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Inzaghi: «Inter-Napoli ci dà autostima! Domani non cambierà dall’andata»

Inzaghi ha parlato in conferenza stampa assieme a Darmian (vedi articolo). L’allenatore, alla vigilia di Inter-Shakhtar Donetsk, ritiene che la partita ripeterà la falsariga dello 0-0 di due mesi fa a Kiev, ma con la possibilità di sfruttare quanto di buono si è visto col Napoli.

CONFERENZA INZAGHI – Questa la conferenza stampa di Simone Inzaghi alla vigilia di Inter-Shakhtar Donetsk.

Si è parlato di partita della svolta col Napoli, cosa potrebbe dare per domani?

Io penso che domenica abbiamo fatto una grande gara. Abbiamo battuto il Napoli dei record, la miglior difesa in Europa. I ragazzi hanno dato una grandissima prova di maturità e carattere. Per quanto riguarda domani sappiamo che è tutto nelle nostre mani: dopo le due vittorie con lo Sheriff siamo lì, sappiamo che affrontiamo un avversario che gioca bene a calcio con un ottimo allenatore. Nella partita d’andata ci ha messi in difficoltà, dobbiamo essere bravi a preparare una partita seria.

Inzaghi teme brutte sorprese dall’allenamento di rifinitura sui giocatori acciaccati?

Per quanto riguarda la partita di domani chiaramente dobbiamo recuperare, perché domenica sera è stata una partita dove abbiamo speso tanto, sia fisicamente sia mentalmente. Poi ho avuto dei problemi in corsa, perché Barella e Correa mi hanno chiesto il cambio. Stavano facendo bene entrambi, poi Calhanoglu era l’unico ammonito in campo e aveva fatto un’entrata mezza e mezza. Sapevo che Dzeko non era delle migliori condizioni, domani Satriano non sarà disponibile e oggi dovrò fare delle valutazioni. Lautaro Martinez non era al meglio, de Vrij non ci sarà neanche domani ma la speranza è che gli acciaccati con riposo possano recuperare per la partita di domani.

L’Inter dopo dieci anni può entrare negli ottavi di finale di Champions League: può essere uno stimolo ulteriore?

Sappiamo che domani è importantissima: è uno dei nostri obiettivi, l’avevo detto il giorno della presentazione che al di là dei giocatori usciti dovevamo riportare l’Inter agli ottavi di finale. È dal 2011-2012 che non ci va, siamo a buon punto ma manca ancora tanto. Sappiamo che per noi è una partita decisiva, perché l’ultima non sarà delle più semplici a Madrid, però sappiamo che abbiamo un avversario contro molto qualitativo che ti può mettere in difficoltà. Cercheremo di prepararla nel migliore dei modi.

L’Inter fa meglio quando trova squadre che si chiudono o quando trova rivali più corsari?

Io ho la fortuna di avere dei giocatori che sono molto evoluti e giocano da tantissimi anni a questi livelli. Non fa differenza: abbiamo trovato squadre forti. Domani troviamo lo Shakhtar Donetsk che conosciamo, ha trasmesso i suoi concetti all’estero in una squadra molto tecnica con grandi individualità.

C’è la convinzione che stavolta possa essere diversa dai tre precedenti 0-0?

Io penso che non cambierà la partita, indipendentemente dal fatto che loro abbiano solo un risultato a disposizione. Sarà un’ottima partita, intensa, con due squadre che giocano bene a calcio. Come ho detto prima per noi è una partita importantissima, che ci potrà dare la qualificazione.

Come si ferma lo Shakhtar Donetsk?

C’è la partita dell’andata, che secondo me è stata una partita dove tutte e due le squadre potevano vincere. Si è avuto tante occasioni, probabilmente ne abbiamo avute di più noi ma lo Shakhtar Donetsk ha avuto più palleggio e possesso. Sarà una partita da affrontare nel migliore dei modi, dobbiamo cercare di non fargli comandare il gioco.

Quanta soddisfazione c’è nel sentire parlare di “Inter di Inzaghi” senza più paragone con Conte?

Più che Inter di Inzaghi o Inter di Conte io penso che ci sia un processo di crescita. Secondo me siamo sulla strada buona, ma il lavoro è ancora lungo. Penso che ogni allenatore abbia le proprie idee, io ho avuto la fortuna di trovare un ottimo ambiente di società, squadra e tifosi. Sto cercando, assieme al mio staff, di portare alla squadra i miei concetti: sono passati quattro mesi, secondo me abbiamo fatto un ottimo percorso. La partita di domenica, a livello di autostima, può darci tanto perché secondo me non eravamo mai mancati nei big match. La squadra aveva sempre fatto ottime partite, mancava l’acuto del risultato che domenica abbiamo fatto e siamo fiduciosi.

Secondo lei a quale squadra italiana si avvicina come gioco lo Shakhtar Donetsk?

Io penso al Napoli, che gioca con lo stesso sistema. Penso allo stesso Sassuolo, che chiaramente era allenato da De Zerbi: sono squadre simili allo Shakhtar Donetsk, con interpreti diversi ma giocano un ottimo calcio e cercano di fare grandissimo possesso, per metterti in difficoltà e attirarti.

Cos’è mancato all’andata e cosa bisogna cambiare dal punto di vista tattico?

Per quanto riguarda la partita d’andata abbiamo creato tantissime occasioni. Probabilmente dovevamo essere un po’ più decisi e fortunati, mi ricordo la traversa di Barella e le conclusioni a botta sicura di Dzeko e Lautaro Martinez. Io penso che ci si debba preoccupare per gli attaccanti quando non hanno occasioni, ma la squadra ha creato: è normale che affrontiamo avversari che in qualsiasi momento possono crearti problemi. Lo Shakhtar Donetsk ha avuto tanto possesso, ma non occasioni nitide come le nostre.

Dopo la vittoria contro il Napoli ha citato giocatori che stanno vedendo meno il campo. Sensi potrà ritagliarsi dello spazio?

Io penso che, l’ho detto alla fine della partita col Napoli, ho dei ragazzi che lavorano molto bene. Mi mancano de Vrij e Sanchez che sono importanti e speriamo di recuperarli al più presto, gli altri mi stanno dando grandi segnali. Poi è normale che un allenatore debba fare delle scelte, ma hanno giocato tutti. Sensi ha lavorato molto bene come tutti gli altri e secondo me avrà spazio, da qui a Natale abbiamo tantissime partite ravvicinate e lui coi compagni ci darà del contributo.

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