase difensiva: Inter tutta all’attacco con un vero e proprio 4-2-4 (come da immagine sotto allegata, ndr). Assedio Inter, ma Consigli super e al 94′ arriva la beffa: Miranda atterra Defrel in area di rigore. Batte Berardi, che non sbaglia: 0-1 al 95′. Inutile il forcing nei sessanta secondi successivi. La partita termina 0-1: l’Inter getta al vento la possibilità di diventare Campione d’inverno.

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IL PROTAGONISTA – Se la sconfitta arriva a tempo scaduto, su rigore e per un errore multiplo, le colpe vanno (con)divise e i protagonisti negativi sono automaticamente più di uno. Errore della squadra, errore dell’allenatore: Roberto Mancini. Proprio quest’ultimo ha qualche colpa in più: per la prima volta conferma l’undici della partita precedente che, oggettivamente, non aveva entusiasmato. Cambia, però, alcune posizioni in campo, senza trovare mai la quadratura del cerchio. Inoltre, ritarda a più non posso le sostituzioni e, per farla completa, le sbaglia anche. Insomma, preparazione e gestione della partita negativa dall’inizio alla fine per Mancini, che paga il contrappasso italiano: imposta la partita per vincere 1-0, perde con la stessa moneta e in maniera piuttosto dolorosa.

IL COMMENTO – Non vuole essere una critica distruttiva nei confronti di Mancini, ma qualcosa è evidentemente andato storto. I primi dubbi arrivano all’uscita della formazione ufficiale: la stessa di Empoli-Inter. Prima volta che avviene in stagione e sono subito due le domande: 1. perché c’è ancora Nagatomo al posto di Telles? 2. Perché non c’è Jovetic? I dubbi diventano ancora più grossi quando si scopre la novità tattica: Mancini inverte gli esterni rispetto a Empoli, adattandosi alle caratteristiche dei giocatori di Di Francesco. Brutto segnale, che potrebbe essere smentito subito, ma il “Fattore C” non riesce a dargli sostegno. Per il resto, tanta imprecisione da parte dell’Inter, in particolare dall’unico giocatore di movimento che crea pericoli: Ljajic, croce e delizia. Solo croce, invece, Nagatomo, che con una leggerezza assurda ha praticamente tolto all’Inter la possibilità di andare in vantaggio, poi Murillo-Miranda hanno fatto il resto. Altra domanda quindi: 3. perché Nagatomo in campo per l’assedio finale, con Telles in panchina e Perisic sostituito? Servivano cross, servivano tiri, serviva qualità e rapidità, non confusione. Anche il primo ingresso in campo mette in evidenza la giornata no di Mancini: 4. perché precedenza a Palacio contro una difesa fisica come quella del Sassuolo, quando in panchina hai Jovetic? E nel finale, altra scelta dubbia: 5. perché fuori Kondogbia (utile nelle mischie), se nel frattempo Medel (ormai inutile visto l’assedio nerazzurro) sta giocando malissimo e Brozovic (troppi errori) non ne ha più? Tutte domande a cui Mancini dovrebbe dare risposte, ma non ora. Adesso occhio ad Atalanta, Carpi, Milan, senza perdere di vista il Napoli in Tim Cup: nove punti e semifinale, grazie.

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