Interviste

Spalletti: «Assenza Politano non condiziona! Inter squadra fortissima»

Luciano Spalletti, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Napoli, ha presentato così la sfida. Di seguito le sue dichiarazioni

ASSENZA – Spalletti commenta l’assenza di Matteo Politano, indisponibile a causa del Coronavirus: «Assenza di Politano? Si è fatto male Demme, si è fatto male Zielinski. Si è giocato con tre giocatori di numero e si è fatto quello che si doveva fare ugualmente. Si lascia il dubbio che la mancanza di un giocatore ci possa mettere in condizione di dover perdere la partita o di dover fare una partita sotto livello? È un modo di ragionare non corretto».

VITTORIA – Spalletti presenta Inter-Napoli: «Secondo me verrà fuori una partita dove tutte e due le squadre hanno bisogno di far punti e quindi andranno alla ricerca della vittoria. Poi è chiaro che ci sono i due disegni tattici, ci sarà da coprire gli spazi che loro occuperanno in fase di possesso. Loro sono bravi con i due tutta fascia a portare avanti il discorso. Noi dobbiamo fare altrettanto quando abbiamo palla noi. L’Inter è una squadra fortissima, lo ha mostrato in passato e lo sta facendo vedere anche con Inzaghi, al di là dei risultati».

PASSATO – Spalletti parla del suo passato all’Inter e del suo ritorno a San Siro da avversario: «Ho letto qualcosa durante la settimana, con me diventa facile questo discorso. Io parlo con pochi, ho letto che avrei detto “Ho vinto anche io quello scudetto, spero che non mi fischino” (fa di no con la testa, ndr). Per me i tifosi possono fare quello che vogliono, io vado a valutare il mio di lavoro. Se devo valutare il mio, il concetto è sempre lo stesso: quando vado via da un club guardo i miei risultati. Poi ognuno gli da il taglio che vuole alle cose in base alle amicizie ed ai contatti. Io all’Inter ho finito con la difficoltà della gestione, c’era da creare delle difficoltà. Però poi non ho dato colpa a nessuno del quarto posto. È chiaro che poi delle valutazioni poi vanno fatte, perché sono in base alle possibilità che uno ha a disposizione. Se unoha la possibilità di spendere 240 milioni di stipendi non sono uguali a 100. Si va a prendere i giocatori dal Chelsea, dal Manchester United, Manchester City. Emozioni? Non sto qui a dirvi che per me è una partita come tutte le altre, io vivo intensamente tutto quello che faccio. Ma lo vivo in diretta, non preparo niente. Curioso della reazione che avrò entrando a San Siro, il passato, per me, non è mai passato. Lì ci sono state decisioni da prendere,, che ho preso volentieri. È un esperienza che mi ha dato tanto, ringrazio i tifosi a prescindere dal trattamento, ringrazio i calciatori che mi hanno seguito in tutto e con cui abbiamo un bellissimo rapporto. Con alcuni ho continuato a sentirmi. Vado orgoglioso anche di aver dato forza a quello che era una conformazione della Pinetina, anche i giardinieri si sono messi a disposizione, hanno sistemato le piante per vedere meglio la profondità».

IMPORTANTE – Spalletti commenta l’importanza della sfida: «La sfida è importantissima per tutte e due le squadre. Non è definitiva, finché non c’è matematica nulla lo è. Ci sono squadre forti e ci sono difficoltà momentanee che possono arrivarti da tutte le parti. Magari guardi davanti e di lato di arriva la tranvata che può darti problemi».

RIVINCITA – Spalletti parla della possibile rivincita sull’Inter: «Io non devo far valere nessuna rivincita.  È un passaggio importante per un’altra piccola fetta di felicità, non solo per la mia ma anche per tutti quelli che ci seguono. Noi siamo a posto se si fa questo lavoro a 62 anni. La dignità è battersi per chi ti vuole bene, non per essere famoso. Abbiamo una città dietro che freme, mi ha detto Santoro che alla partenza ci saranno 1000 persone per salutarci, è una roba impossibile. Si sente che la vivono così anche se rimangono a casa. Ma che si muovano e ci seguano deve darci forza e deve farci riflettere sul nostro comportamento. Chi non riconosce questo aspetto non sarà mai fiero di ciò che ha fatto».

DECISIVA – Spalletti parla del match, secondo lui non decisivo per l’Inter: «No, non è decisivo neanche per loro. Si sono giocate poche giornate e ci sono difficoltà che tutti dovremo incontrare. La felicità si nasconde dietro queste difficoltà: se devi sostituire uno o due calciatori e abbassi lo sguardo, poi non potrai mai raggiungere gli obiettivi importanti. Io in 20 anni di carriera non mi sono mai lamentato. Non ho mai detto mi manca questo o quello, sarebbe come far capire ai calciatori e alla squadra “non possiamo farcela da soli”. Ma invece possiamo farcela. I problemi non finiscono mai, ma si trovano sempre delle soluzioni».

DIFFERENZE – Spalletti parla delle differenze fra la societarie fra Inter e Napoli: «All’Inter c‘era un presidente di una nazione differente, ma il figlio (Steven Zhang) era presente spesso a Milano. La situazione è simile, il figlio guardava la situazione dall’esterno, il padre( Zhang Jindong) invece è venuto poche volte. De Laurentiis la vive direttamente, ci sentiamo al telefono perché vuole sapere le cose. Segue più da vicino e ti fa sentire la presenza. Zhang sorveglia più a distanza».

CONDIZIONI –Spalletti parla delle condizioni di Lozano e di chi può giocare sulla corsia di destra: «A destra possono giocare Zielinski, o Elmas, anche Lozano, o altre soluzioni. Il messicano sta bene, ha giocato giovedì, ha diverse ore di viaggio ma è sorridente perché è molto positiv e professionale. Vuole esserci. È normale avere ambizioni tutti devono averle. Mi auguro  che a  fine stagione riceva interessi di club che lui ritiene più importanti, significherebbe che ha raggiunto dei nostri obiettivi. Nella scorsa stagione, rimanendo fuori dalla Champions League, non abbiamo ricevuto richieste. Se si vogliono richieste si devono fare risultati. È sempre la vittoria che da visibilità, la sconfitta riporta tutti dentro la stessa dimensione».

 

 

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