Interviste

Mazzarri a Inter-News: «Rosa della mia Inter non come questa! Un rammarico»

Mazzarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Cagliari. Il tecnico, ex della partita, dovrà sostituire Nandez (vedi articolo) e, a domanda di Inter-News.it, parla della sua esperienza in nerazzurro dal 2013 a novembre 2014.

CONFERENZA MAZZARRI – Questa la conferenza stampa di Walter Mazzarri alla vigilia di Inter-Cagliari.

Negli ultimi giorni si è parlato di coraggio e di rischiare: che atteggiamento chiederà Mazzarri ai suoi uomini a San Siro?

Sappiamo che l’Inter è una corazzata. Andiamo ad affrontare una squadra fortissima, una delle più forti da tanto: lo sanno tutti cosa sta facendo, anche in Champions League. Faremo di tutto per cercare di metterli in difficoltà, chiaro che ci vuole coraggio per sperare di fare risultato in uno stadio del genere. Andremo ad aggredirli, se possibile alti, per vedere se ci riusciamo. Le partite durano novanta minuti, sono bravissimi nel palleggio e in tutte le manifestazioni. Faremo quello che possiamo fare per metterli in difficoltà, sia quando abbiamo la palla noi sia quando ce l’hanno loro. Quanto possiamo pressarli dipende anche dalle loro qualità tecniche, da quanto riescono a uscire dal pressing avversario.

Comincia un trittico di partite prima della fine del girone d’andata: Inter, Udinese e Juventus.

Non è facile. Io sono l’ultimo che parla di punti, sono sempre quello che dice che la prossima partita è la più importante. Ho sempre pensato che l’allenatore deve caricare i giocatori per la prossima gara, poi faremo nel migliore dei modi anche le altre. Questo campionato è difficile, ci sono squadre di altissimo spessore. Sinceramente non me la sento di fare pronostici: sulla cabala per l’Udinese l’esordio del nuovo allenatore sarà con altri. Non ho fatto tabelle, non ne possiamo fare in questo momento: bisogna provare a raccogliere punti con tutti con le nostre forze, poi alla fine tireremo le somme.

Nelle ultime quattro partite, con la coppia difensiva Ceppitelli-Carboni, il Cagliari sembra aver trovato un assetto difensivo. Potrebbe tornare Godin titolare? Quanto cambia senza Nandez?

Al di là di Ceppitelli e Carboni è la squadra che ha cambiato, secondo me, da qualche partita atteggiamento. Siamo più coraggiosi, andiamo avanti anziché indietro. Come atteggiamento la squadra è più compatta, ha fatto sì che anche dietro si potesse soffrire meno. Parlare di moduli non mi piace, ma da qualche tempo a questa parte ci sono dei meccanismi e mi sembra che i ragazzi migliorino di volta in volta. Spero mi facciano vedere meno errori in uscita nel palleggio domani. Spesso le azioni avversarie sono state in fase di uscita della nostra palla: lì bisogna migliorare, soprattutto contro una squadra come l’Inter. Godin ha avuto una decina di giorni di stop, è tornato da poco e come tutti serve un periodo di allenamenti per poter star bene. Bisogna star bene fisicamente per stare in campo, o non possiamo far vedere il nostro valore tecnico.

Cosa non vorrebbe vedere Mazzarri nella gara contro l’Inter? Quanto ha confermato le indicazioni Grassi?

Grassi sta facendo bene, molto bene. Sinceramente da quando sono arrivato a ora sembra trasformato: spero che continui, anche per gli equilibri di squadra. È uno dei pochi incontristi che riesce a reggere l’urto anche contro la veemenza delle squadre avversarie, come il Torino. È un giocatore che si sta rivelando importante, spero che continui. L’Inter è una squadra forte, sarà difficile ad andare a prendere palla come vorrei io. Hanno meccanismi e lo sappiamo, io vorrei vedere quando parte la nostra azione fare meno errori in fase di transizione. Con una squadra del genere lo pagheremmo caro.

Quali possono essere le soluzioni a livello offensivo?

