Inter-Crotone: Spalletti vittima del nulla assoluto firmato Ausilio&Co.

Articolo di
4 febbraio 2018, 01:25
Luciano Spalletti Milan-Inter

Incredibile, ma vero: l’Inter fallisce un’altra occasione d’oro per tornare alla vittoria, facendosi rimontare in casa dal Crotone, che strappa un prezioso punto a San Siro, dove la partita termina ancora una volta 1-1. L’ennesimo passo falso dell’Inter ha tanti volti e una sola vittima: Spalletti, che non può più inventarsi nulla

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Crotone: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Dalbert; Vecino, Borja Valero, Brozovic; Candreva, Eder, Perisic.

MODULO – Così come nell’ultima uscita, l’Inter scende in campo con il 4-3-3, dove la novità annunciata è la presenza di Eder al centro dell’attacco in sostituzione dell’infortunato Icardi, anche se Spalletti opta anche per un’ulteriore modifica importante: la coppia di terzini è D’Ambrosio-Dalbert, quindi l’assenza di Cancelo fa capire che la volontà è quella di attaccare da sinistra con un mancino naturale.

PRIMO TEMPO – La manovra dell’Inter è lenta alla ricerca di spazi lasciati dal Crotone, che è molto ben disposto in campo e chiude bene. Sulle fasce la spinta è quasi nulla: a sinistra per mancanza di opportunità, a destra per i continui errori di D’Ambrosio e Candreva, che quando arriva sul fondo non è mai pericoloso come dovrebbe. Al 24′ l’Inter va in vantaggio con un gol di Eder: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, l’italo-brasiliano svetta di testa mandando la palla sulla nuca di Faraoni, che rende impossibile l’intervento a Cordaz per l’1-0 dell’Inter. La prestazione di Eder è ciò che stupisce di più: agisce perlopiù fuori area e rincorre gli avversari come un mediano, in pratica è uomo ovunque. Per un Eder generoso si segnala anche un Vecino sottotono, per non parlare dei croati completamenti avulsi dalla manovra. Il primo tempo termina 1-0: gol più trovato che cercato, partita tutt’altro che in discesa.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità e ciò permette al Crotone di sfruttare il continuo calo dell’Inter: nei primi minuti, infatti, è come se l’Inter non fosse scesa in campo. Il Crotone fa la partita e l’Inter fa solo confusione nei movimenti offensivi. Al 60′ il Crotone pareggia con Barberis sfruttando un doppio rimpallo in area su cui il numero 10 ospite si avventa e supera Handanovic. Al 64′ primo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Rafinha. Il brasiliano si piazza al centro in una sorta di 4-1-3-2 con Borja Valero unico schermo difensivo, Brozovic e Vecino più alti ai lati del neo entrato e Perisic alla destra di Eder nei pressi dell’area di rigore. Questa situazione mette in luce il talento di Rafinha, che inizia a smistare palloni, ma non tutti i compagni lo seguono. Al 74′ secondo cambio per Spalletti: fuori Dalbert, dentro Cancelo. Il portoghese agisce da terzino destro, D’Ambrosio trasloca a sinistra. Spalletti lavora per sfruttare la fascia meno battuta nella ripresa. Al 77′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Karamoh. Il francese prende il posto di ala destra nel 4-2-3-1 con Rafinha trequartista e Perisic a sinistra. In pratica, nei minuti finali si tende ad attaccare da destra per sfruttare la velocità di Karamoh e la qualità al cross di Cancelo con il duo Vecino-Rafinha a ispirare la manovra, ma l’Inter fa fatica a sfondare grazie all’ottima organizzazione difensiva del Crotone. L’assedio finale non porta a nulla, se non a rischiare di beccare il gol del KO. Il secondo tempo termina 1-1: una storia già vista e rivista, pareggio che non serve più a nulla.

PROTAGONISTA – E’ sempre più difficile trovare un unico colpevole, il peggiore tra i peggiori, pertanto può sembrare più democratico prendersela con il più forte in campo, che di conseguenza diventa il più deludente: Perisic. Il croato da due mesi ha smesso di giocare a calcio e da due mesi l’Inter non sa più vincere. Sulla fascia fatica a saltare l’uomo e a tagliare in mezzo, non torna più ad aiutare il “proprio” terzino, al centro fa solo confusione e quando si trova la palla da scoccare in porta, la fallisce miseramente. Tradotto: Perisic è diventato l’anti-Perisic per eccellenza. Un giocatore da recuperare, troppo importante per gli equilibri e i risultati dell’Inter, probabilmente candidabile a un posto in panchina a breve. Scomparso.

COMMENTO – La domanda è: che analisi tattica vuoi fare su Inter-Crotone? La risposta è: nessuna, assolutamente nessuna. Per descriver l’Inter di oggi non ha senso parlare di tattica: l’argomento da trattare è psicologico, per essere morbidi. Spalletti ha poco da fare, se non continuare a subire in silenzio: la rosa è questa, i giocatori presentabili sono anche meno di quelli in rosa, le alternative ridotte alla singola decisione. Senza Icardi, l’unica punta di riserva (Eder) va in campo perché l’altra (Pinamonti) è in panchina solo perché non ha accettato la cessione al Sassuolo. Di conseguenza, in panchina c’è solo un bambino (Karamoh) che può entrare a partita in corso e piazzarsi in attacco. Alternativa? Ah già, Cancelo ala destra: dopo averlo messo titolare da terzino destro e sinistro, il portoghese inizia dalla panchina per dare a Spalletti un eventuale “jolly” in più da giocarsi nella ripresa. Tutto inutile, però, quando la coppia che ti panchina (D’Ambrosio-Candreva) gioca male e i pari ruolo mancini (Dalbert-Perisic) fanno peggio. Borja Valero è l’ombra di se stesso, ma vista l’età che ci sta: non ha un’alternativa nemmeno lui, o gioca bene o gioca male, comunque gioca (come Perisic). E dei problemi di Brozovic meglio non parlarne, perché il livello psicologico viene superato e di molto… Allora l’unica speranza è che Rafinha da Barcellona inizi a fare il Messi, senza avere minuti nelle gambe: Spalletti lo sa e spera riesca a farlo in mezz’ora, ma dall’1-1 di Barberis non ci si sposta minimamente perché la manovra dell’Inter è nulla. Perché l’Inter è nulla. L’Inter è questa e così l’ha costruita Ausilio, ma mesi prima che arrivasse Sabatini, addirittura anni prima che arrivasse Suning: il danno è datato estate 2010, a distanza di sette-otto anni si stanno pagando solo gli interessi di tali errori. Inutile girarci intorno: se l’Inter non dovesse andare in Champions League (quarto posto), il danno sarebbe gravissimo e imperdonabile. Solo a quel punto qualcuno inizierà, forse, a salutare la propria scrivania. Intanto va così, male. Spalletti è arrivato al limite della sopportazione: il mercato estivo non ha eliminato molte zavorre inadatte all’Inter e ha portato solo gregari (Skriniar l’eccezione), il mercato invernale è stato beffardo di per sé, con il benestare di Ausilio. Parlerà il campo, è vero ma, comunque finirà, stima assoluta per Spalletti, che si è prestato a questo teatrino tristissimo. Su Inter-Crotone è tutto: alla prossima commedia.







ALTRE NOTIZIE