Interviste

CONFERENZA – Le dichiarazioni di Conte alla vigilia di Inter-Parma

Conte ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Parma, nona giornata del Campionato Italiano di Serie A 2019/20. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it (aggiornato dal basso verso l’alto)

Tra i giovani c’è anche l’usato sicuro Zanetti e Oriali?
Ma qui stiamo parlando di top (risate generali in sala stampa per via della domanda ironica fatta a Conte, ndr).

Se non ci fosse stato il Mondiale Under 17, avrebbe trovato spazio anche Agoumé?
Io penso che Agoumé abbia bisogno di fare ancora uno step, è un calciatore che ha qualità, ma viene da un campionato straniero meno tattico del nostro. Ha bisogno di lavorare prima di avvicinarsi e pensare di poter giocare in Prima Squadra, però ha tutte le qualità. Nel momento in cui c’è la possibilità, ci lavoreremo. Abbiamo tanti ragazzi bravi con prospettive importanti, come Agoumé, Pirola e tanti altri. Il Settore Giovanile dell’Inter sta lavorando tanto bene, sta a me cogliere le opportunità che mi darà. Capiremo chi potrà far parte della rosa dell’Inter e chi ha bisogno di più tempo. Pogba alla Juventus arrivò a 18 anni e io lo feci giocare dopo due mesi. Non c’è nessuna preclusione nel far giocare i giovani. Abbiamo tanti impegni e c’è l’obiettivo di fare i tre punti, non solo di lanciare i giovani così. Quando un giovane gioca vuol dire che per me è una certezza: Bastoni ed Esposito sono certezze, speriamo di averne altre.

Brozovic è il regista più forte allenato dopo Pirlo e dove può migliorare?
Brozovic può migliorare in tanto, sia nella verticalizzazione per l’ultimo passaggio come fatto contro il Borussia – anche se era una ripartenza e non a squadra schierata, dove deve migliorare -, sia nella fase difensiva, perché è importante per chi gioca davanti alla difesa. Questi due aspetti li può migliorare per diventare un calciatore top. Pirlo sarà ricordato per sempre. Se parli di calcio e parli di Pirlo, parli di un genio. Un top. Brozovic ha caratteristiche diverse rispetto a Pirlo, per me è una scoperta positiva. Ha voglia di migliorare e ha tutto per diventare un top.

Sei soddisfatto dalla risposta dei calciatori nonostante tutte le assenze?
Sicuramente la crescita di questa squadra passa nell’assimilare sempre di più concetti e situazioni. De Vrij, come lo era Bonucci (sia nella Juventus sia nella Nazionale Italiana di Conte, ndr), diventa un calciatore per noi importante. In situazioni tattiche devono lasciare lo spazio o a lui oppure al vertice basso. Devono sapere che ci sono determinate situazioni e movimenti per trovare altri calciatori. De Vrij lo sta facendo sicuramente rispetto al passato, i miei tre centrali sono i primi tre costruttori di gioco. Anche Godin ha fatto un assist per Sensi. Lo stiamo facendo e dobbiamo insistere, quelli non sono lanci lunghi.

Che discorso motivazionale pensi di fare prima della partita di domani?
Al di là di frasi motivazioni credo sia importante fornire sempre delle prove, delle situazioni per far vedere al calciatore il perché alcune cose non sono andate nella giusta maniera. Trovare tutti insieme situazioni in cui migliorare. Gli ultimi 20′ contro il Sassuolo non hanno reso felici me, il mio staff e soprattutto i calciatori, che si sono resi conto per prima che si doveva migliorare senza andare in balia degli avversari nel finale. Contro il Borussia c’è stata una bella risposta da parte dei ragazzi. Come dico sempre, io sono l’allenatore ed è giusto che sottolineo le cose positive e negative, ma i primi a rendersi conto di qualcosa che non va e va migliorata sono i calciatori. Per questo mi ritengo un allenatore fortunato avendo un gruppo di calciatori responsabili, se fanno cose negative (sorride, ndr).

Essere a -1 dalla Juventus mette pressione a Torino?
Noi abbiamo iniziato un nostro percorso e dobbiamo essere bravi a guardare noi stessi, non gli altri. Se proprio dobbiamo guardare, io penso sia giusto guardare in avanti e non indietro. Però abbiamo iniziato questo nuovo percorso e sappiamo le difficoltà. Il fatto di essere molto vicini a chi sta davanti a inizio torneo ci deve dare soddisfazione, ma allo stesso tempo non perdere di vista la realtà. Ogni partita deve essere per noi un banco di prova importante, solo dando il massimo possiamo ottenere i tre punti. Dobbiamo continuare a lavorare così. Nei percorsi ci vuole un po’ di tempo per far crescere tanti ragazzi. Siamo sulla strada buona, continuiamo così e cerchiamo di vedere alla fine dove saremo capaci di arrivare. In questo percorso dobbiamo fare tutto al massimo senza avere rimpianti e alla fine dire: “Oh, più di questo io non potevo fare!”. Dobbiamo essere così.

