Interviste

Conte: «Giocare dopo tutti non facile. Scudetto? Bisogna arrivare primi!»

Conte è intervenuto ai microfoni di “Sky Sport” al termine di Bologna-Inter, sfida valida per la ventinovesima giornata di Serie A vinta dai nerazzurri per 0-1. Di seguito le sue dichiarazioni

CAUTO OTTIMISMOAntonio Conte parla così ai microfoni di “Sky Sport” al termine di Bologna-Inter: «Con Oriali ci lega un rapporto veramente molto forte, quando ero Commissario Tecnico abbiamo iniziato a lavorare insieme e abbiamo condiviso tanto. Man mano che ci si avvicina alla fine ogni vittoria diventa pesante, per noi oggi vincere su un campo come quello di Bologna contro una squadra che ti fa giocare non tranquillo, non sereno, è stato sicuramente un grande paso in avanti. E’ sicuramente merito nostro, il Bologna è un’ottima squadra con un bravo allenatore. Oggi è stata una giornata lunghissima per noi, inizi a guardare tutte le partite. Ho guardato il Milan, poi il Sassuolo, quella della Juventus no però giocare dopo tutti sicuramente non era semplice, però complimenti ai ragazzi perché dopo le Nazionali è sempre molto difficile. Sono stati bravi a metterci la giusta attenzione e lo spirito giusto. Ho detto ai ragazzi che questa è una vittoria che deve essere sugellata da recupero di mercoledì. Non può essere l’abbraccio scudetto perché si deve conquistare sul campo, bisogna arrivare primi e deve esserci una matematica ad assegnarti lo scudetto. Per noi ci sono dieci partite da giocare, la strada è lunga e ci sono 30 punti da assegnare e sappiamo benissimo che il campionato italiano è difficile e ogni partita bisogna cercare di ottenere la vittoria. Man mano che diminuiscono le partite è inevitabile iniziare a vedere qualcosa, magari altri vedono la stessa cosa che vediamo noi a distanza diversa. Quindi sta a noi continuare questo percorso e a meritare il primo posto, penso sia meritato ma non abbiamo fatto ancora niente. Io sono stato chiamato all’Inter per cambiare la storia degli ultimi anni, quindi l’obiettivo era in tre anni riuscire a vincerlo o comunque costruire qualcosa di credibile. Inevitabile che alcune cose sono cambiate però dico anche che siamo stati bravi o dobbiamo rimanere concentrati sul lavoro. Noi dobbiamo incidere sul presente tramite il lavoro, poi quello che succede fuori all’esterno ci interessa perché è giusto così ma non possiamo influire su niente. Prendiamo l’esempio di Ranocchia che non ha giocato tantissimo ma si è sempre fatto trovare pronto. Merito suo e dello staff che fa lavorare tutti perché noi alla fine alleniamo i calciatori come se tutti dovessero giocare, per cui sanno benissimo cosa fare. Sono supportati da una buona condizione fisica. De Vrij si è allenato solo due giorni con noi, se non avessi avuto fiducia in Andrea avrei fatto giocare Stefan. Loro sanno che io ho grande fiducia in loro. La dimostrazione è anche Young che è tornato. Io penso che si sia creato qualcosa di veramente bello tra me, lo staff e i calciatori. Loro sanno che sono una persona coerente, che non guardo il più piccolo, il più grande o il nome. Sanno che c’è sempre una scelta fatta per dare il meglio all’Inter. Loro sanno che diamo tutto per l’Inter e noi sappiamo che danno il massimo: si è creata questa simbiosi. Sarebbe bello in un’annata non facile coronare qualcosa di importante, regalando anche una soddisfazione ai tifosi».

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