Ex di Inter-Brescia, Mario Balotelli e la cronaca di un fallimento annunciato

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1 Luglio 2020, 14:59
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Inter-Brescia è match chiave per il prosieguo del rush finale nerazzurro. Dopo la magra figura col Sassuolo, e il sorriso a mezza bocca del Tardini, la squadra di Antonio Conte vuole provare a convincere anche sul piano del gioco. Poteva essere la partita del ritorno di Mario Balotelli a San Siro. Ma ‘Supermario’ è praticamente fuori dal progetto di Cellino. E in fin dei conti qualcuno potrebbe azzare un “vi avevo avvisato

INTER-BRESCIA A MAGLIE INVERTITE

CONVINCERE – L’Inter torna in campo per la terza volta in una settimana e dovremo farci l’abitudine. Metabolizzare sconfitte ed errori non è mai stato così rapido. Ad Antonio Conte una situazione del genere non può che far bene, se non fosse per le solite problematiche che affliggono da mesi la stagione nerazzurra: infermeria riempita a turno e defezioni svariate (Milan Skriniar è l’ultimo in ordine di tempo). Stasera c’è Inter-Brescia, apparentemente la gara più semplice del filotto post-lockdown. Ma tutti ricordano come andò la partita d’andata, in cui servì una magia di Romelu Lukaku per stappare un match complicatissimo. Questa sera, a San Siro, la cornice sarà totalmente diversa ma le abitudini dell’Inter, che fatica a regalare motivi per sorridere, restano le stesse. Inutile girarci intorno: all’Inter serve vincere, smaltendo la sbornia Achraf Hakimi e le cotte adolescenziali per Sandro Tonali. A tutto questo si penserà in un secondo momento, anche perché in un periodo simile, in cui fioccano le partite, diventa difficile distillare le attenzioni. Antonio Conte sta lavorando proprio su questo, oltre che sulla parte mezza piena del suo bicchiere. Per chi se lo stesse ancora chiedendo, Mario Balotelli non sarà della partita. All’andata andò vicinissimo al gol ma stasera non avrà la possibilità di ripetersi: la sua avventura alla corte di Massimo Cellino è praticamente al capolinea.

EX INTER NEL BRESCIA (2)

BALOTELLI – Accanto al nome di Mario è posta una targhetta: “Maneggiare con cura“, più o meno da quando ha cominciato a prendersi la ribalta in maglia Inter. Gli inizi fulminanti, la doppietta alla Juventus in Coppa Italia e tantissime speranze per il futuro. Poi, a poco a poco, l’olio appiccicoso della retorica ha finito per trascinarlo giù per il pozzo. Già, perché Mario Balotelli è un tipo perfetto per ricamarci su, in negativo o in positivo, decidete voi il modo. Prima era l’eroe di una Nazione intera, poi è diventato un semi-reietto. E anche stavolta questa bipolare retorica l’ha scorticato e disarcionato: la retorica del ritorno a casa, nella “sua” Brescia, la retorica della salvezza “da conquistare a suon di gol” e del ritorno in Nazionale per acclamazione. Ecco, Balotelli non è stato niente di tutto questo. Se cercate un riassunto delle ultime peripezie col presidente Cellino (altro tipetto con cui è meglio non scherzare), vi basta cliccare QUI. Ma credo sia sufficiente sapere che il Brescia ha praticamente tagliato fuori Balotelli dando quasi per scontata la retrocessione. Il messaggio alla squadra rischia di essere un boomerang, ma pur di abbandondare Mario (in pasto alla stessa retorica che ad inizio stagione ne cullava le speranze) il prezzo da pagare diventa irrisorio. Balotelli non prenderà parte a Inter-Brescia, in programma stasera ore 19.30 a San Siro. Il suo futuro è avvolto in una nube di soffocante incertezza e qualcuno, dalle retrovie, sicuramente starà sussurando un cadenzato “ve l’avevo detto“. Già, però a Mario Balotelli nessuno aveva detto nulla. O meglio, tutti hanno sempre detto troppo, nessuno ha cercato di decostruirlo quando la pila di aspettative (soprattutto in occasione dell’Europeo del 2012) si era fatta insostenibile. I demeriti di Balotelli sono quelli di un ragazzo a cui si è deciso di cucire addosso un ruolo più grande di lui. Nel pantano della retorica moralista e appiccicosa, che ne ha accompagnato ogni singolo passo fino alla maturità calcistica, diventa difficile distinguere le sue responsabilità dall’ombra lunga delle speranze disattese. La figura di Balotelli andava decostruita come un tela di Penelope. Chi ha avuto modo di disfare in notturna il disegno del “simbolo della rinascita del calcio italiano“, ora può sussurrare in silenzio quel “ve l’avevo detto“. A tutti gli altri non restano che le ceneri di un buon calciatore, divorato da sé stesso e dalla melma che continua a circondarlo.

Presenze con l’Inter: 86; Reti: 28;

ALFONSOEnrico Alfonso è il secondo portiere del Brescia, attualmente indisponibile, e ha fatto parte della rosa dell’Inter dal luglio 2007 al gennaio 2008. In quei pochi mesi ha anche esordito in maglia nerazzurra, nel match degli ottavi di finale di Coppa Italia contro la Reggina (17 gennaio 2008) vinto per 3-0 dai ragazzi di Roberto Mancini. I nerazzurri lo avevano acquistato per circa 1 milione di euro nell’estate del 2007 dal Chievo Verona e, dopo un lungo peregrinare in prestito, il contratto coi nerazzurri viene lasciato scadere e Alfonso si accasa alla Cremonese nell’estate del 2012.

Presenze con l’Inter: 1; Reti subite: 0;




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