Torino-Inter: Mancini azzarda e vince! Rivincita Kondogbia

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8 novembre 2015, 16:37
Kondogbia Mancini

L’Inter mantiene la vetta della classifica grazie al settimo 1-0 stagionale: Torino KO grazie al gol di Kondogbia, che è stato tra i protagonisti del match. Buone notizie per Mancini, che ha azzardato mettendo in campo un 3-5-2 con poca qualità e tanta quantità

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Torino: Handanovic; Murillo, Miranda, Juan Jesus; D’Ambrosio, Melo, Medel, Kondogbia, Nagatomo; Icardi, Palacio.

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IL MODULO – Inattesa decisione di Mancini, che spiazza tutti: l’Inter scende in campo con il 3-5-2. Difesa granitica, centrocampo di quantità, attacco argentino versione passata stagione e sulle fasce lo stesso duo che ha ben impressionato contro la Roma, ma questa volta più avanzati.

PRIMO TEMPO – La prima frazione di gioco si apre come ci si aspettava dopo aver letto le formazioni iniziali: partita maschia fin da subito. Il Torino è aggressivo, ma l’Inter fa un buon giro palla grazie a Palacio che si abbassa fino a metà campo e agli esterni che si sovrappongono in avanti. L’Inter pressa alto e si inserisce negli ultimi metri con più uomini. In mezzo al campo è Melo quello più avanzato, mentre Medel cura la fase d’interdizione e Kondogbia prova a mettere ordine. I nerazzurri soffrono in particolar modo le sgroppate offensive di Bruno Peres sulla corsia destra, dove Nagatomo e Juan Jesus fanno fatica. E’ l’Inter a trovare il vantaggio e il gol arriva su schema da calcio da fermo: punizione di Nagatomo dalla sinistra, prolungamento di Palacio con la testa e tap-in al volo di Kondogbia in area di rigore. Adesso l’Inter gestisce il vantaggio, continuando a giocare con la difesa altissima, praticamente a metà campo: non a caso gli attaccanti granata sono spesso in fuorigioco. Il primo tempo termina 0-1 con un’Inter cinica e tutto sommato positiva.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con la squadra di Ventura, che inizia con aggressività e maggior intensità rispetto alla prima frazione. Nei primi minuti l’Inter è costretta sulla difensiva: Handanovic fa una doppia parata nell’area piccola e grazie alla collaborazione di D’Ambrosio viene negato il pareggio al Torino. L’Inter è sempre molto attenta in difesa, mentre in attacco mancano i rifornimenti. Mancini nota il problema e prepara il primo cambio per Mancini: fuori Icardi, dentro Perisic. L’Inter si dispone con il medesimo modulo, ma adesso è Palacio il terminale offensivo, supportato da Perisic a tutto campo. La squadra di Mancini ora gioca senza un centravanti boa che tenga palla e la manovra ne risente perché entra in gioco la stanchezza. Anche per questo, Mancini effettua il secondo cambio: fuori Palacio, dentro Ljajic. Adesso è il Torino a fare la partita, l’Inter soffre e si affida a un Handanovic in versione paratutto. Nel finale, infortunio in casa Inter: esce Murillo, entra Ranocchia. Non cambia nulla dietro a livello tattico: si perde esplosività, si guadagna in centimetri nelle mischie finali. La partita termina dopo 7′ di recupero: settimo risultato minimo per l’Inter, che è prima solitaria grazie allo 0-1 odierno.

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IL PROTAGONISTA – Ennesimo 1-0 stagionale, o 0-1 che dir si voglia. Ennesima “Inter brutta”, ma concreta. Ennesima “Inter forte in difesa, ma scarsa in attacco”. Ma alla fine, arrivano gli ennesimi tre punti. La palma di protagonista potrebbe andare sicuramente a Mancini, che ha azzardato ancora una volta e ha avuto ragione, ma mai come oggi il premio va dato all’autore del gol vittoria: Geoffrey Kondogbia. E sia chiaro, la rete c’entra poco. Il francese si mostra in palla fin dal primo minuto e mette in mostra buona parte del suo bagaglio tecnico: le lunghe leve fanno la differenza, il controllo di palla e la successiva gestione idem. Kondogbia è tranquillo e gioca bene, provando anche a fare qualche giocata particolare, oltre a portar palla con l’innata eleganza. Il numero 7 interdisce, mette ordine in mezzo e si inserisce: potrebbe addirittura trovare la doppietta, ma si limita a concretizzare “solo” la prima vera occasione avuta. E segna una gran bel gol, nel complesso. Bene così Geoffrey, adesso serve continuità!

IL COMMENTO – Altro giro, altra corsa. Contro la Roma ha azzardato in un modo, contro il Torino ha azzardato nel modo opposto: in entrambi casi l’Inter ha vinto, dunque Mancini ha avuto ragione. La formazione iniziale ha sicuramente destato qualche perplessità tra i tifosi, ma un fondo di logica c’era: Mancini ha deciso di affrontare il Torino giocandosela… come il Torino. Modulo allo specchio, tanto pressing, tantissima quantità, molta meno qualità. A preoccupare non era tanto l’undici andato in campo, quanto quello rimasto in panchina: insieme al tecnico jesino sono rimasti a sedere i giocatori più tecnici e nel finale solo in due (Perisic e Ljajic) sono scesi in campo. Per il resto, la partita nella sua prima ora di gioco non è stato affatto noiosa: si sono viste buone cose, non eccelse, ma l’ambiente non era dei più facili. Nel finale a far la differenza è stata la difesa nerazzurra, non a caso la migliore del torneo finora. Anche questa è una buona notizia per Mancini. La sua Inter è prima, segna sempre, non subisce mai ed è indifferente se giocano i titolari, le riserve o giocatori pescati dall’infermeria della Pinetina. 27 punti in 12 giornate bastano per dire che, al momento, Mancini ha vinto su tutta la linea: e la sua Inter muscolare (e per tanti brutta in maniera eccessiva) anche.

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