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Conte: «Inter la mia scelta più difficile, ma mi piace! Formazione? I migliori»

Conte ha appena concluso la conferenza stampa di vigilia di Inter-Cagliari (vedi articolo). L’allenatore torna su quando ha deciso di accettare la panchina nerazzurra e sulle scelte di formazione per domani.

CONFERENZA CONTE – Questa la conferenza stampa di Antonio Conte alla vigilia di Inter-Cagliari.

Il Cagliari domani si gioca una chance importante di salvezza, che partita si aspetta?

Vedendo la rosa del Cagliari sorprende vederli in questa posizione di classifica. Chiaramente ci aspettiamo una gara difficile sulla carta, anche perché il Cagliari vorrà giocarsi le sue carte e le chances di ottenere la salvezza. Sicuramente erano partiti con altri obiettivi quest’anno, adesso sono in una situazione di classifica un po’ pericolosa. Sorprende, perché la rosa del Cagliari è buona e competitiva.

Contro il Sassuolo, a proposito del possesso palla, ha detto che dipende da partita a partita e sapeva che per fare male doveva lasciarlo a loro. Il Cagliari è terzultimo in classifica come possesso palla: che Inter vedremo?

Vedrete domani che tipo di gara abbiamo preparato (ride, ndr), quello che abbiamo studiato e quello che cercheremo di fare.

Questa è la terza partita in una settimana, può essere l’occasione per far rifiatare qualcuno e dare l’opportunità a chi merita di giocare? Può essere la partita di Sanchez?

Penso che non sia un discorso di riposare o meno. Siamo in una fase importante del campionato, per noi è la terza partita nel giro di una settimana e quindi cercherò di fare le scelte migliori, per cercare di mettere una squadra competitiva che cerchi i tre punti. Sono state due gare combattute quelle contro Bologna e Sassuolo, però dico anche che siamo allenati e la squadra sta bene. Cercheremo di fare una buona partita e di ottenere i tre punti cercando di fare le migliori scelte possibili.

Domani ci sarà l’incrocio con Nainggolan. A Conte dispiace di non aver fatto con lui lo stesso lavoro su Perisic ed Eriksen?

No, assolutamente. Come sempre detto lo ringrazio per il periodo che è stato con noi e che ho avuto l’opportunità e il piacere di allenarlo. Poi sono state fatte altre scelte, ma è il passato. Ci fa piacere ritrovare Radja, dobbiamo stare attenti perché l’anno scorso ci fece gol e pareggiammo 1-1. Secondo me bisognerà fare molta attenzione, perché spesso chi gioca contro le ex squadre ci mette qualcosa in più.

È stupito dalle polemiche dopo la frase sull’estetica? Sacchi sostiene che il tipo di calcio di Conte in Europa potrebbe pagare dazio e servirebbe qualcosa in più.

Io quello che penso è guardare al presente, come faccio sempre, e cercare di fare qualcosa di straordinario ed eccezionale in Italia, visto che per nove anni si è vista una sola indiscussa protagonista. Io penso che dobbiamo concentrarci su questo, anche chi parla dell’Inter dovrebbe concentrarsi su questo e non vedere oltre il proprio naso. Non ha senso fare discorsi futuristici: come dico sempre dobbiamo pensare al presente e all’opportunità di poter fare un qualcosa di straordinario, vedendo l’ultimo decennio in Italia. Io penso che si dovrebbe dare enfasi e valore a quello che stanno facendo i ragazzi, non pensare se l’anno prossimo dobbiamo vincere la Champions League.

Ha vinto al primo anno con la Juventus e il Chelsea. Adesso è sul punto di vincere lo scudetto con l’Inter, interrompendo un digiuno che dura da un decennio e spezzando un predominio della Juventus che dura da quasi un decennio. Che peso darebbe a quest’impresa?

Innanzitutto ribadisco un concetto: non abbiamo fatto niente. Abbiamo ridato credibilità all’Inter, che adesso è vista come antagonista sia che giochi in Europa, visto che l’anno scorso siamo arrivati in finale di Europa League e qualcuno dimentica che negli ultimi anni è il miglior risultato che le italiane hanno raccolto in Europa. La credibilità in due anni l’abbiamo riconquistata, adesso c’è da fare l’ultimo step che è il più importante. Adesso non posso parlare: parlerò dopo, sperando che questo step avvenga. Sappiamo le insidie che possono esserci dietro l’angolo, solo in futuro potrò parlare di quanto fatto. Adesso dobbiamo essere convinti, proclami non ne facciamo. Non perché non voglio, ma perché non abbiamo vinto niente a livello di trofei. Abbiamo riacquistato grande credibilità, questa è una gran cosa.

Ora l’Inter avrà una serie di partite contro avversari motivatissimi, a partire dal Cagliari. In cosa, secondo Conte, bisogna fare maggiore attenzione?

A non lasciare spazio agli avversari, che qualche scivolone possa dare linfa a chi insegue. A me è capitato di inseguire e tante volte di essere inseguito, la cosa più bella e importante che possa fare è vincere. Se tu vinci alla fine chi è dietro molla.

Qual è stata la cosa più difficile che Conte ha trovato nell’ambiente Inter in questi due anni? E quella che ha dato più soddisfazione?

Penso di averlo già detto: venire all’Inter è stata la scelta più difficile che io potessi fare, sotto tutti i punti di vista. Però non sono una persona che sceglie situazioni di comfort, che vive di rendita. Sono uno a cui piace mettersi sempre in discussione, l’Inter penso sia stata il non plus ultra del mettersi in gioco. Anche perché, in tutto questo, avevo e continuo ad avere tantissimo da perdere. Però la soddisfazione è che, nonostante questo, io ho la testa dura e vado avanti pronto a battere i muri con la testa.

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