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Inzaghi: «Inter, ho cose in testa sulla formazione. Derby, abbiamo un bisogno»

Inzaghi ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del derby Milan-Inter (vedi articolo). L’allenatore, atteso dalla sua prima stracittadina milanese, non ha ancora sciolto tutti i dubbi di formazione ma è sicuro sul valore della partita.

CONFERENZA INZAGHI – Questa la conferenza stampa di Simone Inzaghi alla vigilia di Milan-Inter.

Che partita si aspetta?

Sicuramente intensa. Sappiamo tutti cosa significa un derby, l’importanza per i tifosi e la nostra società. Vogliamo chiudere al meglio queste sette partite sapendo che per noi sarà molto importante.

Esiste un “metodo Inzaghi” per queste partite?

Ho avuto la fortuna di giocarne tante da giocatore e poi da allenatore. Sono partite a sé, si preparano da sole. Poi dipende anche quando capita: ora è dopo una partita di Champions League e abbiamo avuto solo tre giorni, però ho visto gli occhi e la faccia giusta dei giocatori, con molta convinzione. Sappiamo che per noi è importante, stiamo facendo secondo me ottime cose perché stiamo facendo una buonissima Champions League. In campionato abbiamo fatto ventiquattro punti in undici partite: in quello tedesco e spagnolo al massimo sei secondo a uno-due punti. Complimenti a Napoli e Milan per quello che stanno facendo, ma noi abbiamo bisogno di una grande partita che fortifichi le nostre convinzioni.

L’Inter non ha ancora vinto uno scontro diretto. Cosa serve domani?

Io penso che l’Inter gli scontri diretti li abbia fatti bene. Con la Juventus sappiamo tutti com’è andata, con l’Atalanta abbiamo sbagliato il rigore decisivo, con la Lazio abbiamo fatto sessanta minuti bene fino al rigore. È normale che ci manchi la vittoria, siamo partiti male in questo ciclo di sette partite con la sconfitta di Roma poi abbiamo fatto cinque vittorie e un pareggio che ci hanno dato ottime convinzioni. Però, come ho già detto, domani per noi è fondamentale fare risultato.

C’è la sensazione secondo Inzaghi che ci sia stata una scossa mentale dopo Roma?

Io penso che nelle ultime partite non ci siamo snaturati, perché abbiamo sempre secondo me giocato un ottimo calcio. Abbiamo sempre creato tanto, fatto gol. Chiaramente in fase difensiva abbiamo lavorato meglio, più di squadra, perché tutto il blocco è sempre stato molto compatto. Nelle ultime partite, dalla Juventus in poi, abbiamo concesso molto molto poco.

Inzaghi percepisce, nell’avvicinamento, una differenza fra questo derby e quelli di Roma? È il più importante da allenatore?

Senz’altro, questo qui è il mio primo a Milano. C’è grandissima voglia che arrivi questa partita, poi è normale che l’avvicinamento sia diverso perché siamo tornati giovedì dalla trasferta europea. Ieri si è stati tutto il giorno qua, oggi siamo arrivati molto presto. C’è grandissimo entusiasmo, abbiamo dei grandi tifosi che ci seguono sempre in massa e sono venuti anche l’ultima partita in trasferta per non lasciarci mai soli. Anche domani ci aiuteranno tantissimo nei momenti in cui ci sarà da soffrire insieme.

Può essere la partita di Calhanoglu?

Mancano ancora l’allenamento di oggi e il risveglio di domani mattina. In questo momento a metà campo abbiamo tante soluzioni: Calhanoglu ha fatto un’ottima partita, Vidal in Champions League è stato fondamentale, Gagliardini a Empoli e con la Lazio è stato fra i migliori in campo. Vecino volevo giocarlo con l’Udinese, ha avuto un problemino che ha superato e ora mi sta mettendo in difficoltà. Sensi dopo l’infortunio con la Sampdoria sta migliorando, meriterebbe più spazio. Ho la fortuna di avere una grande rosa, c’è competizione in tutti i ruoli e a me va bene così. Sulla formazione mancano due allenamenti, ho qualcosa in testa ma dovrò avere la conferma.

La distanza in classifica può condizionare la partita, visto che l’Inter dovrà essere più aggressiva per il distacco?

Io penso che la classifica ci sia e vada guardata con grande attenzione, però in una partita del genere le classifiche nel momento in cui entri in campo si azzerano. Conteranno corsa, aggressività e determinazione, cercando di fare bene le due fasi affrontando un avversario di valore che sta facendo un qualcosa che non era successo a nessuno negli ultimi quaranta punti di calcio. Per trentuno punti nelle prime undici giornate vanno fatti i complimenti a Milan e Napoli.

Si affrontano il miglior attacco della Serie A e la seconda miglior difesa. Cosa teme Inzaghi del Milan e in cosa l’Inter può far male?

Per quanto riguarda il Milan è una squadra che segna tanto e non concede tantissimo. È la seconda miglior difesa dietro il Napoli, è una squadra con grandissima mobilità e tanti anni che giocano insieme, con un ottimo allenatore che conosco bene. Dovremo prestare massima attenzione, poi per quanto riguarda noi sappiamo di essere in un ottimo momento e di essere il miglior attacco. Abbiamo tutte le possibilità per fare un’ottima partita.

Quanto è importante, per la serenità di uno spogliatoio, avere una società che risolve le questioni pendenti sui rinnovi? Quanto è importante che ora si proceda col rinnovo di Brozovic?

È normale che da allenatore faccia piacere. Ho una proprietà e dei dirigenti sempre presenti, che mi fanno sempre sentire il pieno sostegno. Sapevamo che quest’estate dovevamo fare delle uscite importanti, ci sono state però nello stesso tempo la società una volta fatte queste cessioni mi è stata molto vicina. Abbiamo fatto degli acquisti importanti, adesso questi rinnovi fanno capire che c’è un progetto e che l’Inter va avanti. È una società ambiziosa, con una proprietà e dei dirigenti sempre al mio fianco che cercano di sostenermi. I rinnovi arrivati sono molto importanti, abbiamo altri giocatori che discuteranno questa situazione ma su questo sono tranquillo. Io mi concentro sul lavoro quotidiano, poi ho dei dirigenti che sono sempre con me.

Ausilio è stato chiaro e ha escluso partenze a gennaio. Le dà fastidio che, da quando Conte è andato al Tottenham, i giornali soprattutto inglesi accostino i giocatori dell’Inter?

Devo essere sincero: non ci ho mai pensato. Adesso manca questa partita, poi ne mancheranno altre nove prima di arrivare alla fine del girone d’andata. È presto e prematuro per pensare a gennaio, quello che conta è la partita di domani perché vogliamo fare un gran derby e dare una soddisfazione ai nostri tifosi. Sappiamo che poi ci sarà la sosta e la serie di partite da lì a Natale.

In carriera con la Lazio Inzaghi ha vinto uno scudetto partendo da -9. Una sconfitta lascerebbe ancora una porta aperta?

Io penso che sono passate solo undici partite, quindi bisogna ragionare secondo me di partita in partita. È normale che abbiamo un ritardo di sette punti, che vogliamo colmare a partire da domani. Poi sappiamo che da qui alla fine mancheranno ancora ventisette partite, quindi ne mancano tantissime con tantissimi punti a disposizione. Però domani è una partita importantissima per la classifica e per le condizioni del gruppo, che stanno migliorando di giorno in giorno.

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