Atalanta-Inter: Spalletti prepara male e legge peggio. Umiliati dalle fasce

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11 novembre 2018, 16:33
Luciano Spalletti

Clamoroso tonfo dell’Inter in casa dell’Atalanta, che domina una partita terminata 4-1: il rigore di Icardi del momentaneo pareggio a inizio ripresa qualifica la drammatica domenica interista, l’espulsione di Brozovic a fine partita la quantifica. Mai vista un’Inter così brutta in campo, ma Spalletti stavolta è colpevole di inspiegabili errori per tutti i 90′

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare l’Atalanta: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Asamoah; Vecino, Brozovic, Gagliardini; Politano, Icardi, Perisic.

Atalanta-Inter Formazione Ufficiale

Atalanta-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Spalletti torna alle origini “italiane”, ovvero rinuncia al 4-2-3-1 visto in Europa per insistere sul 4-3-3 che ha ben impressionato nelle ultime due uscite dell’Inter in Serie A, ma stravolge la filosofia di gioco rinunciando a Joao Mario in favore del doppio mediano decentrato: in assenza di Nainggolan, Vecino e Gagliardini spalleggiano il regista Brozovic.

PRIMO TEMPO – Primi minuti di gioco e Inter subito surclassata dall’Atalanta, che attacca sulle fasce lasciando costantemente sul posto gli esterni di Spalletti. All’8′ l’Atalanta va in vantaggio: gol di Hateboer che, dimenticato da Asamoah, deve solo spingere in rete una palla messa in mezzo da Gosens da sinistra, dove la chiusura di D’Ambrosio non arriva. Al 10′ stessa scena specchiata e auto-palo di D’Ambrosio, che rischia di porre fine alle speranze dell’Inter ancora prima di iniziare a giocare. Nella prima mezz’ora è l’Atalanta a fare la partita senza lasciare campo e occasioni all’Inter, sempre in difficoltà nelle repentine ripartenze bergamasche a campo apertissimo: l’Inter subisce il contropiede avversario con troppa facilità e non riesce a reagire. Drammatica la prestazione dei terzini, mal supportati dalle ali nelle due fasi di gioco e anche i centrali faticano, centrocampo assolutamente nullo. L’assedio dell’Atalanta continua per tutto il tempo a tal punto che solo Handanovic evita che il passivo non sia umiliante. Il primo tempo termina 1-0: Atalanta devastante, Inter mai scesa in campo.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con un cambio per l’Inter: fuori Vecino, dentro Borja Valero. Lo spagnolo agisce da mezzala sinistra. Neanche il tempo di scendere in campo che l’Inter ottiene un rigore: fallo di mano di Mancini su controllo di Politano dopo una svirgolata di Berisha e al 47′ Icardi segna dal dischetto, piazzando la palla nell’angolino basso alla sinistra del numero 1 atalantino. Il pareggio non cambia l’atteggiamento dell’Inter, che fatica anche nel giro palla. Al 63′ l’Atalanta torna in vantaggio: gol di Mancini di testa su punizione battuta da Ilicic dalla sinistra, oscena la marcatura della coppia Miranda-Gagliardini sul centrale bergamasco. Al 66′ secondo cambio per Spalletti: fuori Politano, dentro Keita. Il senegalese si piazza largo a sinistra nel tridente offensivo, Perisic si sposta a destra. Altra modifica che non porta benefici: entrambi gli esterni alti sbagliano tutto. Al 71′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Miranda, dentro Vrsaljko. Il croato prende il posto da terzino destro, di conseguenza D’Ambrosio scala al centro, alla sinistra di Skriniar. Nonostante i tentativi di fare il gioco, perlopiù dall’esterno verso il centro, l’Inter viene sempre bloccata e murata dal pressing continuo dell’Atalanta. Al 88′ gol di Djimsiti, ancora di testa su calcio da fermo, ovvero la solita punizione di Ilicic da sinistra, Icardi e Skriniar non saltano rendendo vana la marcatura. Al 92′ l’Inter rimane in dieci: espulso Brozovic per doppia ammonizione, l’Inter si risistema con un 4-4-1 improvvisato (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 94′ clamoroso poker dell’Atalanta: pazzesco gol di “Papu” Gomez, che trova il sette con un destro a giro da fuori, Handanovic immobile una volta venuta a mancare la chiusura di Vrsaljko e Borja Valero. Il secondo tempo termina 4-1: sconfitta non meritata, di più, strameritata da parte dell’Inter, pessima per quasi 100′ di non-gioco.

