Inter-PSV: Spalletti spreca BV e si fida di Messi, all’82’ manca Ranocchia

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12 dicembre 2018, 01:40
Andea Ranocchia

L’Inter saluta la Champions nel peggiore dei modi: in casa contro il PSV la possibile rimonta si arresta sull’1-1 firmato dal solito Icardi, decisivo il gol regalato a Lozano in avvio di gara e la lettura perlopiù difensiva di Spalletti, che forse si fida troppo del Barcellona… Nonostante la prestazione votata all’arrembaggio, regna la confusione

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il PSV Eindhoven: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Candreva, Brozovic, Borja Valero; Politano, Icardi, Perisic.

Inter-PSV Formazione Ufficiale

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MODULO – Tra Lista UEFA ridotta e infortuni, Spalletti è costretto a stravolgere la sua Inter, che scende in campo con un atipico 4-3-3 in cui Candreva fa la mezzala di quantità lasciando il binario destro alla coppia D’Ambrosio-Politano, compito complementare per il qualitativo Borja Valero sul centro-sinistra supportato da Asamoah-Perisic.

PRIMO TEMPO – L’approccio iniziale dell’Inter sembra quello giusto, come dimostrato al 6′ dal palo di Perisic, che di testa non sfrutta al meglio un assist eccezionale di Icardi. Candreva fa effettivamente la mezzala destra con Politano che taglia spesso verso il centro, anche se la disposizione tattica è piuttosto asimmetrica tra i due poli Brozovic e Icardi. Al 13′ un erroraccio di Asamoah, che in disimpegno perde palla sul pressing avversario, manda Lozano in gol senza trovare opposizione. L’Inter fa la partita con grande dinamismo, soprattutto da parte degli esterni: è un 3-5-2 in possesso palla che diventa 4-5-1 senza, con Candreva che gira per il campo da destra verso sinistra, accentrato e largo sulla fascia, e a turno un terzino scala a centrocampo e un’ala in attacco. Più precisamente, Asamoah gioca più alto di D’Ambrosio (che spesso accorcia come terzo di difesa), mentre Politano è il primo supporto di Icardi (che davanti fa lavoro sporco per tutti). Il paradosso tecnico-tattico dell’Inter è Borja Valero: lo spagnolo è il primo a portare pressing alto sui difensori del PSV, perdendo di fatto la funzione di regista a supporto di Brozovic. Nota dolente dietro: malissimo in transizione, ogni contropiede è un rischio. Il primo tempo termina 0-1: un gol regalato e zero reazione offensiva, la manovra arrembante non basta.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambi, ma nei primi minuti si nota una leggera modifica nell’atteggiamento in campo: Inter subito più pericolosa con Borja Valero che rimane lontano dall’area di rigore (quindi agisce da regista), dove Icardi staziona all’interno (quindi smette di fare a sportellate fuori). Al 56′ primo cambio per l’Inter: fuori Candreva, entra Keita. Il senegalese si piazza in mezzo alle spalle di Icardi, il modulo di base diventa il 4-2-3-1. Gli attacchi arrivano tutti da destra con Politano, ancora una volta il più brillane e pericoloso in campo. Al 69′ secondo cambio per Spalletti: fuori Asamoah, dentro Lautaro Martinez. L’argentino si posiziona dietro Icardi costringendo Keita sad allargarsi sulla sinistra, Perisic arretra in difesa nel ruolo di terzino sinistro. Al 73′ l’Inter pareggia grazie al gol di Icardi, che di testa sfrutta al meglio l’assist spettacolare di Politano dalla destra. Al 82′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Vrsaljko. Il croato agisce da terzino sinistro, il connazionale Perisic avanza nel ruolo di ala destra. Una volta saputo del pareggio del Tottenham, Spalletti inverte i terzini: Vrsaljko spinge da destra con il piede forte, D’Ambrosio si sposta a sinistra (come da immagine sotto allegata, ndr) per sfruttare le ultime forze in corpo. L’arrembaggio continua anche oltre il recupero dato, ma negli ultimi venticinque metri non si finalizza nulla né al cross né al tiro. Il secondo tempo termina 1-1: Icardi non basta, l’Inter viene eliminata.

Inter-PSV Formazione Ufficiale

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PROTAGONISTA – Un pareggio che sa di sconfitta, nata probabilmente da un doppio errore di valutazione di Spalletti, che mette in difficoltà il suo cervello più puro: Borja Valero. Lo spagnolo non è il peggiore in campo, ci mancherebbe, ma è quello che paga più di tutti la preparazione della partita fatta da Spalletti nella prima ora di gioco: nel primo tempo è chiamato a sprecare energie per oltre mezz’ora alla ricerca del pallone dopo l’1-0 del PSV che addormenta il gioco, poi a inizio ripresa prova a fare quello che gli riesce meglio, ma viene subito imbrigliato e infine – ormai sfinito – piazzato davanti alla difesa per cercare di impostare la manovra con più qualità. Risultato? Male prima, male dopo. L’impegno messo in campo da Borja Valero è indiscutibile, ma gambe e testa non vanno più di pari passo, Spalletti dovrebbe saperlo. Vintage.

COMMENTO – L’Inter doveva vincere a prescindere dal risultato del Tottenham a Barcelona e così non è stato. Basterebbe questo per analizzare negativamente la prestazione, che di fatto ha detto anche altro: l’Inter il gol se l’è fatto da sola (Asamoah…), la reazione è stata nulla fino al gol di Icardi forse per l’aumentare della tensione, ma la cosa peggiore si è vista dopo, cioè il tentativo di controllo dell’1-1 anziché cercare il 2-1. E cercarlo a un minuto dall’assegnazione del recupero è stato a dir poco umiliante. Va bene dare l’alibi a Spalletti di essere senza centrocampisti, quindi l’aver dovuto schierare quasi forzatamente Borja Valero dal 1′ anziché inserirlo dopo il 60′ per gestire il risultato già acquisito, ma la gestione dei cambi resta sempre piuttosto ambigua: Vrsaljko di fatto entra per contenere a sinistra, dove Asamoah non ha brillato e Perisic è stato adattato per qualche minuto, poi cambia fascia perché il pareggio del Tottenham obbliga l’Inter a cercare il 2-1, Troppo tardi. Tradotto: Spalletti per una decina di minuti s’illude di poter strappare il pass per gli ottavi grazie al Barcellona di Messi. Per assurdo, avrebbe avuto più senso inserire Ranocchia per sfruttarlo da centravanti ignorante visti i palloni continuamente crossati (male) in area senza esito anziché la staffetta tra i terzini fuori ruolo. Paradosso nel paradosso, sia chiaro. Ma non è neanche tempo per pensare a Spalletti e ai cambi fatto o che avrebbe potuto fare, bisogna solo accettare il triste epilogo del campo: l’Europa League è una competizione che va onorata, arrivederci (a settembre…) Champions.

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