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Iachini: “Inter da scudetto, a Milano per fare la nostra partita”

Beppe Iachini, allenatore della Fiorentina, ha parlato oggi in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani contro l’Inter

CHE PARTITA CONTRO L’INTER – Iachini parla di che partita si aspetta contro l’Inter: «Avrei preferito affrontarla più avanti, abbiamo qualche ragazzo che è qua da pochi giorni con cui dobbiamo lavorare a livello di condizione. Affrontiamo una grande squadra, la prima antagonista alla Juventus, inizia il secondo anno con un ottimo allenatore come Antonio. E’ una squadra rinforzata, che ha smesso di giocare da poco, ha fatto la finale di Europa League, è arrivata seconda, questo la dice lunga sulla qualità la forza e le conoscenze che ha. Ci vorrà una grande prestazione per personalità e atteggiamento. Se pensiamo di andare lì a fare una partita difensiva non ne veniamo fuori, se giochiamo con le nostre armi e qualità magari speriamo di poter creare qualche problemino. E’ quello che dobbiamo fare, davanti abbiamo una squadra che ha l’attacco più forte della Serie A, forte e qualitativo. E’ una squadra forte e organizzata in tutti i reparti, ci vorrà una grande prestazione giocando senza timori reverenziali facendo le nostre cose che abbiamo preparato».

IL RUOLO DI AMRABAT – Iachini parla del ruolo di Amrabat: «Amrabat è un giocatore da davanti alla difesa. Noi non giochiamo sempre a tre, andiamo a giocare in corso col trequartista dentro le linee, ci trasformiamo in un centrocampo a due e farà quello che ha sempre fatto. A me piace alzare il secondo centrocampista quindi a volte sarà da solo. Non giocare sempre a due fisso perché mi toglie un giocatore per attaccare l’area. Se avessi tenuto dietro Castrovilli a Torino non avremmo segnato. A me piace che i centrocampisti ne resti uno al massimo e gli altri vadano avanti in maniera propositiva. Che lui giochi a uno o a due lui è quello che ha le caratteristiche per restare e gli altri devono andare a occupare l’area di rigore con inserimenti da dietro. Questa è la mia visione. Lui poi può interpretare altri ruoli, può essere quello che fa girare la squadra».

LA CRESCITA DI KOUAME – Iachini parla della crescita di Kouamé: «Kouamé ha struttura, fisicità, per diventare un centravanti. Ha centimetri, stacco di testa, sta migliorando nel legare il gioco nel momento in cui vai sottopunta. E’ un ragazzo che sta crescendo molto e ci può dare la visione di diventare una prima punta. Fa parte del suo percorso di crescita, domenica gli è mancato solo il gol, ma arriveranno».

LA LOTTA SUGLI ESTERNI Iachini parla degli esterni dell’Inter: «Se col Torino abbiamo avuto risultati importanti è perché c’è stata una prestazione importante. Se il Torino è calato molto è perché abbiamo fatto correre molto i loro centrocampisti con continui cambi di fronte. Questo ha fatto sì che si stancassero poi siamo andati a schiacciarlo. Nella strategia questo era lo sviluppo della partita, la squadra lo ha fatto bene, a volte dovevamo insistere, ma poi abbiamo sfondato. A Milano troviamo una squadra che sugli esterni ha giocatori molto forti come Perisic, Young, Hakimi, D’Ambrosio, sicuramente sono giocatori abituati a dare ampiezza e profondità. Ci siamo preparati, ma non andiamo lì a subire. L’idea è fare le cose che abbiamo preparato come ho chiesto ai ragazzi poi conta anche la forza dell’altra squadra che potrebbe impegnarci. Questo dovremo essere bravi noi ad alzarci e fare determinate cose in fase di possesso per attaccare noi e creare qualche problemino alla loro difesa come vogliamo fare sia in casa che fuori casa. Anche dopo il lockdown noi non siamo stati mai rinunciatari, abbiamo avuto sempre la nostra idea di andare a giocare e vincere in tutti i campi. Quello che succede alla fine sta anche nelle forze in campo e nelle nostre capacità di portare in campo quello che facciamo, non cambiare mai pelle in casa o in fuori casa, questo è lo step di crescita che dobbiamo fare. Deve essere nel nostro DNA e cercheremo di farlo anche a Milano sapendo che anche lì ci sono forze importanti che sanno fare bene fase offensiva e difensiva».

PEZZELLA E PULGAR – Iachini parla delle condizioni di Pezzella e Pulgar: «In settimana avevo letto qualche situazione particolare per Pezzella rimasto fuori per mercato dico no, German è il nostro capitano, ha saltato l’ultima per un problema in amichevole per questo motivo. Questa settimana abbiamo provato a reinserirlo con lo staff, avremo un altro allenamento e verificheremo, poi si deciderà se sarà il caso di utilizzarlo altrimenti dovremo aspettare ancora. Su Pulgar, dopo il problema che ha avuto, sta cercando di recuperare la sua miglior condizione».

I CINQUE CAMBI – Iachini parla dei cinque cambi a partita: «Noi abbiamo dovuto accettare la situazione e adattarci. Nel mio modo di pensare e penso anche dei miei colleghi devi preparare più partite perché i cambi diventano fondamentali. Tutti sono titolari, undici possono iniziare, ma negli altri c’è fiducia e tutti devono saper entrare e incidere nella partita. Dipenderà poi dalla tattica che occorrerà nel momento preciso. I ragazzi sanno come la penso, nel finale del campionato scorso c’è stata grande disponibilità e deve continuare a esserci. Coi 5 cambi tutti devono sentirsi partecipi».