Se noi andiamo a vedere quando sono arrivato, ma penso anche prima, questa squadra è stata martoriata da tanti infortuni. È come rifare una preparazione, quando si è in estate alle prime di campionato. Ecco perché i cinque cambi, coi ritmi attuali altissimi, servono. Abbiamo pagato in passato questo, ultimamente un po’ meno perché la maggior parte della rosa si allena con continuità. Si è pagato il fatto mentale, la paura di vincere, poi sulla sterilità offensiva non sono d’accordo. Abbiamo fatto un gol al Torino, due al Sassuolo, a Verona è successo uno 0-0 ma è stata una partita combattuta. Comunque alla fine devono tornare i conti a noi, il mio auspicio è fare un gol in più degli altri.

Senza Nandez si potrà vedere Dalbert mezzala?

La formazione la do domani. Dalbert può giocare sia esterno sia mezzala, ne sono convinto. Poi sono valutazioni che faccio di volta in volta rispetto ad alcune considerazioni, devo anche cercare di mettere in campo i migliori giocatori in rosa. Non è che si mettono in base solo al modulo: se hai una rosa e vedi giocatori che possono ricoprire più ruoli cerchi di mettere i migliori. Lui può partire esterno, poi con un cambio metto un esterno al posto suo e fa la mezzala: quando avrà i novanta minuti potrà fare anche questo. Ha già capito, non avrà problemi.

Quali sono i punti deboli di quest’Inter e come il Cagliari può andare a far male?

I difensori sono forse i migliori tre della Serie A. A centrocampo sapete chi c’è, punti deboli pochi. Noi si deve sperare che, se riusciamo a giocare il nostro calcio in velocità, dobbiamo fare in modo di farci rincorrere. Può darsi che, in questo caso, si veda qualche crepuccia da parte loro. Quando devono rincorrere centrocampisti come Barella, Calhanoglu e Brozovic, come tutti gli altri, sono abituati ad avere il pallino del gioco. Ecco perché dico che bisogna lavorare sui passaggi quando siamo in possesso di palla.

Quanto è pesante l’assenza di Nandez domani? Mazzarri ha paura di perderlo a gennaio?

Intanto a gennaio non voglio pensarci, spero rimanga con noi. Da qui a gennaio ci sono tre partite, spero di ritrovarlo con l’Udinese. È un giocatore importante ma chi lo sostituisce voglio che non lo faccia rimpiangere, magari avrà altre caratteristiche perché Nandez quando sta bene fa tante cose. Può darsi che saremo più equilibrati, vedremo: non è facile dirlo, per me sostituire uno come lui non è facile. Però sono convinto che questa squadra debba palleggiare meglio e coinvolgere altri.

Domanda di Inter-News.it a Mazzarri: l’altro giorno ha parlato di come arrivare all’Inter lo ritenga un riconoscimento e un orgoglio. In relazione a quell’esperienza cosa si porta dietro ancora adesso e cosa invece ritiene che si potesse fare meglio?

È stata un’esperienza positiva. C’è il rammarico di essere andato nel posto giusto nel momento sbagliato. C’è stato il cambio societario, la rosa della mia Inter non era paragonabile a quella attuale o a quella allestita negli anni successivi. Questo è l’unico rammarico: avessi avuto una rosa come quella di ora sarebbe stata diversa la storia. Questo, col senno di poi, si può dire tranquillamente: era un momento di difficoltà, la società poi è stata venduta dopo tantissimi anni e mi sono trovato in quest’altra situazione, oltre ad avere una rosa che di solito ha l’Inter da sempre.

L’attacco può avere qualcosa di diverso da Joao Pedro?

Keita è stato marcato a uomo, nel primo tempo non è stato aiutato dall’arbitro perché Bremer faceva fallo sistematico. Joao Pedro sta benissimo, perché toccando ferro si è sempre allenato con continuità da sempre. Keita è uno di quelli che rientravano da un infortunio che l’aveva tenuto diversi giorni fuori, prima che un giocatore riacquisisca la forma migliore c’è un processo e delle partite da bypassare. Keita ora sta molto meglio di quando ha giocato col Sassuolo, dove è tornato da titolare. Comunque ho fiducia in tutti i miei attaccanti: quando staranno bene tutti il nostro peso offensivo lo avremo.

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