Interviste

CONFERENZA – Le dichiarazioni di Conte alla vigilia di Inter-SPAL (Serie A)

Antonio Conte ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-SPAL, quattordicesima giornata del Campionato Italiano di Serie A 2019/20. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it (aggiornato dal basso verso l’alto)

Il passaggio al 3-4-3 può essere una soluzione tattica come visto nel finale a Praga?
Sicuramente può essere una soluzione durante la gara in corso quando vogliamo forzare alcune situazioni. Giocare anche con i tre attaccanti significa che non dobbiamo perdere il nostro equilibrio in fase difensiva, perché con tre attaccanti di ruolo come successo contro lo Salvia, avendo Lautaro Martinez, Lukaku ed Esposito, diventi ancora più forte in attacco, ma allo stesso tempo perdi qualche equilibrio in fase difensiva. Noi non dobbiamo perdere niente, ma solo aggiungere. Stiamo lavorando anche su questa soluzione che può essere importante per noi a gara in corso.

Ti aspettavi in Serie A questo gap di Juventus e Inter sulle altre?
Ho sempre sottolineato il fatto che l’Inter, a differenza di altre cinque-sei squadre, ha sostituito anziché aggiungere su rose di una certa importanza. Questo sicuramente è la maggiore sorpresa per noi, perché abbiamo dovuto sostituire tre giocatori importanti per l’Inter (si riferisce a Nainggolan, Perisic e Icardi, ndr), cosa che non ha fatto nessuno delle altre squadre. Tutte le altre hanno aggiunto, nessuno ha venduto pezzi importanti della propria rosa. Abbiamo sostituito tre giocatori considerati importanti nel progetto Inter, questo deve sorprendere. Abbiamo fatto mercato sì, ma sostituendo quei tre. Alla luce di quello che stanno facendo le altre, siamo contenti e aspettiamo un ritorno anche economico da quel punto di vista (sorride, ndr). Speriamo. Siamo contenti per tutto quello che sta accadendo, ma pensiamo soprattutto a noi. Finora possiamo considerare l’Inter una bella sorpresa per quello che abbiamo fatto e sopratutto per quello che hanno fatto gli altri, per come si è creata la cosa che viene troppo sottovalutata.

Sei curioso di allenare e vedere all’opera Gabigol all’Inter?
Sinceramente penso che abbia già parlato il direttore Marotta prima dello Slavia, quindi penso che la società abbia le idee molto chiare sotto questo punto di vista. E poi a me piace parlare dei miei giocatori in questo momento. Con tutto il rispetto, sono felice per Gabigol, ma non lo considero un mio giocatore in questo momento. Sarebbe irrispettoso nei confronti dei miei calciatori, di Gabigol e del Flamengo stesso.

Cos’è migliorato in fase difensiva nelle ultime settimane?
Abbiamo avuto un po’ più di tempo per lavorare di nuovo su alcune situazioni. Giocare ogni quattro giorni dà la possibilità di avere un giorno per lavorare. Abbiamo ripreso alcuni concetti e rivisto alcune situazioni in cui potevamo migliorare. Si è partiti con un nuovo allenatore e nuove idee, il lavoro va alimentato e ogni tre giorni è difficile farlo. Abbiamo iniziato a ri-lavorare su alcuni aspetti della fase difensiva con otto-dieci giocatori. E questo sicuramente ha dato dei frutti e più solidità da questo punto di visita.

Cosa può portare una vittoria come quella di Praga a livello mentale?
Quello che stiamo facendo in campionato e anche in Champions perché – al di là del fatto che ci giochiamo la qualificazione nell’ultima partita – è stato un percorso a petto in fuori. Abbiamo sempre giocato e affrontato l’avversario a testa alta, questo è molto positivo. Il fatto che siamo riusciti a riportare una situazione nelle nostre mani in Champions ci deve dare tanto entusiasmo e carica. Entusiasmo positivo, non quello dei folli che fa tralasciare realtà, lavoro e dettagli, tutto ciò che serve per ottenere tre punti. Dobbiamo incanalare l’entusiasmo positivo per avere più consapevolezza e cattiveria per continuare così. Vincendo le partite giocate in questa maniera, con voglia e determinazione. La voglia di vincere in campo la partita, come contro Verona, Torino e Slavia. Abbiamo dimostrato di avere più voglia di loro.

Che aspetto ti ha soddisfatto particolarmente nella crescita della tua Inter?
Io ho parlato della crescita della squadra rispetto a Inter-Slavia Praga. Abbiamo lavorato e siamo cresciuti sotto tanti punti di vista, è inevitabile che poi in copertina ci vadano i due attaccanti che finalizzano. Ma la crescita è avvenuta per tutta la squadra, quindi è inutile dirlo dopo aver vinto una partita importante. Io infatti l’ho detto prima della partita facendo riferimento alla prima sfida di Champions. In solo un mese di lavoro siamo cresciuti, però dobbiamo continuare a crescere e ci sono ampi margini di crescita.

