Empoli-Inter: sofferenza sì, ma Mancini ha tre mosse vincenti

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6 gennaio 2016, 22:39
Mancini tre

L’Inter torna alla vittoria e con lo 0-1 di Empoli si avvicina al titolo di Campione d’inverno, che ora dista solo 90′. Non una partita spettacolare dal punto di vista del gioco, ma più che i demeriti dell’Inter, sono molti i meriti dell’Empoli: Mancini può ritenersi soddisfatto

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare l’Empoli: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Nagatomo; Brozovic, Medel, Kondogbia; Perisic, Icardi, Ljajic.
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IL MODULO – Squadra non molto offensiva quella scelta per l’occasione, visto il 4-3-3 molto abbottonato: i terzini non spingono molto, il centrocampo a tre è scelto per creare densità e sono solo due i giocatori offensivi a sostengo del centravanti, pertanto l’Inter si dispone con un tridente molto largo, ma attento alla fase difensiva.

PRIMO TEMPO – La prima frazione di gioco si sviluppa su ritmi molto blandi. L’Inter non sembra mai voler affondare il colpo, mentre l’Empoli gioca in velocità e si prova anche a rendere pericoloso. Alla squadra di Mancini mancano gli spunti offensivi, pertanto Perisic e Ljajic si interscambiano sulle fasce: sarà questa la mossa decisiva del match. L’Inter soffre le giocate dell’Empoli, in particolare sul lato di Nagatomo: Handanovic è un muro nel respingere tre tentativi consecutivi della squadra di Giampaolo. Si soffre principalmente a centrocampo, dove Kondogbia gioca tra alti e bassi per 40′, poi si sveglia e rischia di fare la differenza, mentre Brozovic è più predisposto per la fase offensiva. Dalle fasce difensive, invece, non arriva nessuna spinta, anche se D’Ambrosio non soffre praticamente mai. In avanti, dopo 45′ di magra, Perisic (spostatosi a sinistra) mette la freccia e dopo aver bruciato Laurini, permette a Icardi di segnare con un tap-in sotto porta: inserimento fenomenale dell’argentino. L’Inter riesce a confezionare l’azione perfetta solo nel finale di tempo. Il primo tempo termina 0-1: facile parlare di solita Inter cinica, ma stavolta è la realtà dei fatti.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con una doppia novità tattica: la prima riguarda il posizionamento delle mezzali, che vengono invertite, visto che Kondogbia si sposta sul centro-destra e Brozovic sul centro-sinistra; la seconda, invece, è ben più rilevante perché Ljajic si accentra a mo’ di trequartista dietro Icardi, mentre Perisic continua ad agire più largo sulla sinistra. Il 4-3-3 iniziale si trasforma in un rombo old style. Nel primo quarto d’ora l’Inter cerca con insistenza il gol del raddoppio: arriva più facilmente al tiro dalla distanza, soprattutto con Brozovic, ma pecca di precisione. E l’Inter a fare la partita, ma l’Empoli non molla un centimetro. Ottimo il giro palla dell’Inter nella ripresa, seppur non si riesca mai ad affondare il colpo e la squadra di Giampaolo dà impressione di poter far male in contropiede. All’80’ primo cambio per Mancini: fuori Kondogbia, dentro Guarin. Il colombiano entra subito in partita, giostrando principalmente largo a destra in una sorta di 4-4-2 che prevede Perisic sulla fascia opposta. All’86’ secondo cambio: fuori Icardi, dentro Jovetic. Il montenegrino si piazza al centro a mo’ di “falso nove”. Terzo e ultimo cambio al 90′: fuori Ljajic, dentro Juan Jesus. L’Inter chiude il match in difesa con il solito 3-5-1-1 (come da immagine a fine paragrafo, ndr) a difesa del risultato: Miranda riorganizza la difesa a tre, mentre Perisic giostra a tutto campo dietro Jovetic. La partita termina 0-1: tre punti sofferti, ma meritati per la squadra di Mancini.

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IL PROTAGONISTA – Lo 0-1 in casa dell’Empoli significa ben poco se non si analizza nel dettaglio il match e, nonostante ad alcuni costi ammetterlo, la squadra di Giampaolo gioca veramente bene a calcio ed è tutt’altro che una squadretta. Ecco perché, al termine della partita, risulta decisiva la prestazione del numero uno: Samir Handanovic. Il portiere sloveno, fresco di rinnovo, blocca tutti i tentativi di Saponara&Co. Preciso nelle uscite, sempre sicuro: ci mette la faccia, le mani, le gambe, il corpo e anche – rischiando – la testa. Alla fine, però, esce vincitore: un’altra partita terminata a rete inviolata, notizia positiva dopo la brutta prova (complessiva) contro la Lazio.

IL COMMENTO – Come si dice: anno nuovo, vita nuova? Sì, ma Inter vecchia. Vince di misura, soffre, segna quando meno te lo aspetti (allo scadere del primo tempo, i più distratti al 45′ saranno già andati a preparare il tè caldo, perdendosi il gol). E torna in vetta, sì. Ennesimo 0-1 o 1-0 che dir si voglia. Ennesimo 0-1 o 1-0 che dir si voglia e che piace: questa è la differenza. Inter neanche bruttissima come si vuole far credere, bisogna dare i propri meriti all’ottimo Empoli di Marco Giampaolo. Certo, la squadra di Mancini non è stata brillantissima, ma dopo le festività e la “particolare” tournée a Doha, quella del “Carlo Castellani” è una prestazione che può starci. A Mancini si può imputare un solo errore, il solito errore: la gestione dei cambi. Arrivano troppo tardi, quando il fiato è già corto e le gambe non girano più. Ma a parte questo, le tre mosse che portano i tre punti a Milano sono tutta opera di Mancini: 1. piazza Perisic a destra e Ljajic a sinistra, ma con la libertà di interscambiarsi e proprio dallo spostamento del croato a sinistra arriva l’azione del gol; 2. il cambio tattico in corso d’opera, quando l’Inter abbandona il tridente pesante sulle fasce e si compatta sfruttando l’azione del trequartista (Ljajic) per vie centrali; 3. la libertà concessa ai centrocampisti che, pur non giocando una partita esemplare, riescono a trovare buoni spunti (offensivi) agendo in diverse posizioni del campo, in particolare le due mezzali (Kondogbia è il più positivo della mediana nerazzurra, Brozovic il più pericoloso negli inserimenti e nell’andare al tiro). Alla fine, vittoria sofferta sì, ma meritata! Ora sotto con il Sassuolo. Inter, vuoi diventare Campione d’inverno, no?.

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