Inter-Genoa: Joao Mario guida rivoluzione a 3, Brozovic migliora in verticale

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3 novembre 2018, 18:54
Joao Mario Brozovic

L’Inter cala la cinquina, tartassando il Genoa a Milano: il 5-0 firmato dalla doppietta di Gagliardini e dai gol di Politano, Joao Mario e Nainggolan esalta a dismisura il lavoro di Spalletti, che sfrutta eccezionalmente il turnover e rilancia giocatori dimenticati da troppo tempo. Su tutti proprio il centrocampista portoghese, in versione Brozovic 2.0

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Genoa: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Dalbert; Gagliardini, Brozovic, Joao Mario; Politano, Lautaro Martinez, Perisic.

Inter-Genoa Formazione Ufficiale

Inter-Genoa Formazione Ufficiale

MODULO – Come da aspettative dopo l’ottima prova di Roma contro la Lazio, Spalletti riparte dal 4-3-3 con Joao Mario mezzala: è un’Inter rimaneggiata (senza Vrsaljko, Asamoah, Vecino, Nainggolan e Icardi), ma comunque costruita intorno a Brozovic, di conseguenza non cambia nulla a livello di filosofia di gioco.

PRIMO TEMPO – Altro che Joao Mario trequartista, il portoghese parte sul centro-sinistra e fa esattamente il lavoro della mezzala: doppia fase di qualità e quantità, l’Inter ha un uomo in più in mezzo al campo. Anche grazie all’ubiquità tattica di Joao Mario, che oscilla da sinistra a destra per farsi trovare libero dai compagni, pressando nel frattempo gli avversari, l’Inter riesce nell’uno-due in due minuti: al 14′ arriva il primo gol di Gagliardini in area di rigore e al 16′ il bellissimo gol di Politano , che arriva in porta grazie a un lancio in verticale che taglia tutto il campo. L’asse Brozovic-Joao Mario dà i frutti: si costruisce dal basso, ma sempre con l’appoggio facile e senza perdere palla. Il primo tempo termina 2-0: Genoa mai in partita, doppio vantaggio risultato minimo.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambi e non cambia nemmeno il canovaccio, visto che al 49′ arriva la doppietta di Gagliardini, costantemente presente in area perché coperto dietro dalla densità creata da Spalletti con il centrocampo a tre. L’Inter gioca perennemente in verticale, arrivando in porta subito e con pochi tocchi, spesso senza neanche dover allargare troppo l’azione sulle fasce. Al 58′ primo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Keita. Staffetta sulla fascia destra, anche se il senegalese ogni tanto si interscambia con Perisic per non dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Al 76′ secondo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Borja Valero. Lo spagnolo agisce da mezzala sinistra, Joao Mario si alza e cambia ruolo, fungendo da ala destra, ma piuttosto dentro il campo, a sinistra fisso Keita. Al 87′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Nainggolan. Nemmeno il tempo di organizzarsi tatticamente, con il belga in posizione perlopiù da trequartista e Borja Valero regista nel centrocampo a due, in una sorta di 4-2-3-1 finale (come da immagine sotto allegata, ndr), che l’Inter trova altri due gol con i centrocampisti che hanno stravolto gli equilibri tattici: al ’91 gol di Joao Mario, accentratosi dalla distanza, e al 93′ gol di Nainggolan di testa su cross di Joao Mario dalla destra. Il secondo tempo termina 5-0: risultato nettissimo e meritato, bottino pieno per l’Inter, tornata seconda con il Napoli.

Inter-Genoa Formazione Finale

Inter-Genoa Formazione Finale

PROTAGONISTA – Pochi dubbi, pochi commenti, uno solo protagonista assoluto: Joao Mario. Il centrocampista entra nel primo gol con un mezzo assist improvvisato, nel secondo gol in verticale, nel quarto gol in prima persona con un tiro da fuori e nel quinto con un cross per la testa di chi dovrebbe panchinarlo. Cos’altro? Ah, sì: prestazione maiuscola in mezzo al campo, avanti e dietro, a sinistra e destra, ovunque. Giocatore recuperato? Forse, sicuramente rinato. Prezioso.

COMMENTO – Vincere spesso non è casuale, vincere 5-0 sicuramente non lo è mai. E se l’Inter stravince, nonostante il Genoa ci metta del suo (o meglio, non ci mette nulla di suo…), il merito va dato al suo condottiero, Spalletti. Il tecnico dell’Inter recupera tutti (Dalbert, Gagliardini e Joao Mario ottimi dal primo all’ultimo minuto, non solo per i gol) e può fare a meno dei big, in particolare Icardi. Lautaro Martinez gioca male? Falso, gioca male perché non segna, ma fa movimenti utili per aprire il campo e la difesa avversaria ai compagni, inoltre si sbatte parecchio. Pur sbagliando qualcosa, ovvio. Ma questa Inter, che riparte dal centrocampo a tre, ha una nuova marcia: Brozovic arretra il proprio baricentro per impostare meglio l’azione da dietro ed è Joao Mario l’uomo in più nella manovra. E se fino a ieri si pensava che Joao Mario potesse essere utile solo alla manovra, contro il Genoa bisogna notare il dettaglio in più: il portoghese può fare la differenza anche in fase di finalizzazione, con o senza la firma finale. Quattro dei cinque gol portano anche e soprattutto la sua firma. E Brozovic ringrazia, perché grazie al girovagare intelligente di Joao Mario può giocare meglio in verticale, insieme a tutto il resto della squadra, che umilia il Genoa attaccandola con veemenza in tutti i settori del campo. Un’Inter bella e matura, un’Inter che segna e fa segnare i centrocampisti, addirittura Nainggolan appena entrato. Ed è questo il punto da dove ripartire. Probabilmente non contro il Barcellona, perché Joao Mario in Champions League mancherà al pari di Gagliardini e lì torneranno a essere fondamentali gli strappi di Vecino e la cattiveria agonistica di Nainggolan, ma la strada intrapresa è quella giusta. In Italia quanto in Europa. Per questo il 5-0 di oggi vale tanto: non è solo questione di tabellino e statistiche, il campo parla da sé ed è un segnale non da poco.







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