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Lazio-Inter era un test mentale, nerazzurri rimandati al prossimo appello

In Lazio-Inter si sono rivisti i vecchi limiti della squadra di Conte. I nerazzurri non hanno passato il test rappresentato dal primo big match stagionale.

LUCI E OMBRE – Lazio-Inter è stato il primo big match della stagione per i nerazzurri. E rappresentava una partita utile per cogliere segnali di crescita soprattutto dal punto di vista mentale. Gli uomini di Conte però sono caduti in vecchie abitudini. Ancora una volta. Che hanno finito per costare due punti.

PARTENZA LENTA – In primo luogo l’Inter contro la Lazio non è partita aggredendo il match. Anzi è sembrava quasi remissiva nella prima parte di gara. Come mentalmente scarica, poco presente. Non il massimo in generale, ma in special modo nel primo big match stagionale. I nerazzurri ci hanno messo diversi minuti a entrare nella gara e trovare il proprio gioco. Una partenza lenta, non motivata dalla bravura degli avversari, che in passato è costata cara. E sarebbe il caso di evitare.

FINALE IN CONFUSIONE – Chiariamoci, dopo la partenza diesel l’Inter ha iniziaro a carburare. Prendendo in mano la gara, dettando i suoi ritmi, trovando anche occasioni da gol prima e dopo la rete di Lautaro Martinez. E sbagliandole, un altro difetto storico. Poi però è arrivato il gol del pareggio. Una rete nata, ancora, da un atteggiamento che ha già portato problemi in passato. La chiave è in un aggettivo: troppo. La squadra si è abbassata troppo, lasciando manovrare troppo gli uomini di Inzaghi, risultando troppo passiva. Pagando con la rete di Milinkovic-Savic. A quel punto l’Inter ha rivisto i suoi personali fantasmi, andando in confusione. La parte finale della partita, pur con la Lazio in dieci, è stata appunto confusa, disordinata, sfilacciata. Non controllata. Come in balia delle onde.

GESTIONE DA MIGLIORARE – Se Lazio-Inter rappresentava un test mentale i nerazzurri lo hanno fallito. Dimostrando ancora una volta le difficoltà croniche nel gestire integralmente le gare, coi loro momenti. L’Inter di Conte va ancora a folate. Se in quei momenti tutto si incastra al meglio tutto va in discesa. Altrimenti si soffre. E anche il tecnico ha le sue colpe. Soprattutto nelle partenze lente e nella gestione dei cambi. Perché a volte con linfa nuova al momento giusto riesci a dare la scossa. Mentre anche con la Lazio i cambi sono arrivati a frittata già fatta. Ma non semprea quel punto si può ribaltare il risultato.

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