CONFERENZA – Le dichiarazioni di Conte alla vigilia di Inter-Lecce

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25 agosto 2019, 14:26
Antonio Conte in conferenza stampa

Antonio Conte ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Lecce, prima giornata del Campionato Italiano di Serie A 2019/20. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it (aggiornato dal basso verso l’alto)

Se dovessi scommettere su un giocatore della rosa che farà un grande campionato, che nome faresti?
Se vogliamo ambire a risultati importanti, tutti i giocatori devono migliorare. Tutti devono aumentare il loro livello, quindi quello che sicuramente è il mio lavoro, e che penso di saper far meglio, è migliorare i calciatori. Non mi piace fare un nome in particolare, ma se vogliamo ambire a combattere per traguardi importanti ogni singolo giocatore ha spazi per migliorare, può e deve farlo, ma solo attraverso il lavoro e questo mi dà fiducia. Abbiamo ragazzi bravi che hanno grande prospettiva come Esposito, anche Pirola ha grande prospettiva, idem Agoumé. C’è un buon gruppo di calciatori che deve migliorare per poter ambire a qualcosa di importante, c’è grande disponibilità da parte loro e io sono contento di essere il loro allenatore.

Come hai trovato Lukaku e come va in coppia con Lautaro Martinez?
Lukaku è arrivato carico di entusiasmo, è un ragazzo solare che si è fatto ben volere fin da subito dal gruppo: si è messo a completa disposizione ed è la cosa più bella. Sta lavorando duramente anche lui: è arrivato dopo un periodo un po’ ai margini del Manchester United, vuoi o non vuoi in quel caso l’allenamento non è mai al 100%, quindi ha grossi margini di miglioramento sotto tutti i punti di vista, tecnico, tattico e fisico. Si tratta di un giocatore importante e di grandi potenzialità, ha solo ventisei anni. L’ho provato in coppia con Lautaro Martinez, Politano ed Esposito, sono contento della sinergia che sta nascendo con questi calciatori.

Hai mai pensato all’importanza del tuo ruolo a livello mediatico e di influenza in tutto il mondo?
Quando alleni top club come Inter, Chelsea, Juventus e Nazionale Italiana, hai grandi responsabilità, anche a livello mediatico. Sicuramente affascina e responsabilizza, quando comunichi c’è una cassa di risonanza più alta e importante nel mondo, come avviene all’Inter.

Sei dove ti aspettavi di essere con il lavoro di squadra oppure un po’ più indietro?
Sicuramente quando arrivi in una nuova squadra, portando una nuova idea di calcio, non è facile e hai bisogno di tempo per entrare nella testa dei calciatori, per il metodo e in ciò che chiedi, sia in fase di possesso sia di non possesso. La disponibilità e l’apertura da parte dei calciatori ci ha permesso di avere già una nostra identità, sicuramente dovremo fare degli step per migliorare, però dopo un mese e mezzo posso ritenermi soddisfatto perché vedo che i calciatori riportano e sono entrati dentro l’idea di calcio che vogliamo giocare, sono contento di questo. Ci sarà da migliorare tanto lavorando molto sui dettagli, ma il grosso è stato assorbito ed è molto positivo.

Ti emoziona iniziare con l’Inter proprio contro il tuo Lecce?
Sicuramente, anche perché a Lecce sono nato, è nel mio cuore. Il sorteggio è stato particolare, sono contento di affrontare il Lecce soprattutto perché è meritatamente in Serie A, sarà bello rivedere persone con cui ho ancora rapporti. Sarà tutto bello, ma domani il Lecce sarà un avversario e viceversa. Sono legato a Lecce a livello familiare.

Prima volta a San Siro da interista, che accoglienza ti aspetti dai tifosi dell’Inter?
Io non ho mai cercato l’empatia nelle mie esperienze, c’è sempre stata senza che la cercassi. Io sono questo, mi si vede, nel bene e nel male anche durante partite, allenamenti e conferenze. Niente di studiato. Non vado a cercare la simpatia del tifoso, sono questo. Quando sposo una causa divento totale per la causa, quindi, nel bene e nel male. Sono contento che ci sarà il pienone domani, c’è grande entusiasmo e lo avvertiamo: è molto positivo per club, me e calciatori, per questo dovremo meritarci questo entusiasmo nei confronti dell’Inter attraverso le prestazioni in campo.

