Napoli-Inter: Mancini fa il fenomeno, Jovetic gli dà una mano

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20 gennaio 2016, 00:13
Mancini Jovetic

L’Inter vola in semifinale di Tim Cup grazie al 0-2 esterno in casa del Napoli: decisivo il gol di Jovetic, che poi propizia il raddoppio di Ljajic. Nell’Inter, però, va sottolineata la prestazione in panchina di Mancini: azzarda la formazione (giusta) e vince, anche grazie ai cambi (particolari)

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Napoli: Handanovic; Nagatomo, Miranda, Juan Jesus, Telles; Medel, Kondogbia; Biabiany, Ljajic, Perisic; Jovetic.

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IL MODULO – Assetto tattico offensivo per l’Inter, che però bilancia bene i reparti: 4-2-3-1 partenza, che prevede due esterni bassi di spinta (Nagatomo e Telles) e due esterni alti rapidi nel ripiegamento difensivo (Biabiany e Perisic), senza dimenticare la zona centrale del campo, fatta di esperienza e muscoli.

PRIMO TEMPO – Nei primi di gioco appare evidente la decisione dell’Inter: giocarsela sulle fasce. Biabiany sulla destra e Perisic sulla sinistra fanno da pendolini: quando attaccano la profondità l’Inter si dispone con il 4-2-4, quando arretrano in copertura ecco il 4-4-2 lineare. Le trame nerazzurre non sono ricercatissime, soliti errori di precisione in costruzione, ma si cerca in continuazione di allargare il gioco sulle corsie esterne. Il Napoli si difende bene ed è pericoloso in contropiede: azzurri rapidi, ma Miranda guida la difesa come sempre alla perfezione. Pochissimi gli spunti offensivi, se si escluse un affondo di Perisic finito tra le braccia di Reina. Manca un uomo in mezzo al campo, forse Mancini dovrà rivedere qualcosa dal punto di vista tattico? Il primo tempo termina 0-0: troppo poco da ambo le parti, si spera in un secondo tempo più divertente e convincente da parte dell’Inter.

SECONDO TEMPO – Non cambia l’undici di Mancini in apertura di ripresa, ma qualche modifica viene fatta a livello posizionale: Medel e Kondogbia si invertono davanti alla difesa, mentre la vera novità è nel quartetto offensivo. Ljajic, infatti, viene spostato sulla sinistra, mentre gli altri si alternano tra il centro, la destra e l’area di rigore. Ci vuole un po’ prima che l’Inter riesca a costruire un’azione pericolosa e, quando ci riesce, al tiro va Medel: la necessità di un mediano dai piedi buoni, in questo caso, si fa sentire. Al 72′ primo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Palacio. La squadra continua a giocare con il 4-2-3-1 con l’argentino alle spalle di Jovetic. Al 74′ proprio Jovetic prende tutti controtempo ed estrae il coniglio dal cilindro: gol capolavoro il suo, di destro dalla lunga distanza. Adesso è il momento di difendere il risultato, perché nel Napoli sono entrati Hamsik e Higuain: ci pensa Handanovic, poi tocca a Mancini. All’87’ secondo cambio per l’Inter: fuori Medel, dentro Melo. Tatticamente non cambia nulla, ma il cileno non ne aveva proprio più: freschezza in mezzo al campo. All’88’ doppio giallo per Mertens, che simula in area di rigore e viene espulso: buona notizia per l’Inter, che chiude il match con un uomo in più. Al 92′ l’Inter, infatti, chiude la partita: Ljajic imbeccato da Jovetic corre indisturbato per tutta la metà campo avversaria e buca Reina. La tattica di Mancini (subito allontanato dalla panchina per un battibecco, ndr) funziona: il 4-2-3-1 finale dell’Inter (come da immagine sotto allegata, ndr) risulta vincente. La partita termina 0-2: l’Inter torna cinica e vola in semifinale!

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IL PROTAGONISTA – Poco da dire: un gol e un assist, cosa chiedergli di più? Non si può che non parlare di colui che ha deciso la partita: Stevan Jovetic. Fuori dalla partita per oltre un’ora, esclusa qualche giocata di classe fine a se stessa, il montenegrino sale in cattedra e prima segna una perla di rara bellezza per precisione e gesto tecnico, poi lancia il fedele amico serbo, che si fa cinquanta metri di corsa isolata, ma il filtrante di Jovetic è da applausi. Visione di gioco, tocco, gol e assist: la numero 10 dell’Inter ha ritrovato il suo proprietario?

IL COMMENTO – Tutto quello che c’è da dire su Napoli-inter si può racchiudere in un concetto elementare: l’Inter doveva vincere e ha vinto. Semifinale conquistata, giocando non bene, ma neanche peggio del Napoli capolista, anzi. Tutto sommato, la squadra di Mancini ha fatto quello che doveva fare: mettere in difficoltà il Napoli, non lasciargli spazi e colpirlo al momento giusto. Analizzando la formazione iniziale di Mancini, poco da dire: scelta rischiosa, ma sensata. Stavolta, inoltre, le sostituzioni (solo due su tre, dettaglio non da poco) portano i frutti sperati: Brozovic e Icardi rimangono in panchina, Guarin come noto in tribuna, eppure l’Inter ne fa a meno e vince. Se questa non è una vittoria su tutti i piani, poco ci manca. Adesso testa solo al campionato e poi alle semifinali di Tim Cup. Fatto un ottimo lavoro finora, vale la pena continuare su questa falsariga: Inter non bellissima e vincente, ma neanche più brutta delle altre… sconfitte. Ah, nota a margine: se anche fosse un’Inter gay (anzi “frocia e finocchia”), ci va benissimo così, mister Sarri.

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