LA FORZA DEL CENTROCAMPO – Iachini parla del centrocampo della Fiorentina al quale si è aggiunto l’ex Inter Borja Valero: «Il centrocampo è sempre la forza di una squadra sia per quello che si può fare o provare in campo, in fase di possesso e non possesso. Ho voluto aumentare il tasso di palleggio prendendo due ragazzi che erano svincolati come Bonaventura e Borja Valero che hanno un tasso di qualità in mezzo al campo per un palleggio più pulito e sbagliare meno. Provavamo a giocare sbagliando il passaggio in uscita dando l’impressione di essere bassi, se sbagli non puoi alzare la squadra. Si è cercato di inserire qualche giocatore di palleggio per far sì che questo sviluppo potesse essere migliore. Aver inserito giocatori di esperienza e di qualità penso possa far crescere qualche altro ragazzo più giovane».

CHIESA VIA DALLA FIORENTINA? – Iachini nega ogni ipotesi di cessione per Federico Chiesa: «Oggi l’ho dovuto fermare in allenamento perché correva troppo. Per far capire che lavora bene, si impegna, è qui con noi. Non abbiamo sentore di altre cose, il ragazzo si comporta in maniera esemplare, è legato alla maglia della Fiorentina. Quello che può accadere nel mercato con lui può accadere con altri, ad oggi posso confermare questo».

INTER DA SCUDETTO – Iachini pensa che l’Inter sia da scudetto: «Lo scorso anno all’Inter è mancato qualche punticino. Se andiamo a vedere dopo il lockdown ha perso punti in maniera particolare altrimenti avrebbe già potuto insidiare lo scudetto alla Juventus. Non è che non lo meritasse, la squadra giocava, aveva qualità. Ora è stato inserito qualcun’altro, al lavoro dell’allenatore è stato aggiunto qualche mese, per me è sicuramente la squadra che per quello che ha saputo fare sul campo può contendere lo scudetto alla Juventus».

TUTTI TITOLARI – Iachini non ha gerarchie fisse nel suo attacco: «Io valuterò di volta in volta a seconda della partita, della situazione e della condizione individuale per poter far sì che possano essere decisivi chi dall’inizio chi in corso. Come dicevo prima, coi 5 cambi non è che chi sta fuori è meno importante di chi la inizia, anzi. Non vedo un titolare più dell’altro, dipenderà dal momento storico. Vlahovic è un titolare come lo è Cutrone o come lo è Kouamè. Restano tutti qua, nessun prestito. Tutti gli attaccanti hanno bisogno di giocare. Abbiamo tre attaccanti molto giovani che hanno un percorso da portare avanti e a seconda del momento sono tutti e tre titolari».

IL MERCATO – Iachini parla del mercato della Fiorentina: «Al 95% siamo a posto. Quel 5% sono convinto che ci stanno lavorando i direttori e il presidente. Se ci saranno opportunità di mercato qualcosina la faremo. Il mercato è strano, vedremo. Lo ha già detto il presidente, non dico nulla di nuovo. Sicuramente cercheranno di colmare ancora qualcosina per inserire qualche altro elemento».

GIOCARE COL TREQUARTISTA – Iachini parla di come si può giocare col trequartista: «Dipende da chi la interpreta e dalla condizione fisica dei singoli. In quel ruolo lì abbiamo Bonaventura, Borja Valero o Castrovilli che possono fare i trequartisti. Dipenderà dalla condizione dei singoli, ci vuole una gamba importante. In questo momento Ribery è più punta che trequartista, andrà valutato nel tempo. Noi già abbiamo preso quelli che devono interpretare quel ruolo».

ERIKSEN O SENSI? – Iachini parla di come cambia l’atteggiamento se nell’Inter dovessero giocare Sensi o Eriksen sulla trequarti: «Non cambia tanto, hanno tutti e due palleggio, sono giocatori tecnici e di imbucata, che sanno determinare a ridosso dell’area. Dovremo fare attenzione in entrambi i casi, sanno fare questo ruolo tra le linee dove diventa fondamentali essere corti e compatti, bravi nelle transizioni e andare a giocare noi e creare presupposti per farli preoccupare. Ci siamo preparati, ma non si discute la qualità dei due giocatori. Tra Sensi ed Eriksen caschiamo in piedi, Brozovic sarebbe un altro discorso».

LE CESSIONI – Iachini parla di eventuali cessioni: «Io non ho letture diverse se non quella del presidente di mantenere qui questi ragazzi».

GIOCARE A PORTE CHIUSE – Iachini parla delle porte chiuse: «Il covid ci ha portato a vivere situazioni diverse. Prima si andava in stadi pieni e caldi, sul piano della personalità facciamo un discorso individuale. Noi dobbiamo essere bravi a giocare, il calcio è fatto per essere giocato con il pubblico e mi auguro si possa tornare. L’abitudine peggiore a giocare senza, ti dà l’impressione di essere in un allenamento, con un ambiente che nel corso della partita puoi avere la pausa e mollare la testa. E’ quello per cui insisto sempre con i ragazzi, la differenza la fanno la grande attenzione di non farsi trasportare da queste situazioni atipiche. Bisogna essere più forti di testa per tutti i 95 minuti, in Serie A basta mollare un metro e prendi gol».

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