Interviste

Marotta: «Superlega un campanello d’allarme! Il VAR non è sufficiente»

Beppe Marotta dopo aver parlato di Milan-Inter (vedi prima parte), ha detto la sua riguardo il tema nuovo stadio, l’utilizzo del VAR e il progetto Superlega. Di seguito le sue parole su Radio Anch’io Sport.

NUOVO STADIO Marotta parla del tema stadio: «Dello stadio se ne occupa il mio collega Antonello ma posso dire che le cose procedono nel modo migliore. Questa è una forte esigenza che i due club hanno e c’è anche unione di intenti con il Comune di Milano. Io auspico che si possa partire quanto prima perché lo stadio rappresenta per tutto il club un asset patrimoniale e un contenitore di emozioni».

IL REGOLAMENTO – Marotta commenta l’utilizzo del VAR e il regolamento delle partite, a detta sua un po’ troppo antico: «È un regolamento che spesso risulta con interpretazioni un po’ ambigue e che deve essere rivisto. La velocità del calcio non è più quella degli anni 60 e quindi anche il regolamento deve adeguarsi, ma viene formato da un organismo IFAB che è composto da componenti di calcio anglosassone e le regole sono un po’ frutto di decisioni di personaggi che non conoscono fino in fondo le dinamiche del nostro calcio e noi all’interno dai nostri organismi europei proviamo a cambiarlo, ma non è cosa facile. La speranza è che all’interno di questa organizzazione ci sia una figura, come Collina, che possa mitigare a questi scompensi che ci sono. Io sono favorevole all’introduzione della tecnologia la dove serve per limitare gli errori. Anche il VAR non è sufficiente per debellare tutti gli errori, bisogna proseguire su questa strada».

SUPERLEGA – Marotta conclude parlando del tema Superlega, ribadendo un concetto: «La Superlega nasce come grande campanello d’allarme di un modello che non garantiva più sostenibilità. Ci vuole un modello europeo che garantisce proprio questo, la FIFA e l’UEFA devono capire che i calendari devono essere fatti rispettando i rischi di impresa e con una maggiore distribuzione dei compensi. Quest’anno per la prima volta l’UEFA ha varato tre tornei, quindi il calcio visto a livello europeo rende ed è giusto che i club vengano tenuti in considerazione».

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