Come giudichi Brozovic e c’è un suo vice?
Per caratteristiche sicuramente Sensi è un tipo di calciatore che può giocare davanti alla difesa, lo ha fatto tante volte in passato. Io Sensi lo preferisco più avanzato perché vede calcio, si muove tra le linee, ha l’ultimo passaggio e fa gol. Ma può anche giocare davanti alla difesa, così come Borja Valero. Brozovic sta facendo bene, ma sa che io sono molto esigente e sa dove deve migliorare per diventare un calciatore top a tutti gli effetti.

Quanto è importante lavorare con un gruppo di italiani?
L’obiettivo mio e della società è cercare di puntare su giocatori forti e affidabili. Che siano italiani o stranieri l’importante è che siano forti e affidabili. Inevitabilmente il calciatore italiano ti dà garanzie immediate perché conosce il modo di lavorare che abbiamo in Italia, che è un po’ diverso rispetto all’estero perché siamo più pignoli, tattici e andiamo per analisi video nel dettaglio, mentre all’estero si fa in modo molto minore. I calciatori italiani sono già abituati a questa didattica e non hanno bisogno di integrarsi. Avere un’anima italiana è importante. Handanovic io lo considero italiano (sorride, ndr), dopo tanti anni ha la mentalità italiana. Avere giocatori che possono indirizzare il lavoro e dare una mano con i ragazzi nuovi che arrivano dall’estero è importante, visto che si affacciano a una nuova tipologia di lavoro.

Quanto manca per vedere un’Inter proprio di Conte?
Un’idea si intravede fin dalle prima battute, non servono sei-nove mesi. Lavorando con i calciatori si vede subito, poi si vede meglio o peggio, inevitabilmente dal tempo che passa che può portare a miglioramenti in fase difensiva e offensiva. Nell’Inter si può già vedere. Ci dobbiamo lavorare, il rammarico è non aver tanto tempo per farlo dovendo giocare ogni tre giorni a percorso appena iniziato. Avremmo bisogno di più tempo per lavorare sui dettagli e su tutto, però sono contento comunque per il tempo che ho a disposizione con un gruppo di ragazzi che recepisce bene. Poi c’è il supporto del video che è molto importante.

Qualcuno è recuperabile per domani?
Abbiamo ancora l’allenamento di oggi pomeriggio da fare, voglio vedere e parlare con i medici per fare attente valutazioni. Sicuramente è un momento in cui dobbiamo fare di necessità virtù per superare bene delle difficoltà, come fatto con il Borussia Dortmund. Non sarà facile giocare dopo tre giorni contro il Parma ma va fatto. Dobbiamo recuperare energie fisiche e nervose preparando la partita. Dobbiamo essere pronti per la battaglia, lo saremo anche contro il Parma sapendo che sarà una gara difficile. Ci appelliamo anche al calore di San Siro, fondamentale contro il Borussia. E speriamo ci possa trascinare anche domani.

L’attacco dell’Inter ti soddisfa in vista del mercato di gennaio?
Per quanto riguarda l’attacco, noi siamo partiti con un’idea ben precisa sapendo le caratteristiche dei calciatori. Sapevamo di avere tre attaccanti con determinate caratteristiche, cioè Lukaku, Lautaro Martinez e Sanchez. Sapevamo delle caratteristiche di Politano, che non sono proprio da prima punta ma aveva già giocato da seconda punta con il Sassuolo. Alle punte chiedo determinate cose. Poi c’era Esposito come quinta punta. Da questo punto di vista sapevamo di essere abbastanza sereni. Poi si è fatto male Sanchez, che è stata una perdita notevole per noi. A quel punto abbiamo sdoganato Esposito, che ha fatto tutto il pre-campionato con noi, giocando anche bene con Perisic da attaccante non avendone altri. Abbiamo questa rosa, vediamo l’evolversi della situazione di Sanchez, sperando possa tornare quanto prima. Le valutazioni sul mercato vanno fatte confrontandoci con la società per trovare la migliore situazione, sapendo che è importante recuperare tutti gli effettivi in attacco.

Sfida speciale contro D’Aversa?
Sì, anche con il DS Faggiano, con cui siamo amici d’infanzia. Ho conosciuto D’Aversa quando facevo l’assistente di De Canio a Siena e lui era calciatore. Abbiamo un grande rapporto di famiglia, io e mia moglie siamo padrino e madrina di sua figlia piccola, sono contento che stia facendo molto bene. Dobbiamo fare molta attenzione. Il Parma è in un ottimo momento di forma, è in salute. Non dobbiamo lasciargli troppo campo per le ripartenze perché hanno giocatori letali come Gervinho, che dal nulla può tirare fuori qualcosa di velenoso. Tutto il Parma è forte e compatto, ben allestito. Sarà un piacere affrontarlo, ma vorranno batterci e noi anche.

Prima dell’inizio della conferenza stampa viene presentato il progetto LIS che, per la prima volta, permette di seguire la conferenza stampa di Conte anche da parte dei non udenti.

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