Napoli-Inter, le vecchie armi di Conte sono pronte a colpire- GdS

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3 Giugno 2020, 08:52
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“La Gazzetta dello Sport” presenta il ritorno della semifinale di Coppa Italia Napoli-Inter. Antonio Conte dovrà impostare una gara diversa rispetto a quella di San Siro, in cui Gattuso alzò le barriere contro gli assalti dei nerazzurri. Per far questo, il tecnico pugliese si affiderà ai suoi soliti fucili che non hanno perso lo smalto

AVVIO BRUCIANTE – Come primo passo, dopo mesi di lockdown forzato, i nerazzurri di Antonio Conte sono chiamati ad un’impresa  per ribaltare il verdetto della semifinale d’andata di Coppa Italia. Per Napoli-Inter serve una prestazione che vada oltre i pronostici, capace di generare la scossa giusta per lo sprint di fine stagione.

MEMORIE – L’Inter ha ceduto il passo al Napoli, a San Siro, nella semifinale d’andata: 0-1, gol di Fabián Ruiz. Ma in questa stagione i nerazzurri hanno già violato il San Paolo: 3-1 il 6 gennaio. Quella partita fa poco testo. Non era ancora il Napoli di Gennaro Gattuso, arrivato da poco. Gli azzurri agevolarono i gol con altrettanti strafalcioni. Lautaro Martinez e Romelu Lukaku infierirono in spazi che ora il Napoli non concederà. Più istruttiva l’andata del 12 febbraio. Conte descrisse così il Napoli: «Tutti dietro la linea della palla, Dries Mertens su Marcelo Brozovic. Complimenti a Gattuso che ha convinto i suoi a una gara così difensiva». Rino non gradì le accuse di catenaccio, ma il suo 4-1-4-1, con Diego Demme (il migliore) e Mertens davanti alle due linee ed Eljif Elmas al posto di Lorenzo Insigne, dimostrò grande impermeabilità e nel primo tempo ebbe il 52% di possesso palla. Significa che il Napoli, rieducato da Gattuso, ora sa chiudere gli spazi e non ha dimenticato la  lezione sarriana del difendersi palleggiando. L’Inter costruì e concluse pochissimo rimbalzando contro il muro azzurro. Napoli-Inter non dovrebbe presentare un copione diverso.

VECCHIE ARMI – Al San Paolo, i nerazzurri saranno chiamati ad abbattere la diga senza concedere ossigeno alle ripartenze di Insigne e Callejon. Primo ingrediente utile: velocità di gamba e palla, intensità agonistica. Svuotata psicologicamente dalla rimonta nel derby di qualche giorno prima, l’Inter giocò sotto ritmo e deluse Conte. I nerazzurri dovranno andare a mille e cercare di sfondare in due tempi: con le spallate di Lautaro Martinez e Lukaku, che siglarono i 3 gol a gennaio; e, non bastasse, con le imbucate e le frecce di Christian Eriksen a partita in corso. Il danese all’andata giocò l’ultima mezzora e fu il migliore. Aprì varchi che prima non c’erano. L’ultima speranza di scudetto e la zona Champions sono importanti, ma lo sarebbe anche una finale di Coppa Italia, e ancora di più vincerla, per un club che ha appena celebrato i 10 anni dal Triplete e che da allora non ha più festeggiato nulla, a parte la Coppa Italia 2011, l’ultima per la città di Milano. Ma tutte queste ambizioni passano inevitabilmente da Napoli-Inter.

Fonte: La Gazzetta dello Sport


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