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Inzaghi: «Il mondo ha visto perché non cambierei i miei giocatori»

Ultima conferenza della stagione per Inzaghi dopo la finale di Champions League Manchester City-Inter. Dalla sala stampa dell’Ataturk l’allenatore parla della partita persa 1-0.

CONFERENZA INZAGHI – Questa la conferenza stampa di Simone Inzaghi nel post partita di Manchester City-Inter.

Qual è il rammarico più grande stasera?

Il rammarico è giusto che ci sia, perché la sconfitta è la cosa peggiore nello sport. Però ho fatto i complimenti ai ragazzi, che erano tristi e delusi. Devono essere orgogliosi del percorso fatto e della finale conquistata, chiaramente non meritavamo di perdere. Il Manchester City ha trovato una grande Inter che ha fatto una grande finale.

Cosa dire ai tifosi?

I tifosi interisti sono come i miei ragazzi, sono da abbracciare uno a uno perché sono stati strepitosi in questo percorso, in questi miei venti mesi all’Inter. Ci sono stati momenti belli e meno belli ma ci sono sempre stati, sarebbe stato bellissimo condividere questo trofeo con loro. Contro la squadra più forte al mondo ce la siamo giocata con le nostre armi, come avevo detto ieri non avrei cambiato i miei giocatori con nessuno al mondo e stasera tutto il mondo ha visto perché.

Come si dormirà dopo questa finale?

Questo è il calcio. Da queste delusioni si cresce ulteriormente, chiaramente una finale di Champions League giocata in questo modo ancora mi chiedo il perché in quei venticinque minuti finali palloni a un centimetro, traverse, parate del portiere e un nostro giocatore colpito. Era tutto scritto, bisognava cambiare quanto era scritto ma i ragazzi devono uscire a testa altissima: hanno fatto un percorso e una finale di Champions League benissimo.

Ha detto qualcosa a Guardiola?

Il Manchester City aveva meritato la Champions League in questi anni, stasera ha trovato una grande Inter. Ho fatto i complimenti a Guardiola, ma avrei preferito farlo aspettare un po’ più di tempo.

Inzaghi, ha più volte detto che la sconfitta di Liverpool è servita per farvi arrivare in finale quest’anno. Adesso questa sconfitta può dare nuova linfa?

Assolutamente sì. La squadra ha dimostrato negli ultimi tre mesi, con tutti i giocatori a disposizione, di potersi giocare questa competizione nel migliore dei modi. Non dimentichiamo che questa squadra non arrivava da tantissimo tempo agli ottavi di finale, avevo detto che avrei voluto rigiocare il ritorno col Liverpool perché poteva fare di più. La squadra è cresciuta, ha acquistato mentalità con tutte queste finali giocate e acquisito esperienza nei giocatori. Chiaramente ci riproveremo, non dimentichiamo che abbiamo incontrato Real Madrid e Liverpool che l’anno scorso hanno fatto la finale e non hanno messo sotto l’Inter.

Rammarico per le tante occasioni mancate?

Per quanto riguarda le occasioni finali, Lukaku, Dimarco e Gosens, sono state tantissime e meritavamo di più. Nel primo tempo a prima impressione potevamo fare meglio in fase di possesso, nel secondo era una finale e con un’alta posta in palio ma abbiamo sviluppato tantissimo. La cosa che mi rende orgoglioso è che abbiamo affrontato il Manchester City col nostro portiere che ha fatto una parata su Foden e basta: è motivo d’orgoglio, contro questi giocatori.

Inzaghi, sente di essere diventato un allenatore di spessore internazionale?

Quello bisogna vedere, lo dirà il tempo e lo diranno i giudizi. La cosa che mi rende orgoglioso è aver visto questi ragazzi, il cammino che hanno fatto e come hanno interpretato la partita col Manchester City. Vai a vedere le loro partite con Bayern Monaco e Real Madrid e dici quello che dice tutto il mondo. Stamattina nella riunione tecnica avevo detto che sarebbe stata una partita molto equilibrata che si sarebbe risolta con un episodio: lì dovevamo essere più bravi. Alla fortuna non credo, dovevamo essere più bravi con l’episodio a farlo girare dalla nostra parte. C’è grandissima delusione, ma ho abbracciato a uno a uno i ragazzi e avrei voluto farlo lo stesso coi tifosi: ci hanno dato un qualcosa in più.

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