Lugano-Inter: Conte senza punte porta la “novità” dei gol dal limite, Sensi brilla

Articolo di
14 luglio 2019, 19:57
Sensi

La prima amichevole stagionale dell’Inter, ma soprattutto il debutto di Conte sulla panchina nerazzurra, si chiude con un 1-2 deciso nel primo tempo a centrocampo: Sensi apre le marcature alla sua prima in maglia Inter, Brozovic le chiude. Ecco alcune considerazioni tecnico-tattiche dopo i primi 90′ stagionali

MODULO E FORMAZIONE – La prima Inter stagionale di Conte debutta con l’atteso 3-5-2, ma con ben nove undicesimi spallettiani. Le novità sono limitate a due nomi, tra cui un momentaneo rientro dal prestito. Ecco l’undici iniziale: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar; Candreva, Gagliardini, Brozovic, Sensi, Perisic; Longo, Esposito.

DIFESA – Il debutto della prima linea a tre di Conte non tradisce le attese davanti a un “vacanziero” Handanovic: in mezzo c’è de Vrij, che trova anche il gol al 36′ con un controllo di destro e una conclusione di sinistro sugli sviluppi di un calcio d’angolo, poi annullato per fuorigioco di D’Ambrosio, quest’ultimo nel ruolo di terzo di destra con Skriniar sul centro-sinistra. Di fatto l’Inter non soffre mai dietro e prova sempre a giocare la palla, talvolta con lanci lunghi, stando il più alta possibile per accorciare le distanze tra i reparti.

CENTROCAMPO – La linea a cinque vede in partenza gli esterni molto bassi e le due mezzali mobili a tal punto da ruotare intorno al perno Brozovic – autore di uno splendido gol al 45′ grazie a una conclusione potente e precisa dal limite dell’area – cambiando posizione: Gagliardini inizia da mezzala destra ma fatica un po’ più degli altri nel far girare palla, inoltre si inverte subito con Sensi, che al 25′ trova un parabola vincente da fuori area ed è il più attivo nella doppia fase di gioco, emulando il più possibile il regista croato; Candreva sulla destra è il più basso tra gli esterni, praticamente un difensore aggiunto, mentre Perisic a sinistra gioca più alto, entrambi senza apportare grandi giocate per i compagni.

ATTACCO – La coppia offensiva si fatica a commentare: Esposito spazia alla sinistra di Longo, che non si fa notare per grandissime azioni individuali né collettive nel ruolo di centravanti, ma Conte sa benissimo che si tratta di un attacco messo in campo in condizioni di emergenza per cercare di costruire un assetto tattico concreto basato sul 3-5-2, in attesa dei titolari.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con un solo cambio da parte di Conte, che mette in scena la staffetta in porta: Padelli sostituisce Handanovic, D’Ambrosio diventa capitano. Al 61′ arriva la girandola dei cambi, si “salva” solo Esposito, così va in campo il secondo undici di Conte: Padelli; Ntube, Ranocchia, Pirola; Lazaro, Agoumé, Borja Valero, Joao Mario, Dalbert; Vergani, Esposito. Tra i pali Padelli praticamente mai chiamato in causa. Ranocchia da capitano guida i due giovani compagni di reparto, Ntube mai impegnato e Pirola che mostra grandissima personalità sia palla al piede sia in marcatura, anche se all’86’ “partecipa” negativamente al gol di Kryeziu. In mezzo Borja Valero è il più brillante grazie a giocate geometriche che mettono ordine e tagliano il campo, più imballati Joao Mario e Agoumé da mezzali, ruolo in cui si fanno notare solo per un paio di ottimi disimpegni, mentre Lazaro a destra e Dalbert a sinistra sono più proiettati in attacco che in difesa, non a caso un buco difensivo del brasiliano porta all’1-2 del Lugano. In avanti inizia bene Vergani, che poi si spegne quando iniziano a mancare i rifornimenti.

CONSIDERAZIONI – Parlare di effetto e metodo Conte dopo nemmeno una settimana di lavoro e poco più di 90′ insignificanti è la solita esagerazione che fa da contorno alle amichevoli estive. In realtà, però, qualche spunto tratto dal lavoro di Conte si può intravedere: a parte l’assetto difensivo basato sulla linea a tre, che stravolge solo il parte il “tre e mezzo” di Spalletti – dato che D’Ambrosio parte già in quel ruolo ed è Candreva a fare spola tra i due reparti arretrati -, va segnalata la grande intensità nella prima ora di gioco, nonostante una condizione atletica ancora precaria. La qualità a centrocampo è abbinata alla quantità: Brozovic e Sensi (il migliore) sono i primi a costruire, distruggere e rincorrere gli avversari, forse non è un caso che siano andati entrambi in gol attraverso un inserimento al limite dell’area di rigore (una rarità negli ultimi anni…). Velo pietoso sull’attacco e sul finale giocato con un mix di giovani ed esuberi, difficilmente più di quattro verranno utilizzati da Conte a mercato chiuso. Di Lugano-Inter, in pratica, restano il risultato e il doppio gol dalla distanza: buona la prima per Conte, ma non è di certo questa la sua Inter.

Condividi questo articolo

Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer





ALTRE NOTIZIE