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Correa: «Volevo l’Inter già nove anni fa! Voglio vincere tutto quello che si può»

Correa ha rilasciato un’intervista a DAZN alla vigilia di Inter-Bologna di domani. Il Tucu parla della sua carriera nonché del suo arrivo in nerazzurro.

GRANDE INIZIO – Joaquin Correa parla di Verona-Inter e della sua prima in nerazzurro con doppietta (vedi highlights): «È stato bellissimo, perché era la mia prima partita. Ci tenevo tanto a venire, è stato un giorno bellissimo. Mi hanno anche raccontato che una doppietta all’esordio era da tempo che non succedeva: sono contento per aver vinto, che è la cosa migliore».

TOCCATA E FUGA – Correa, nell’autunno del 2012, già transitò dall’Inter per una sorta di provino. Questo il suo ricordo: «Ero un bambino, volevo venire a tutti i costi qui. Quell’anno era troppo importante per me, stavo in prima squadra in Argentina e volevo andare all’Inter. La gente dell’Inter mi voleva, poi per una cosa e un’altra sono rimasto là ma un’emozione bellissima: ero un bambino che sognava di giocare lì. Tunnel a Walter Samuel in allenamento? No, no. Lui ora in nazionale si ricorda che stavo con loro, ma non ricordo del tunnel».

DECISIVO – Correa indica in Simone Inzaghi un fattore determinante per il suo arrivo all’Inter: «Già volevo venire qua, poi la chiamata sua e l’intenzione di farmi venire in questa squadra non mi ha dato dubbi su nessun altro posto. Da quando sono arrivato tutti quanti mi hanno fatto sentire a casa, capire cosa è l’Inter. Abbiamo una maglia troppo importante e pesante, sono contento. Giocando con giocatori così forti diventa tutto più facile: ti fanno divertire e avere la palla sempre bene. Non vedo l’ora di giocarci e fare sempre le cose insieme, per fare le cose al meglio per tutti».

PASSATO – Correa racconta la sua carriera, in primis la Lazio: «A Roma mi sono trovato bene, anche con i miei compagni abbiamo vinto e fatto bene. Ora qui mi trovo benissimo: i compagni me lo fanno sentire, mi danno fiducia e questo è importantissimo per un giocatore che viene da una squadra italiana. Mi sto trovando alla grande, sento la fiducia. Ho cambiato tanto, la mia maniera di giocare era diversa ma l’esperienza al Siviglia e in nazionale mi ha fatto crescere. Poi penso sia cambiata tanto la mia maniera di giocare».

DERBY IN VISTA – Correa ha il Milan come vittima preferita e ora lo sfiderà nel derby con l’Inter: «Sì. Speriamo di continuare, adesso però pensiamo alla prossima: cercherò, come sempre, di fare il massimo e fare gol dando gioia alla gente. Quest’anno è dura, ci sono almeno cinque squadre che possono lottare sopra e fare bene. Magari dare i nomi di una, due o tre è poco, perché sono tante e non si sa mai nel campionato italiano come va a finire. Però comunque noi siamo fiduciosi».

IL GRANDE EX – Correa parla di Juan Sebastian Veron, suo compagno all’Estudiantes: «Mi ha aiutato molto, all’Estudiantes c’è una grande mentalità che ti fa crescere come uomo e calciatore. Ti insegnano anche le piccole cose, le più semplici, e questo ti fa crescere. Ringrazio sempre Veron, per tutto quello che mi ha insegnato. Casa mia in Argentina è una città piccola, dove sono nato e cresciuto. Mi fa piacere tornare, i miei giocatori vivono lì. Da piccolo mi fermavo tutto il giorno fuori casa a giocare a calcio, è nato così dalla strada giocando con i miei amici. È una cosa che è nata in me, nessuno della mia famiglia giocava».

IDOLI – In chiusura Correa indica le sue figure: «Siamo cresciuti con la figura di Diego Armando Maradona, noi argentini abbiamo sempre questo. Poi, nel percorso della mia carriera, vedere Lionel Messi e altri argentini era bello. Ti rivedi un po’, vuoi imparare da questi fenomeni: ho sempre avuto un amore per i 10 argentini. Io voglio vincere qua, è stato un sogno per me e voglio vincere sia qui sia con l’Argentina tutto quello che si può. L’esultanza a Verona? C’era uno in Argentina che diceva che chi andava in Europa non aveva sangue. Ho iniziato a farlo, poi è rimasto e l’ho fatto sempre».

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