Icardi non dovrebbe essere convocato, ti auguri che la situazione possa risolversi con un addio per evitare turbamenti in stagione?
Per quello che riguarda l’argomento, io ho grande rispetto nei confronti di tutti, quello che posso dire è che da parte mia non c’è nessuna turbativa perché stiamo lavorando in maniera seria. Non ci sono situazioni di disturbo assolute. Sapete benissimo che linea è stata presa nei confronti del giocatore, però da parte mia non vedo nessuna turbativa.

Le decisioni prese finora che aspettative creano?
Io ho aspettative altissime, me le creo da solo perché ho bisogno di questa pressione per la stagione e cerco di trasferirle ai calciatori perché non voglio che si creino alibi in stagione, sapendo di aver squadre più rodate davanti a noi. Sono contento del percorso fatto insieme al club e ai calciatori fino ad adesso. Ho gioia ed entusiasmo, sono felice quando arrivo al campo perché ho un gruppo di calciatori pronti a sacrificarsi e sudare per la mia idea. Ciò mi rende orgoglioso perché non è scontato.

Dopo questo mercato il gap si è ridotto o rimasto invariato in partenza?
Penso che sia molto più importante, al di là del mercato, riuscire a creare una base solida, una squadra che ha una grande convinzione, che crede in ciò che fa. Solo il tempo potrà dire se questo gap è diminuito. Sicuramente stiamo parlando di Juventus e Napoli che sono intervenute in maniera importante sul mercato, facendo cose giuste per cercare di continuare a migliorare, così come abbiamo fatto. Non guardiamo le altre, concentriamoci su noi stessi. Dobbiamo continuare a lavorare e fare il massimo per rendere i nostri tifosi orgogliosi della squadra, che sarà il primo obiettivo: se lo raggiungiamo sarà un gran passo in avanti.

L’Inter non vince uno scudetto da dieci anni, hai sensazioni positive quest’anno?
Io ho sempre detto che volevo sentire nella nuova sfida almeno l’1% di possibilità di competere per la vittoria, penso che qui noi stiamo lavorando nella giusta maniera per costruire qualcosa di importante. Quello che posso dire che la rincorsa è iniziata. Devo essere obiettivo e dire che sicuramente c’è un gap molto importante adesso nei confronti di due squadre, Juventus e Napoli, ma non vogliamo porci limiti a ciò che accade. Solo il tempo potrà dire per cosa lotteremo, di sicuro noi noi dobbiamo lavorare bene, ma meglio degli altri se vogliamo fare qualcosa di importante e straordinario. Mi dà fiducia avere un gruppo di calciatori che ha voglia di fare, c’è grande disponibilità e quando c’è questo non bisogna porsi limiti, ben sapendo che la strada sarà in salita. Vedremo se sarà una ricorsa lanciata o con step più lenti per la vetta.

Sei soddisfatto del mercato o manca qualcosa?
Per quello che riguarda il mercato è giusto sia la società a parlarne. Fin dal primo giorno c’è sempre stata molta chiarezza su tutto, da parte mia e dei dirigenti, stiamo proseguendo su questa strada. C’è un grande rapporto di stima reciproca, quindi sono contento per quello che stiamo creando.

Quanto sono importanti i tre punti e quanto è diversa questa esperienza all’Inter?
Sempre importante cercare di partire con il piede giusto, con una vittoria, sarà molto importante per me e per i tifosi vedere giusto atteggiamento, idea e passione. Vogliamo cercare di vincere la partita portando un’idea finché il tifoso si possa riconoscere nella squadra, ci tengo tanto a questo, così come i ragazzi, creare entusiasmo attraverso la partita per generare orgoglio nella squadra. Nelle vigilie con una nuova squadra si sa, c’è un ambiente da conquistare: l’unico mezzo che abbiamo è lavorare sodo per costruire qualcosa di importante.

Quanta voglia c’è di iniziare?
C’è sicuramente voglia di iniziare, c’è grande emozione, entusiasmo e passione per una nuova sfida impegnativa. Sono soddisfatto del lavoro fatto da quando siamo partiti il 7 luglio, ho trovato grandissima disponibilità da parte dei calciatori: ho trovato uomini oltre che calciatori, questo è molto importante per me.

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