Interviste

Conte: «Superlega? Lo sport è meritocrazia, ma invito l’UEFA a riflettere!»

Conte dopo Spezia-Inter terminata 1-1, ai microfoni di “Sky Sport” ha iniziato complimentandosi con Goran Pandev, prima di analizzare il pareggio di oggi, il traguardo scudetto e il tema legato alla Superlega, togliendosi anche qualche sassolino dalla scarpa riferendosi all’UEFA.

SU PANDEV – Conte dopo Spezia-Inter 1-1, ai microfoni di Sky ha iniziato parlando con Goran Pandev, autore oggi di una doppietta: «A Goran Pandev dico: non smettere! Interessato a lui l’ultima sessione di mercato? Era un ipotesi. I miei dirigenti me lo hanno proposto».

IL TRAGUARDO – Conte parla della partita facendo riferimento all’obiettivo scudetto: «La pressione si sente, non dimentichiamo che tantissimi calciatori stanno lottando per la prima volta per vincere qualcosa. Oggi avessimo vinto penso che non avremmo rubato nulla. Abbiamo giocato una partita di grande intensità, potevamo avere più qualità sotto porta. Poco e non facevamo neanche il gol del pareggio! Mi fa piacere la prestazione, le giornate diventano di meno. Vediamo il traguardo però dobbiamo convivere con questa pressione. Dobbiamo recuperare perché abbiamo speso tante energie. Abbiamo avuto un solo giorno per preparare questa partita, siamo rientrati lunedì e molti hanno fatto defaticante per cui abbiamo lavorato solo martedì».

SUPERLEGA – Conte conclude esprimendo la sua personale opinione in merito alla Superlega: «Mia opinione sulla Superlega? Da uomo di sport dico che non bisogna mai dimenticare le tradizioni perché fanno parte della storia. Non dobbiamo dimenticare che bisogna esserci passione e infine lo sport deve essere meritocratico. Noi lavoriamo per cercare di vincere e di guadagnarti qualcosa, quindi la meritocrazia sempre al primo posto. Detto questo, penso che anche l’UEFA debba comunque riflettere. Perché organizza tornei, prende tutti i diritti e ne riserva solo una piccola parte alle squadre che ne fanno parte. Le società investono, mettono i giocatori e questi vengono anche spremuti come limoni con le Nazionali, quindi ci rimettono solo le società! La Champions League la deve giocare chi ha il diritto a livello meritocratico di giocarla, il numero di squadre poco importa».

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