Ludogorets-Inter: Eriksen risolve il D’Ambrosio regista, Sanchez variabile impazzita

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21 Febbraio 2020, 00:23
Christian Eriksen e Alexis Sanchez
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L’Inter debutta in Europa League con una vittoria, Eriksen con un gol. La firma sulla partita la mette Lukaku con l’assist e il rigore che fissa il risultato sullo 0-2. La squadra B di Conte accelera solo nella ripresa, ottenendo il massimo con il minimo sforzo. Vantaggio positivo in vista del ritorno a San Siro, dove servirà un’altra prestazione di qualità da parte di Sanchez. Paradossale quanto successo in cabina di regia. Ecco l’analisi tattica di Ludogorets-Inter

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Ludogorets: Padelli; D’Ambrosio, Ranocchia, Godin; Moses, Vecino, Borja Valero, Eriksen, Biraghi; Sanchez, Lautaro Martinez.

Ludogorets-Inter Formazione Ufficiale

Ludogorets-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Nessuna sorpresa in Bulgaria, dove Conte schiera il 3-5-2 anche se pieno zeppo di riserve. Manca tutta la spina dorsale dell’Inter titolare (Handanovic-de Vrij-Brozovic-Lukaku) in favore delle seconde linee, ma la posizione di Eriksen è quella che dovrebbe diventare definitiva. Il danese inizialmente agisce da mezzala sinistra anziché da trequartista.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – La prima indicazione della serata è Godin che gioca a sinistra, invece D’Ambrosio è molto alto sul centro-destra. Le due punte sono schiacciate e vicine per tenere compatti tutti i reparti. Come prevedibile, è l’Inter a fare la partita, tenendo il baricentro altissimo, perfino Ranocchia riesce a essere spesso al di là della metà campo. La “regia” dal basso per assurdo è affidata a D’Ambrosio, che si accentra parecchio per lanciare i compagni e cambiare gioco, inoltre si inserisce quando può andare sul fondo. Buone le trame dal centro verso la corsia destra, manca invece la spinta di Biraghi a sinistra. La manovra è buona, però molto lenta. Sicuramente gli avversari non fanno grande opposizione. Il primo tempo termina 0-0: ritmi troppo bassi per sbloccare la partita.

SECONDO TEMPO – Nessuna modifica a inizio ripresa, che si apre con il palo di Sanchez al 50′ a riassumere le intenzioni nerazzurre. Inter ancora più alta ma manca qualcosa sia in termini di grinta sia di qualità per concludere la giocata negli ultimi metri. Al 64′ primo cambio per l’Inter: fuori Lautaro Martinez, dentro Lukaku. Il belga si posiziona alla destra di Sanchez nella staffetta prevista. Al 71′ Eriksen trova il suo primo gol in maglia interista con un destro dal limite dell’area su sponda di Lukaku, ottima la costruzione della manovra dopo la bella giocata di Sanchez. Subito al 72′ secondo cambio per Conte: fuori Moses, dentro Barella. L’italiano agisce da mezzala sinistra nel 4-3-1-2 che libera Eriksen da trequartista e abbassa gli esterni in difesa. Al 73′ traversa di Eriksen dalla distanza, stavolta di sinistro. In realtà l’approccio nerazzurro è sempre offensivo, infatti gli esterni agiscono all’altezza della linea mediana e il trequartista compatta i due reparti abbassandosi in costruzione prima di attaccare gli spazi. All’81’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Biraghi, dentro Young. L’inglese chiude da terzino sinistro (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 95′ Lukaku dal dischetto spiazza Iliev su rigore concesso dopo la correzione del VAR. Il secondo tempo termina 0-2: il raddoppio arriva sul gong a chiusura di una partita intelligente.

Ludogorets-Inter Formazione Finale

Ludogorets-Inter Formazione Finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Il tabellino vede i nomi più attesi, ma a stupire senza segnare è un altro grande nome: Sanchez. Il cileno gioca tutta la partita, prima a supporto di Lautaro Martinez e poi di Lukaku. Fa molto movimento, creando scompiglio e andando vicino al gol. È la variabile impazzita di una squadra troppo piatta e statica. La condizione atletica non è ancora al top, eppure regge fino all’ultimo e da una sua intuizione si creano i presupposti per il vantaggio. Considerando che a San Siro mancherà Lautaro Martinez per squalifica, Conte dovrà affidarsi nuovamente al numero 7 per tutta la partita (a tre giorni da Juventus-Inter…). Ritrovato.

COMMENTO – Andava bene lo 0-1 al 93′, lo 0-2 a tempo anche scaduto è addirittura troppo. Non per la prestazione offerta ma proprio perché il raddoppio arriva a partita finita. Ludogorets-Inter dice che l’Inter B schierata da Conte è in grado di vincere una partita preparata in un paio di sedute di allenamento. Più ore di viaggio che di tattica. Non va in campo la spina dorsale che da inizio stagione regge tutta la struttura contiana, anche per questo all’inizio si crea un po’ di caos. Nella prima parte è D’Ambrosio a portare avanti la manovra sfruttando l’atteggiamento difensivo del Ludogorets. Per fortuna nella ripresa cambia marcia Eriksen, che si fa vedere con maggiore presenza tra le linee e dopo diversi tentativi trova anche il gol. Il danese da regista avanzato fa la differenza e risolve la partita con una giocata. Il regista schierato da Conte davanti alla difesa, invece, è probabilmente il nerazzurro che fa più gioco sporco di tutti: Borja Valero corre, recupera e spazza come non si è mai visto prima. Se l’Inter B ritrova un po’ di ordine e regge fino all’ultimo, il merito è anche del 35enne spagnolo che non molla un centimetro. Certo, l’ingresso di Lukaku, che è il titolare inamovibile del progetto Conte, aiuta non poco, come dimostrato dal ruolo attivo in entrambi i gol. Partire dal doppio vantaggio a San Siro sarà sicuramente utile, sebbene sia prevista l’Inter B anche giovedì prossimo: Inter-Ludogorets è l’ultima partita prima di Juventus-Inter, partita della stagione anche e soprattutto per Conte. Il passaggio del turno non è ancora ipotecato, ma non si può assolutamente perdere il pass per gli ottavi.


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