Atalanta-Inter Formazione Finale

Atalanta-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Un solo colpevole a capo di altri quattordici, quelli scesi in campo: Spalletti. Stavolta l’allenatore dell’Inter riesce a svettare negativamente su tutti a causa di una preparazione della partita pessima e una lettura in corso addirittura peggiore: il turnover in difesa è inaccettabile, il centrocampo a tre improvvisato non ha senso e l’attacco titolare non gira, in pratica tutto il contrario di quello che si sarebbe dovuto vedere dal 1′; i tre cambi nella ripresa gridano vendetta, perché servono solo a peggiorare la situazione. Analizzare la prestazione dell’Inter potrebbe essere più drammatico di quanto visto in campo, ma una cosa è certa: Spalletti ha sbagliato tutto e non si capisce perché. Incoerente.

COMMENTO – Il peggior primo tempo della stagione, dell’avventura di Spalletti all’Inter e probabilmente di tutta la storia nerazzurra. Cosa può andare peggio? Il secondo tempo, sì. La prestazione dell’Inter a Bergamo è bocciata dal primo all’ultimo minuto, non c’è davvero nulla da salvare, compreso il rigore (oggettivamente dubbio, anche se il VAR l’ha confermato senza troppi problemi, clicca QUI per leggere la moviola di Inter-News.it), dato che nel secondo tempo Spalletti ha paura e quasi si copre per evitare l’umiliazione, che poi arriva proprio nei minuti finali (da 2-1 a 4-1 in un battito di ciglia). Cosa non funziona? Tutti i reparti. La difesa fa acqua da tutte le parti e la mente vola in panchina, dov’è seduto comodamente de Vrij con Vrsaljko, che entra a partita già compromessa “liberando” D’Ambrosio al centro: perché? Il centrocampo non azzecca un giocata con due mediani nulli messi a copertura di uno stremato Brozovic, finito per farsi espellere, mentre Joao Mario fa da spettatore dopo le due ultime eccellenti prestazioni: perché? L’attacco non incide anche perché Politano e Perisic sono a terra, e Keita appena entrato riesce a fare peggio, Candreva e Lautaro Martinez difficilmente avrebbero fatto tanti danni (facile parlare dopo, sia chiaro), ma stessa domanda: perché? Prendersela con Spalletti per la formazione schierata ci sta, ma non è nemmeno questo il problema. Spalletti alla vigilia parla di attenzione e concentrazione, che sono le due cose mancanti nella prestazione odierna. A Bergamo va in scena – esattamente – il blackout che Spalletti fa capire non sarebbe dovuto capitare, il che sottolinea ulteriormente le colpe dell’allenatore nella preparazione della partita: fallimento prima caratteriale e mentale, poi tecnico-tattico. In campo basta fare attenzione a un dettaglio: l’Atalanta surclassa l’Inter partendo dalle fasce e colpendo in mezzo. Infatti, il primo gol arriva dall’assist dell’esterno sinistro di Gasperini (Gosens) per la rete dell’esterno destro di Gasperini (Hateboer), che è praticamente un copyright che taglia tutto il campo in verticale, orizzontale e diagonale, e con esso tutta l’Inter. Preparazione della partita pessima, ma la lettura ancor più drammatica: Borja Valero (e non Joao Mario) su un campo così pesante e con un pressing così asfissiante serve a poco; Keita messo a sinistra annullando il già pessimo Perisic non si spiega; e l’ingresso di un esterno difensivo (Vrsaljko) anziché di uno offensivo per cercare di ribaltare il 2-1 nei venti minuti finali lascia più di un dubbio, soprattutto per quello che succede dopo nella linea a quattro difensiva. L’Inter prima si fa colpire, poi cerca di limitarsi al compitino per non subire più. Uno Spalletti più personaggio e meno allenatore, stavolta. Senza polemiche, ma senza nasconderci: è un fallimento totale. L’Inter deve ripartire cancellando questo passo falso da zero in pagella per Spalletti e per tutta la squadra, e ritrovare se stessa dall’appuntamento precedente, in particolare il 5-0 sul Genoa: l’umiltà porta a quei risultati, l’arroganza a quelli odierni e non si può accettare all’Inter – soprattutto oggi, senza più alibi -, una situazione simile.







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