Frosinone-Inter: D’Ambrosio più tecnico degli altri, Spalletti che calcio vede?

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15 aprile 2019, 00:49
Danilo D'Ambrosio

L’Inter mette la freccia verso la qualificazione in Champions e, in attesa di ospitare Roma e Juventus, torna da Frosinone con tre punti importantissimi: Nainggolan, Perisic su rigore e Vecino fissano il risultato sull’1-3. Spalletti può essere soddisfatto per la prestazione di D’Ambrosio e l’approccio iniziale, meno per il calo finale

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Frosinone: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Borja Valero; Politano, Nainggolan, Perisic; Icardi.

Frosinone-Inter Formazione Ufficiale

Frosinone-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Altro che turnover, Spalletti si fida solo della sua Inter titolare e, sostituendo semplicemente l’infortunato Brozovic con l’esperto Borja Valero, ripropone il 4-2-3-1 delle ultime uscite, addirittura schierando de Vrij-Skriniar al centro della difesa senza preoccuparsi delle condizioni dell’olandese (rientrante) e della situazione disciplinare dello slovacco (diffidato).

PRIMO TEMPO – L’Inter parte subito all’attacco con Nainggolan altissimo a portare pressing alla difesa del Frosinone. L’assetto dinamico del tridente offensivo è garantito da Politano, che dalla destra si accentra continuamente senza dare punti di riferimento e permettendo a D’Ambrosio di arrivare sul fondo, mentre a sinistra la coppia Asamoah-Perisic fa più fatica a farsi trovare dentro il campo. Al 19′ l’Inter va in vantaggio grazie al colpo di testa di Nainggolan, che svetta su tutta la distratta difesa gialloblù su preciso cross di D’Ambrosio dalla destra. Il vantaggio fa rallentare un po’ il pressing dell’Inter, che insiste sulle ripartenze sull’esempio dell’azione-gol, Vecino più di tutti fa da collante tra i reparti con qualche “strappo” in più. Al 37′ Perisic spiazza Sportiello su rigore assegnato per atterramento di Skriniar in area. Il giro palla non permette al Frosinone di rientrare in partita. Il primo tempo termina 0-2: prestazione da squadra esperta, risultato già al sicuro.

SECONDO TEMPO – L’Inter rientra in campo senza modifiche con il solo obiettivo di abbassare il ritmo per portare a casa tre punti preziosi. Risparmiarsi in vista delle prossime uscite (Roma alla vigilia di Pasqua) è un’ottima idea, meno la realizzazione dal momento che pian piano atleticamente scoppiano tutti: sale in cattedra Nainggolan, spariscono tutti gli altri (Borja Valero, Vecino, Perisic, Politano e Icardi praticamente spettatori non paganti). Gli spazi regalati al Frosinone mettono in crisi la stabilità dell’Inter, che subisce troppo. Al 61′ Cassata accorcia con una conclusione dalla distanza su “assist” di Borja Valero e liscio di Handanovic. Malissimo l’Inter in questa fase, praticamente nulla dalla linea mediana in su. Al 70′ primo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Keita. Il senegalese agisce sulla trequarti largo a sinistra. Fare peggio di Perisic è impossibile, eppure i movimenti di Keita non aiutano più di tanto la manovra della squadra. Al 74′ secondo cambio forzato per Spalletti: fuori Borja Valero, dentro Gagliardini. L’italiano affianca Vecino davanti alla difesa. Freschezza utile per spezzare un po’ il fiato agli avversari, anche se in avanti vengono sprecati anche i pochi palloni giocabili. Al 89′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Politano, dentro Joao Mario. Il portoghese si piazza largo a destra sulla trequarti (come da immagine sotto allegata, ndr). Ed è proprio lui a entrare nell’azione finale, quando al 93′ Vecino capitalizza in rete l’assist di Icardi dopo l’uno-due con Joao Mario. Il secondo tempo termina 1-3: tre punti importanti per continuare a tenere il passo del Napoli tenendo a distanza le inseguitrici.

Frosinone-Inter Formazione Finale

Frosinone-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Da quando è all’Inter alterna critiche per una mediocrità manifesta e complimenti per un impegno spropositato, stavolta vale la seconda opzione: D’Ambrosio. Il terzino destro di Spalletti (definizione mai così veritiera, dal momento che la trasformazione tecnico-tattica è avvenuta nell’ultimo anno e mezzo) regala un assist delizioso per il vantaggio di Nainggolan, chiude quello che c’è da chiudere in difesa e attacca meglio di tutti gli altri esterni in campo. Una prestazione estremamente positiva per gli standard di D’Ambrosio, sicuramente una bella notizia quando alla lunga tutti i compagni fanno fatica nei 90′. Battagliero.

COMMENTO – L’Inter vede quota 60, che significa sia -7 dal Napoli secondo sia soprattutto +6 sulla Roma quinta, ovvero la prossima avversaria in quel di San Siro. Non perdere contro la Roma significa poter pensare di ufficializzare la qualificazione in Champions League prima ancora di andare a Napoli alla penultima giornata, ma adesso non vale la pena fare certi conti. Prima la Roma, poi la Juventus e tutto quello che verrà. Tornando alla prestazione di Frosinone, stona parecchio la decisione di Spalletti di confermare la solita Inter nonostante l’assenza di Brozovic. Discorso banalissimo: manca Brozovic? Dentro l’unico che può emulare le sue giocate, Joao Mario. Invece Spalletti non vede il portoghese e si limita ad affidarsi ciecamente a Borja Valero, uscito infortunato e quindi indisponibile (Brozovic recupererà miracolosamente?) contro la Roma. I messaggi lanciati da Spalletti sono per la mediana di rottura Vecino-Gagliardini con Nainggolan più alto. Se Joao Mario vuole giocare, lo fa fuori ruolo (stavolta da ala destra e in 4′ è entrato nel gol finale). Vedremo se sarà così e se avrà ragione lui, ma di certo non può essere un messaggio positivo presentarsi con un undici titolare in cui il giocatore più tecnico sembra essere D’Ambrosio, dato che tutti gli altri dimenticano come si gioca (per colpe tutte loro, ovviamente). Spalletti che idea di calcio ha per questo finale di stagione? In attesa di rilanciare Lautaro Martinez, Icardi atleticamente impresentabile, ma fa l’assist. Politano corre, ma non incide. Perisic batte bene il rigore, ma non azzecca una giocata. Vecino segna, ma in mezzo al campo è più disordinato degli altri. E via dicendo, si salva solo Nainggolan. E il già citato D’Ambrosio. In definitiva: vanno benissimo i tre punti, ma adesso non bisogna fallire il prossimo scontro diretto.

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