Inter-Milan: Spalletti cambia 4-2-3-1 senza scoprirsi e vince con il Fattore P

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22 ottobre 2018, 01:47
Spalletti

L’Inter consolida il terzo posto salendo a quota 19 punti quando tutto sembrava sfumato: l’1-0 firmato Icardi al 92′ fa crollare un Milan ormai certo di portare a casa un punto d’oro fatto di catenaccio. La fortuna non bacia l’Inter, che perde Nainggolan dopo mezz’ora, ma il Fattore P di Spalletti ha ancora ragione

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Milan: Handanovic; Vrsaljko, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano, Nainggolan, Perisic; Icardi.

Inter-Milan Formazione Ufficiale

Inter-Milan Formazione Ufficiale

MODULO – L’Inter prepara una delle partite più difficili e sentite della stagione basandosi sul solito 4-2-3-1, ma stavolta in formazione-tipo: il binario destro Vrsaljko-Politano è un chiaro messaggio per non lasciare alla coppia Asamoah-Perisic a sinistra l’esclusiva della manovra dall’esterno verso il centro, dov’è Nainggolan l’uomo a cui è richiesto il lavoro di raccordo più importante.

PRIMO TEMPO – Pochi secondi e via, subito gran pressione iniziale dell’Inter, che dà l’impressione di voler schiacciare il Milan nella propria metà campo. All’11’ annullato per fuorigioco il gol di Icardi, finito al di là della difesa del Milan dopo l’impalpabile spizzata di Vecino. Piovono cross, soprattutto da sinistra, mentre a destra è Politano a seminare panico nella difesa del Milan. Al 30′ primo cambio forzato per Spalletti: fuori Nainggolan, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si piazza sulla trequarti al posto del belga, uscito anzitempo per infortunio. Al 34′ de Vrij colpisce l’incrocio dei pali con una splendida girata sugli sviluppi di un calcio d’angolo. E’ l’Inter a fare la partita, assolutamente, pur avendo perso quantità in mezzo al campo. Al 42′ annullato gol a Musacchio, messo in fuorigioco da un improbabile “assist” di schiena di Romagnoli. Il primo tempo termina 0-0: Inter bene, Milan contropiedista.

SECONDO TEMPO – Spalletti non fa modifiche nell’intervallo e riparte con l’Inter del “doppio regista”: Borja Valero prova a fare pulizia e a velocizzare l’azione laddove Brozovic inciampa. Pur dominando, l’Inter sbaglia troppo, proprio perché il numero 77 croato si spegne e non riesce a regalare l’ultimo passaggi agli attaccanti. Male anche il binario sinistro, con Asamoah e Perisic mai così spreconi e confusionari palla al piede. Al 70′ secondo cambio forzato per Spalletti: fuori Perisic, dentro Keita. Il senegalese va a sinistra al posto del croato, uscito acciaccato. Il Milan trova più spazio per la giocata, Inter un po’ stanca e statica. Al 82′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Candreva. Staffetta sulla fascia destra dell’Inter (come da immagine sotto allegata, ndr). L’idea di Spalletti è quella di vincerla sulle fasce grazie alle forze fresche, anche se le giocate non sono sempre precise. Assedio Inter nel finale. Al 92′ l’Inter trova la rete: Icardi di testa sfrutta un’incomprensione della difesa del Milan su cross dalla destra di Vecino, che raccoglie un campanile alla cieca di Candreva. Il secondo tempo termina 1-0: vittoria cercata dall’Inter, che colpisce nel finale.

Inter-Milan Formazione Finale

Inter-Milan Formazione Finale

PROTAGONISTA – Stavolta lodare Icardi per il gol-vittoria o Vecino per l’assist decisivo al 92′ sarebbe sacrosanto, ma la vittoria va riassunto in chi ha compattato la squadra: Spalletti. L’allenatore toscano manda in campo il miglior undici possibile (Vrsaljko, Vecino e Politano titolari nonostante i ballottaggi volessero altri nomi) e per mezz’ora neanche percepisce la presenza del Milan, poi l’infortunio di Nainggolan scombina i piani. E Spalletti che fa? Niente ansia, alla fine il Fattore P paga: è la pazienza a vincere questo derby. Quella che vuole Borja Valero in campo anziché Lautaro Martinez. Quella che non torna sui sui passi, neanche per sbaglio. Convinto.

COMMENTO – Ogni vittoria vale tre punti, ma battere il Milan nel derby, al 92′, dopo aver dominato… beh, vale di più. Almeno per il morale. Tutto sembrava perso: il Milan si difende bene e porta a casa un punto d’oro, l’Inter ne perde per strada due e con essi anche qualche giocatore (Nainggolan e Perisic in primis, ma anche Politano e Brozovic). E invece alla fine ci pensa Icardi, di nuovo. Il discorso è molto semplice: lo 0-0 stava e sarebbe stato strettissimo all’Inter, per questo il Milan per 91′ si è avvicinato al capolavoro e Spalletti al flop. Critiche già pronte: perché Borja Valero? E Lautaro Martinez perché no? Critiche e domande sacrosante, va detto. Ma alla fine ha avuto (ancora una volta) ragione Spalletti, quindi tutti zitti e pensiamo alla prossima. Perché Spalletti non ha accontentato nessuno, né chi voleva le due punte né chi voleva un’Inter più spregiudicata: ha mantenuto il 4-2-3-1 senza scoprirsi, pur stravolgendo tutta la trequarti (da Politano-Nainggolan-Perisic a Candreva-Borja Valero-Keita). E anche per questo ha vinto lui. L’ennesima prova di carattere di quest’Inter, matura e paziente, fa ben sperare. Il Fattore P, appunto, per qualcuno (non interista, ndr) Fattore C. Per Barcellona, ma soprattutto per Roma, in casa della Lazio. I prossimi impegni saranno probanti: più del derby, forse. Intanto va benissimo così: tre punti sudati, ma meritati, fanno godere… e niente sofferenze o crisi, stavolta.

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