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Conte: “Slavia pericoloso, voglio Inter stabile! Problema Biraghi, Lukaku…”

Antonio Conte – protagonista in conferenza stampa con Samir Handanovic (vedi articolo) alla vigilia di Inter-Slavia Praga, prima giornata del Gruppo F della UEFA Champions League 2019/20 – risponde alle domande sul debutto stagionale in Europa e sulle condizioni sia di Lukaku sia di Biraghi. Ecco il contenuto ripreso in diretta da Inter-News.it

Dopo tre vittorie consecutive in campionato, come vedi la partita di Champions contro lo Slavia Praga?
Iniziamo il nostro percorso in Champions League, dopo tre partite di campionato. Sarà importante partire con il piede giusto, affronteremo una squadra che ha fatto molto bene l’anno scorso e anche quest’anno. Ha vinto il campionato contro il Viktoria Plzen, abituato alla Champions e che in passato ha anche sorpreso contro grandi squadre europee. Il campionato ceco è competitivo. Dovremo fare grande attenzione contro una squadra fisica, tecnica e intensa. Hanno una buona mentalità, sono abituati a vincere: quando giochi per vincere, cerchi di farlo in ogni partita. Dovremo fare attenzione e avere rispetto, giocando la nostra partita. Non ci sarà tanto tempo per prepararla visto che abbiamo giocato solamente due giorni fa, però dovremo farci trovare pronti. Se ci sarà da battagliare, dovremo essere bravi a farlo.

Come sta Lukaku?
Sicuramente c’è un allenamento da fare, quindi ci sono ventiquattr’ore per fare le attente valutazioni e vedere in che condizioni fisiche è. Se Lukaku gioca è perché dà le necessarie garanzie, se no gioca un altro.

Si dice che in Europa funzioni meglio la difesa a quattro, pensi di rinunciarci?
Sul discorso dei moduli qui in Italia siete fissati, il problema non è se giochi a tre, quattro o due, ma come lo fai, che calcio proponi, intensità e pressione. Sono tutte cazzate le altre cose, quando si dice che non si vince a tre! Il calcio moderno si evolve, quindi bisogna andare al passo con i tempi, anche magari chi prima allenava e vedeva le cose in una determinata maniera. Non cambia se giochi a tre, quattro, cinque, sei o sette, è importante come attacchi e come ti prepari. Bello essere tornato in Italia, mi aspettavo questa risposta (ride, ndr). In Inghilterra non frega niente come giochi, vogliono vedere coraggio e divertirsi. Stiamo lavorando per proporre questo.

Doppio appuntamento settimanale primo vero esame per l’Inter?
Sicuramente, se devo essere onesto, più tempo hai a disposizione tra una partita e l’altra, meglio è per cercare di entrare in quello che vuoi. Allo stesso tempo, la Champions è un grandissimo stimolo per me e per i miei calciatori, club e tifosi. Dovessi pensare alla costruzione, in maniera egoistica, direi che più tempo hai per allenarti e avere una settimana di tempo ed è più facile entrare nell’idea prima.

Si dice che Conte è più un allenatore di campionato che da partita secca, come rispondi?
Non posso rispondere niente, si vive di luoghi comuni: basta che uno dica una cosa in televisione che vada bene a tutti e tutti la ripercorrono. Ho giocato tre Champions, due con la Juventus dopo aver vinto il campionato con una squadra riformata e siamo usciti prima ai quarti e poi nel gruppo, arrivando in semifinale di Europa League. Poi una volta con il Chelsea ristrutturato. Sarà la mia quarta volta in Champions, c’è molta aspettativa su di me: dicono che dove tocco vinco, ma non è mica così. Soprattutto in Champions c’è bisogno di lavorare e creare una tua creatura, io ho sempre giocato con squadre nuove. Questo è quello che dico ai sapientoni.

Avverti il rischio dopo il primo posto in classifica?
È importante per noi avere questo entusiasmo intorno, ma non dev’essere portato dal risultato, se no sarebbe effimero, non reale né vero. Dobbiamo portarlo ai tifosi per quello che stiamo facendo e costruendo. Roma non fu costruita in un solo giorno. Detto questo, stiamo lavorando in maniera dura e di questo ringrazio il club, ma soprattutto i calciatori, perché come ho sempre detto c’è grandissima disponibilità e voglia di essere coinvolti da parte loro per costruire qualcosa di importante insieme. Non mi piace che l’entusiasmo sia collegato al risultato, sarebbe effimero. Dobbiamo entusiasmarci per le basi che stiamo ponendo e mi auguro di poterle sfruttare negli anni, le fondamenta le stiamo costruendo per lasciarle negli anni anche a chi verrà, eventualmente.

Quali sono i punti deboli dello Slavia Praga?
Lo Slavia è una squadra molto molto fisica, come l’Udinese. Ha buon qualità, esterni veloci nell’uno contro uno e un giocatore “sottopunta” molto forte. Ha solidità difensiva, in campionato ha preso solo due gol segnandone diciassette. Bisogna sudarcela, come tutte le partite. Dovremo essere al 110% sapendo che non sarà una passeggiata, dovremo fare la nostra partita con il nostro credo e il nostro coraggio, supportati dai nostri 60-65 mila tifosi che ci hanno supportato a San Siro e fuori casa finora.

Che obiettivi ti poni quest’anno?
Non possiamo porci obiettivi, nemmeno in campionato, solo strada facendo possiamo capire che tipo di obiettivo possiamo porci. Oggi sarebbe insensato farlo. Non poniamoci limiti, l’ho detto ai ragazzi. Il limite crea subito degli alibi. Cerchiamo di dare il massimo e di fare quello che stiamo facendo, dando tutto durante la partita, poi vedremo cosa accadrà nel tempo e dove saremo, in base al tipo di situazioni a cui potremo ambire. Oggi è da folli ragionare così. Sappiamo che c’è da pedalare tanto.

Nella tua metafora l’Inter dev’essere dinamite e non scintilla, adesso a che punto è?
Il discorso è sulla stabilità, non di vivere in up and down ogni partita. Dobbiamo diventare stabili, solo dando continuità si può ambire a qualcosa di importante. Se fai come sulle montagne russe, vivi giornate belle in cui ti senti più forte e altre in cui ti senti scarso, invece all’esterno e ai tifosi vogliamo dare un segnale di stabilità. Solo quando una squadra è stabile diventa pericolosa agli occhi di tutti quanti.

Che pensi dello Slavia Praga?
Penso che lo Slavia nella scorsa stagione abbia dimostrato grande forza vincendo il campionato ed essendo eliminata in Europa solo dal Chelsea ai quarti. Lo Slavia è veramente una bella squadra, con mentalità e un gruppo vincente.

Come sta Biraghi, può aspirare a una maglia da titolare?
No, io ho parlato del ragazzo che appena arrivato non era in condizioni fisiche ottimali, ma adesso si sta allenando molto bene e dal punto di vista fisico ha raggiunto buoni livelli. Quello che mi “preoccupa” è dal punto di vista tattico, perché ci vuole un po’ di tempo per entrare in alcuni meccanismi e situazioni, solo allenandoti puoi riuscirci. Per noi è molto importante avere undici giocatori più quelli che entrano dalla panchina pronti, come un ingranaggio che non deve incepparsi. Voglio avere rischi zero, anche se poi ci sarà da prenderseli perché alcuni giocatori sono arrivati tardi e altri per infortunio non hanno giocato nessuna amichevole, quindi li dovremo far debuttare in partite ufficiali, ma io ho molta fiducia in loro e sono sicuro che ripagheranno questa fiducia.

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