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Inzaghi: «Dove vado io meno perdite e più trofei! A rischio? Tranquillo»

Inzaghi rispedisce al mittente la maggior parte delle critiche, pur ammettendo che l’inizio di stagione dell’Inter non è stato all’altezza. Dopo gli annunci su Lukaku (vedi articolo) e Gagliardini (vedi articolo), l’allenatore ha completato la conferenza stampa di vigilia della Roma parlando di quanto ha ottenuto in carriera.

CONFERENZA INZAGHI – Questa la conferenza stampa di Simone Inzaghi alla vigilia di Inter-Roma.

Che partita sarà?

Chiaramente con la Roma sarà una partita molto impegnativa, fatta di duelli. Incontriamo una squadra forte, che si è rinforzata con qualità e un grande allenatore. Dobbiamo prepararci bene, ieri è il primo giorno che ho rivisto tutti i ragazzi dopo la sconfitta di Udine. Si è analizzata e, allo stesso tempo, si è cercato di preparare una partita importante nel nostro stadio davanti ai nostri tifosi.

Questa pausa può aver aiutato?

Chiaramente lo sapremo domani dopo la partita. Sappiamo che la sconfitta di Udine è arrivata a causa nostra: siamo stati sotto il nostro standard, abbiamo preso due gol su palla inattiva per disattenzioni nostre. Ci abbiamo messo del nostro, sappiamo che dobbiamo fare di più a partire da domani.

Un giudizio su Asllani e Lukaku?

Per quanto riguarda Lukaku c’è stato chiaramente un rallentamento, che ci toglie un giocatore importante. Lo staff sta lavorando nel migliore dei modi per recuperarlo, è passato un mese ma servirà ancora un po’ più di tempo. Per quanto riguarda Asllani è un giocatore che ho scelto io e la società, domani sicuramente inizierà la partita. A centrocampo ho delle difficoltà, perché ho Asllani, Mkhitaryan, Barella e Calhanoglu. Sono in quattro: tre inizieranno e uno entrerà, perché anche Gagliardini negli ultimi giorni non è riuscito ad allenarsi. Vediamo se potrà recuperare per andare almeno in panchina.

Inzaghi, da domani si aspetta un cambio di rotta negli scontri diretti?

Senz’altro dobbiamo fare di più e meglio. Chiaramente lascerei da parte il Bayern Monaco, che è un’altra competizione e un altro livello di squadra. Con Milan e Lazio dovevamo fare meglio, lo sappiamo e l’abbiamo analizzato. Domani abbiamo un altro scontro diretto contro una squadra forte e cercheremo di portarlo dalla nostra parte.

Quanto è stato importante sentire la fiducia della società?

Chiaramente la società è sempre presente, è sempre a supportare in ogni momento. Parla la mia storia: dove alleno io aumentano i ricavi, dimezzano le perdite e arrivano i trofei. Così è stato alla Lazio e così è all’Inter, adesso sappiamo che abbiamo qualche punto di ritardo ma stiamo lavorando. Il tempo, purtroppo, in questa sosta non è stato tantissimo perché mi sono rimasti quattro giocatori di movimento più due portieri, però già ieri l’analisi di Udine è stata lucida. L’allenamento mi ha confortato, adesso dobbiamo cercare di far parlare il campo.

Ci sono delle situazioni sbagliate che si stanno ripetendo troppo spesso. Si è trovata una motivazione?

Perché dobbiamo fare tutti di più, io in primis. Chiaramente la minima disattenzione adesso la paghi, a questi livelli in Serie A e in Champions League. Il nostro percorso in Champions League lo stiamo facendo, in campionato abbiamo qualche punto di ritardo rispetto alle nostre avversarie. Sappiamo che dobbiamo lavorare meglio: ci sono state tante critiche, quelle costruttive sono state ascoltate e quelle messe ad arte lasciate altrove. Però dobbiamo fare di più.

Inzaghi, si sente a rischio?

Noi allenatori siamo sempre a rischio, in ogni partita e in ogni allenamento. Sappiamo di avere qualche punto di ritardo, stiamo cercando di lavorare più e meglio poi parlerà il campo. Io sono molto tranquillo, lavoro giornalmente col mio staff e i miei giocatori: ho la tranquillità giusta.

Come sta Gosens?

Ho giocatori che stanno bene, lui è uno di questi. Sono contento che abbia ritrovato la nazionale, perché se l’è meritato con le prestazioni in Champions League che ha fatto vedere. Per quanto riguarda la fascia sinistra ho sempre Gosens, Dimarco e Darmian: dovrò fare una scelta e, dopo l’allenamento di oggi, deciderò in quel ruolo.

Ha già vissuto un momento del genere alla Lazio. Ci sono delle analogie e delle differenze?

Ho avuto un buonissimo rapporto con Lotito e ho un buonissimo rapporto con Zhang, che è un presidente presente sempre accanto a me e al mio staff. Abbiamo la fortuna di avere una società presente, nel calcio contano le vittorie, le sconfitte e i trofei che si riescono ad alzare. Fortunatamente in questi sette anni sono sempre riuscito a portare trofei, ricavi e poche perdite: spero di continuare a farlo anche qui all’Inter. Abbiamo qualche punto di ritardo ma mi sembra sia una classifica che vede Atalanta e Napoli al comando con merito, poi ci sono delle squadre che hanno perso punti vuoi per qualche episodio o infortunio di troppo, ma possiamo migliorare.

Un commento sulle voci riguardanti l’Inter che non starebbe remando dalla stessa parte?

La sensazione che arriva da fuori è sbagliata: si va tutti nella stessa direzione, si lavora come si è sempre lavorato. In questo momento stiamo pagando troppo l’episodio, che probabilmente in una buonissima parte dell’anno scorso, quando vi siete divertiti tanto a vedere giocare l’Inter, nel singolo sbaglio non prendevi gol. Adesso siamo puniti puntualmente quando si abbassa la guardia: dobbiamo dare di più tutti, a partire dal sottoscritto e da giocatori fondamentali in questo anno e mezzo che devono ritrovare la forma giusta. Però sono dei grandissimi professionisti, che lavorano tantissimo per arrivare alla forma che hanno dimostrato in questi anni all’Inter.

Inzaghi, come vede la Roma?

Una squadra fisica, che l’anno scorso assieme a Inter e Milan è stata l’unica a vincere qualcosa. Ci siamo già incontrati tante volte, troviamo una squadra migliorata che ha inserito giocatori importanti. Sta facendo un buon cammino in campionato ed Europa League, ha avuto come l’Inter tanti giocatori in nazionale e adesso dobbiamo dimostrare chi arriva meglio a questo appuntamento.

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