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Conte: “Inter, una sola cosa positiva. Un punto o zero non fa differenza”

Conte ha tenuto la consueta conferenza post partita al termine di Inter-Slavia Praga. L’allenatore nerazzurro ha ribadito tutta la sua insofferenza per la prestazione nel debutto in Champions League anche ai giornalisti presenti in sala stampa al Meazza.

LA CONFERENZA DI CONTE – Queste le risposte di Antonio Conte nella conferenza stampa al termine di Inter-Slavia Praga.

Risultato un po’ pericoloso, come analizzi questa prima di Champions League?

Sicuramente dobbiamo essere delusi, perché non è stata una bella partita. È stata una brutta prestazione, penso che abbiamo fatto vedere pochissimo della nostra idea di calcio. Da questo punto di vista sono deluso, mi prendo pienamente la responsabilità perché non ho inciso come avrei dovuto incidere all’inizio, forse, e anche durante la partita. Forse anche nella preparazione a questa partita, anche se non abbiamo avuto molto tempo visto che abbiamo giocato sabato sera. Abbiamo avuto solamente ieri per prepararla però non posso essere assolutamente contento, i miei calciatori non devono essere contenti. Penso che oggi abbiamo fatto veramente vedere pochissimo di quello per cui noi ci alleniamo, lo Slavia Praga è stato più bravo in tutto: nella pressione, nell’intensità, nel gestire anche il livello di partita internazionale. Sono stati più bravi, bisogna riconoscerlo e noi dobbiamo prendere spunto da quello, proprio per capire che abbiamo tantissima strada da percorrere e tantissimi miglioramenti tecnico-tattici e di mentalità, essere anche preparati nelle difficoltà a essere più stabili e preparare nella maniera migliore. Io sono il primo responsabile di questa prestazione, che a me non è piaciuta assolutamente.

Quanto di brutto hai visto stasera può essere una carica per il derby? Come sta Candreva?

Io parto da un presupposto, che vorrei sempre vedere dei passi in avanti e non dei passi indietro. Oggi, da un punto di vista di prestazione e di gioco, abbiamo fatto dei passi indietro. Mi è stata fatta una domanda in televisione, mi hanno detto che avrei utilizzato il piano B della palla lunga: quale piano B? Non è che avevamo il piano B di buttare la palla e fare la guerra. Noi ci alleniamo per altro, quando troviamo squadre avversarie che si difendono nella loro metà campo e ci alleniamo sotto pressione. Oggi non siamo stati bravi, sono io il primo responsabile e mi devo scusare per questo. Candreva ha avuto un colpo, adesso non so come sta.

La difficoltà nel palleggio da dietro era dovuta alla pressione dell’avversario o alla mancanza di qualche movimento?

Come detto prima noi ci alleniamo in entrambe le situazioni, sia quando per esempio con l’Udinese trovi una squadra schiacciata nella propria metà campo, e quindi porti i centrali a costruire come è successo anche col gol con Godin a venti metri dalla porta, ma anche su situazioni dove ti vengono a pressare. Ci sono situazioni dove noi sappiamo dove uscire, l’abbiamo fatto poco meglio nel secondo tempo però ripeto che non dobbiamo assolutamente essere soddisfatti. Dobbiamo sapere che possiamo fare molto di più, sono step di crescita e lo dico anche dopo le vittorie. Capisco che si voglia tutto subito, però bisogna anche capire da che cosa si arriva: ecco, bisogna essere sereni. Sono contento perché i nostri tifosi ci hanno incitati fino alla fine, per il pareggio sono contento per i tifosi però oggi un punto o zero è la stessa cosa. È così, il feeling mio dev’essere quello dei giocatori. Non può esserci un giocatore che va a casa contento, dobbiamo essere incazzati neri e pensare a come evitare questo tipo di prestazione.

La presenza di Zhang Jindong le dà qualche prospettiva?

Innanzitutto siamo contenti quando la proprietà ci è vicina e ci mostra vicinanza. In questo senso siamo contenti del fatto che il presidente viene spesso al campo, trascorre del tempo con noi. Questo è importante, la proprietà è giusto che ci faccia sentire e che il calciatore avverta la vicinanza della società. Ho detto sempre che non dobbiamo porci dei limiti perché i limiti sono alibi. Anche quando abbiamo vinto ho detto che c’è da pedalare tanto, dobbiamo crescere sotto tanti punti di vista. Lì il compito è mio, ecco perché oggi sono molto deluso dalla prestazione, il principale responsabile sono io perché non ho inciso come dovevo incidere su tutto.

Perché le tante palle lunghe?

Sicuramente la prestazione non è stata positiva, ho già parlato prima del fatto che noi oggi abbiamo mostrato pochissimo della nostra idea di calcio. Sicuramente possiamo migliorare e dobbiamo migliorare, però ripeto che sono sempre io il primo responsabile. Mi devo prendere la responsabilità di tutto, anche perché questo è un gruppo che è giusto dargli la possibilità di crescere sotto tutti i punti di vista. Quando parlo di trascorsi non è pensabile che uno arrivi con la bacchetta e cambi tutto dall’oggi al domani. C’è bisogno di lavorare e avere pazienza, l’unica cosa che mi preme è che i ragazzi escano con la maglia giocata. Anche oggi, nelle difficoltà, hanno dato il 110% e non volevano perdere. Il carattere forse è l’unica cosa che possiamo salvare.

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