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Sassuolo-Inter (1-2): Inzaghi cambia per paura e la squadra ne risente, poi reagisce

Sassuolo-Inter si chiude con una vittoria nerazzurra. Sofferta ma meritata grazie alla doppietta di Dzeko. Inzaghi è costretto a effettuare delle rotazioni in formazione per via degli infortuni ma allo stesso tempo ci mette del suo. E lo fa soprattutto con i cambi, immediati post-ammonizioni. Qualcosa va, altro meno. Di seguito l’analisi tattica di Sassuolo-Inter in Serie A

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare il Sassuolo in Serie A: 24 Onana; 33 D’Ambrosio ©, 15 Acerbi, 95 A. Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 14 Asllani, 20 Calhanoglu, 32 F. Dimarco; 9 Dzeko, 10 Lautaro Martinez.

In-Game Analysis: sviluppo e lettura di Sassuolo-Inter

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, a inizio recupero, al 45+1′ Dzeko “liscia” alla meno peggio una sponda area di Dumfries beffando Consigli sugli sviluppi di un calcio d’angolo (0-1). Nel secondo tempo, al 60′ Frattesi si inserice in area tra Bastoni e Dimarco, bucando Onana sul cross di Rogerio da sinistra (1-1). Infine, al 75′ Mkhitaryan dalla sinistra è preciso nel pescare in area Dzeko, che di testa a botta praticamente sicura non può proprio sbagliare il raddoppio (1-2).

SOSTITUZIONI – Al 46′, quindi nell’intervello e sul risultato di 0-1, arriva il primo cambio di Inzaghi: fuori Asllani, dentro Mkhitaryan. L’armeno agisce da mezzala sinistra a centrocampo con Calhanoglu che scala in cabina di regia. Al 58′ il secondo cambio nerazzurro: fuori D’Ambrosio, dentro Skriniar. Staffetta nel ruolo di terzo destro in difesa. Al 68′, sull’1-1, ecco il terzo cambio dell’Inter: fuori Dimarco, dentro Darmian. Altra staffetta sulla linea mediana, stavolta sulla fascia sinistra nel ruolo di quinto. Infine, all’84′ e sull’1-2, ecco il quarto e ultimo cambio interista: fuori Barella, dentro Gagliardini. Ultima staffetta in mezzo al campo nel ruolo di mezzala destra per difendere il risultato più che cercare il tris e niente quinto cambio.

Player Analysis: focus sul singolo nerazzurro

TOP – Il tabellino parla da sé: Dzeko (vedi pagelle di Sassuolo-Inter). La doppietta del centravanti bosniaco è il riassunto della partita: non brillante ma concreta. E vincente. Dzeko sbaglia tanto come altri compagni, però è decisivo per i tre punti. All’Inter non si chiedeva altro che la vittoria scaccia-crisi prima della trasferta di Barcellona. E senza reali alternative in attacco, Inzaghi non può che affidarsi al suo bomber più esperto per sbloccare la situazione. E ha ragione. Decisivo.

Post-Game Analysis: considerazioni finali su Sassuolo-Inter

COMMENTO – Bene ma non benissimo l’Inter di Inzaghi a Reggio Emilia. La prestazione collettiva è limitata dall’assenza di singoli troppo importanti. Alcuni fisicamente per infortunio (Brozovic e Lukaku), altri solo mentalmente perché non al meglio sul rettangolo verde. Non si vede il miglior Barella né il miglior Lautaro Martinez. Può succedere. Forse per alcuni sta succedendo troppo spesso ma Inzaghi non ha davvero alternative credibili né numeriche in rosa. Gioca Acerbi e fa bene. Gioca Asllani ma fa male. Esperienza batte gioventù? Non è così ma può sembrarlo. Resta il fatto che l’Inter inizia bene, si perde in mezzo e finisce alla meno peggio. Poco possesso palla, palla agli avversari. Pochi spunti ma anche pochi rischi. Baricentro più basso. La squadra di Inzaghi pensa prima a difendere e poi ad attaccare. Non è la solita Inter, qualcosa sta cambiando ma non tutto in meglio. Da rivedere più di una marcatura (Bastoni?). La costruzione dal basso dai piedi di Onana può essere un valore aggiunto ma se manca l’asse centrale Brozovic-Lukaku è più difficile trovare sbocchi. E di certo non si può andare avanti a lanci lunghi. L’Inter di Inzaghi è costretta a puntare nuovamente sulle ripartenze ma potrà farlo in maniera produttiva solo quando e se in campo scenderà la formazione-tipo. E al momento questa è utopia, non altro…

OSSERVAZIONE – Il secondo tempo dell’Inter si apre con una novità: Asllani, ammonito, sostituito. E va avanti così: D’Ambrosio, ammonito, sostituito. Non c’è un’idea tecnico-tattica alla base di queste scelte. Inzaghi cambia per paura. Paura di rimanere in inferiorità per colpa dell’espulsione del classe 2002 albanese, evidentemente sotto tono nella prima frazione. O per il doppio giallo del suo “capitano”, fattosi ammonire allo stesso modo per un fallo tattico evitabile ma non troppo. La preoccupazione di Inzaghi è evidente. Il cambio automatico è un marchio di fabbrica, ormai. La lettura di Inzaghi è figlia della paura e ciò fa perdere tranquillità anche ai calciatori in campo. Il primo quarto d’ora della ripresa è tutto del Sassuolo. Poi le modifiche danno ragione a Inzaghi, che non vuole nemmeno esagerare né improvvisare: in panchina restano seduti de Vrij, Gosens e tutti i giovani. I primavera, non solo Bellanova. Un cambio in meno pur di non alterare equilibri né sistema di gioco. Un limite? Forse ma l’1-2 è l’unica cosa che conta. E alla fine è più vicino l’1-3 che il 2-2. In Sassuolo-Inter il momento attuale della squadra di Inzaghi si vive tutto: vantaggio “sporco”, errore difensivo che regala il pareggio e paura di perdere nuovamente in rimonta. E invece la reazione finale stavolta è da tre punti.

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