Esposito è migliorato a tal punto da avere una chance dal primo minuto?
Non è il fatto di avere fiducia o meno in Esposito il fatto che possa partire dal primo minuto. Non avessi avuto fiducia in lui, sarei stato un folle a buttarlo nella mischia nell’1-1 di Praga sapendo di avere un solo risultato a disposizione. Stiamo parlando di un ragazzo che oggi è un calciatore a tutti gli effetti. Io ho grande stima e fiducia in lui, non è assolutamente più uno dei cinque perché è entrato a far parte della rosa dei quattro attaccanti che abbiamo. Ho grandissima considerazione di lui. Cercherò di mettere la migliore formazione possibile senza pensare alla Roma e al Barcellona. Iniziamo a vincere la partita di domani, poi penseremo alla Roma. Se vinciamo domani, affronteremo la Roma con più grande entusiasmo. Se ci fosse uno stop, l’entusiasmo sarebbe dimezzato. Dobbiamo cavalcare l’onda e stare sul pezzo, ottenendo il massimo in ogni partita. Farò le scelte in base al momento e alle situazioni, sapendo che l’obiettivo è portare a casa tre punti e dovendo faticare contro la SPAL. Questo è un avvertimento anche per chi viene allo stadio, perché i nostri tifosi non devono pensare che sia una passeggiata. Dovranno sostenerci di più, come fatto contro l’Hellas Verona.

Quando arriverà lo step per iniziare a credere a qualcosa di più importante?
Il fatto che ci sia empatia ed entusiasmo tra tutti noi è fuori dubbio. Chi gioca, chi non gioca o è in tribuna, anche i magazzinieri. Si è creata questa situazione ed è molto importante. Si respira un’aria positiva, abbiamo grande fiducia in noi a prescindere dalla difficoltà. Se voglio cogliere un aspetto positivo in questo mese e mezzo di difficoltà, è avere ancora di più cementato questo gruppo. Nelle assenze il gruppo ha capito che solamente crescendo tutti insieme e avendo fiducia nei compagni, al di là di chi gioca, si può pensare di costruire qualcosa di importante, bello e positivo. Ciò non significa che alla fine si debba vincere per forza, ma questo ci dà una sensazione diversa rispetto al passato. Siamo a un terzo del campionato, stiamo facendo belle cose, ma è molto molto presto per tirare delle somme. Cerchiamo di guardare noi stessi, dare il massimo e fare ciò che abbiamo fatto finora. Poi arriverà il momento che ci guarderemo e ci diremo qualcosa, se serve.

Quando conti di riavere Sensi e farai calcoli di formazione a causa dei diffidati?
I calcoli sono che la partita di domani vale tre punti, quindi basta questo come calcolo. Domani è la partita più importante che ci aspetta, i calciatori lo sanno. Anche perché sarebbe un peccato. Abbiamo tantissimo rispetto per la SPAL e qualcuno di voi dà per scontato che vinciamo. Nel calcio non c’è nulla di scontato. Affrontiamo una squadra forte che verrà a San Siro con la voglia di stoppare il nostro momento favorevole, quindi la formazione per me domani sarà la migliore. Così come è stato contro lo Slavia e il Torino. Per me c’è solo un obiettivo e per i ragazzi pure, vincere la partita e incamerare altri tre punti. Perché dobbiamo guardare a noi stessi e mettere fieno in cascina. Su Sensi vi dico che il discorso medico d’ora in poi verrà affrontato dal medico, che vi aggiornerà su ogni curiosità a fine conferenza.

Come hai pensato di lavorare sull’intesa tra Lukaku e Lautaro Martinez?
Sicuramente sono due attaccanti che sono cresciuti molto dall’inizio della stagione. Non dimenticate che anche prima della partita di Praga dissi che la squadra era diversa rispetto all’andata, quando i due attaccanti erano stati annullati e disintegrati da loro. Perché hanno lavorato e stanno capendo in che posizione stare. Lavorano tanto per sfruttare le loro caratteristiche. Sono due giocatori moderni che possono fare entrambi prima e seconda punta. Merito loro che stanno lavorando, ma è giusto sottolineare che il gol è la parte finale della prestazione, anche se è importante. C’è sempre un impegno nella fase di possesso e non possesso, io sono attento a entrambe. C’è ancora tanto da lavorare e da migliorare.

Che sfida ti aspetti visto che la SPAL gioca anche con il 3-5-2?
La SPAL utilizza lo stesso sistema di gioco, ci sono tante situazioni che facciamo anche noi, è una squadra organizzata che ha un’idea e un allenatore bravo. Dovremo fare grande attenzione perché, sarà banale, ma dopo partite importanti che si vincono, da dentro o fuori come contro lo Slavia Praga, può subentrare una forma di appagamento e rilassamento, e non deve accadere assolutamente. Sarei molto deluso se ciò accadesse domani contro la SPAL. Abbiamo iniziato un percorso con una crescita sotto tutti i punti di vista, domani servono risposte importanti. La SPAL è un ostacolo serio e duro da affrontare, dovremo farlo con il massimo delle forze e della concentrazione. Per noi vincere la partita è vitale.

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