Finisce in pareggio l’attesissimo derby Milan-Inter

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23 Novembre 2014, 23:20
obi
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Grande entusiasmo a San Siro per il derby: 76.973 spettatori sugli spalti. L’Inter, dopo il pareggio interno con il Verona dell’ultimo turno, che è costato l’esonero a Mazzarri, si presenta con Mancini nuovo allenatore. Il tecnico jesino, mai dimenticato dalla tifoseria nerazzurra e riabbracciato dopo sei anni calorosamente, è chiamato a dare identità e anima a una squadra che finora è parsa non averne e ha deluso le aspettative del popolo interista.

C’È OBI. Nella prima Inter manciniana trova subito spazio Obi al posto di M’Vila. Il modulo, dopo che in settimana era stato un continuo fiorire di ipotesi, oscillanti tra il 4-3-2-1 e il 4-3-1-2, a sorpresa è un più guardingo 4-3-3. Il trio d’attacco è formato da Icardi, Palacio e Kovacic. In linea mediana, oltre al già citato nigeriano, si accaparrano le altre due posizioni Kuzmanovic e Guarin, chiamato al riscatto in questa seconda era Mancini. Il reparto difensivo, com’era prevedibile, schiera una linea a quattro con Ranocchia e Juan Jesus centrali, mentre sulle fasce agiscono Dodò a sinistra e Nagatomo a destra. Handanovic ultimo baluardo.

ERRORE ICARDI, DOCCIA FREDDA MENEZ. Inter subito pericolosa con Icardi che all’8′, dopo aver intercettato un passaggio sbagliato di Muntari per vie orizzontali ed essersi incuneato nelle maglie della difesa avversaria, a tu per tu con Diego Lopez tira addosso all’estremo difensore. È ancora l’Inter all’11’ a mostrare i denti: Guarin scaglia un missile dalla distanza impegnando il portiere rossonero che para in due tempi. Equilibrio rotto Al 22′ con una grande azione del Milan partita dai piedi di Essien che la dà ad El Shaarawy il quale va sull’esterno, serve al centro Menez che con il piatto la mette alle spalle di Handanovic. 1-0 Milan. Per Menez si tratta del quinto centro in campionato e questo lo conferma tra i pilastri della squadra di Inzaghi. Il Milan ora attende la squadra nerazzurra, che cerca di mantenere il baricentro alto e i reparti corti. I rossoneri non forzano mai la giocata e spesso appoggiano dietro ai difensori per far ripartire l’azione. Rami, uno dei migliori in campo, ha quasi sempre la meglio su Dodò.

INTER CONTRATTA. L’Inter dopo il gol pare aver subìto il contraccolpo psicologico. Kovacic, che dovrebbe essere il faro, si imbottiglia spesso nella ragnatela costruitagli attorno non trovando vie di sbocco e non riuscendo mai a servire i compagni. In ombra Palacio, mai nel vivo del gioco, che si fa segnalare solo per il bel tacco per l’occorrente Nagatomo, il quale però crossa troppo sul portiere. La sensazione è che i due giocatori di maggior qualità, Kovacic e Palacio, siano stati relegati sulle fasce per svolgere compiti difensivi, non riuscendo ad incidere sulla partita. Il ritmo del gioco nerazzurro per questo si abbassa ulteriormente, complici anche i molti passaggi sbagliati in fase di possesso palla. Sterilità di manovra dell’Inter, che perciò non trova varchi liberi. Pure atleticamente il Milan sembra stare meglio. Dopo un solo minuto di recupero, l’arbitro Guida manda tutti negli spogliatoi. Più Milan che Inter nel primo tempo, con i nerazzurri abbastanza deludenti e gli uomini di Inzaghi che sembrano più squadra.

SQUADRA PIÙ CONVINTA. Nel secondo tempo i ragazzi del Mancio si presentano in campo più convinti. Nonostante il buon inizio, Al 52′ il Milan fa paura all’Inter con Bonaventura che cerca un tiro angolato che per poco non si insacca all’angolo opposto. Al 54′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una palla messa in mezzo da Kuzmanovic genera una una mischia furibonda in area; alla fine la sfera arriva sui piedi di Icardi che però la calcia direttamente in tribuna. L’inter adesso si mantiene stabilmente nella metà campo rossonera. Il Milan gioca d’astuzia e attende per ripartire.

PAREGGIA OBI. L’inter è tonica e lo dimostrano le molte più occasioni che in questa fase riesce a creare. Le fatiche della squadra di Mancini vengono premiate al 61′, quando un tiro di Nagatomo, rinviato sporco da Zapata, arriva a Obi che controlla al limite dell’area, resiste al tentativo di difesa di Essien e con un tiro di sinistro spedisce la palla alla sinistra di Diego Lopez. Primo gol in serie A del nigeriano che fa esplodere la Nord e dà ragione a Mancini per averlo inserito fra i titolari. Pareggio meritato dell’Inter che da qualche minuto stava spingendo sull’acceleratore. Al 21′ traversone di Palacio che cerca Kovacic: libera Mexes. Serve più esperienza e qualità in mezzo al campo e così Mancini sostituisce l’autore del gol con Hernanes. L’Inter si rilassa e concede spazi al Milan. Al 75′ l’Inter trema: Bonaventura serve El Shaarawy che se ne va sul filo del fuorigioco ma solo davanti a Handanovic colpisce la traversa.

SPETTACOLO FINALE. Le squadre ora si allungano e ne guadagna lo spettacolo. Le occasioni aumentano e, dopo una bella azione dell’Inter, Icardi, servito da Guarin, colpisce la traversa. Inter vicina al vantaggio. Momento buono per i nerazzurri che cercano di mantenere il pallino. Sul ribaltamento di fronte, grande chance per il Milan con El Shaarawy che prova a superare Juan Jesus, ma il brasiliano fa buona guardia. Al 44′ bella ripartenza dell’Inter con Guarin che viene chiuso in scivolata dal suo connazionale Zapata. Le squadre sono stanche e si vede. L’arbitro segnala quattro minuti di recupero. Occasionissima proprio sul finire del match per il Milan che, con l’ex Poli, dopo un batti e ribatti, per poco non pesca il jolly da tre punti. Brividi per L’inter. Ma non c’è più tempo: finisce 1-1 il derby di Milano. Pareggio sostanzialmente giusto. A Menez replica Obi. Luci spente sul 213° derby della Madonnina.


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