Analisi tatticaPrimo Piano

Lens-Inter (1-0): Bastoni-Dumfries diagonale di riferimento, troppo caos in mezzo

Lens-Inter si sviluppa su due livelli. Quello dello 0-1 mancato e quello dell’1-0 beffardo proprio prima del triplice fischio finale. Gli spunti utili per Inzaghi sono veramente pochi, eccezion fatta per l’asse Bastoni-Dumfries che si candida a diventare unica fonte di gioco laterale (in attesa di tempi migliori…). Di seguito l’analisi tattica dell’amichevole Lens-Inter

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare il Lens in amichevole: 1 Handanovic (C); 36 Darmian, 6 de Vrij, 95 A. Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 77 Brozovic, 20 Calhanoglu, 15 Lazaro; 9 Dzeko, 11 J. Correa.

Lens-Inter formazione ufficiale
Lens-Inter formazione ufficiale

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Dopo lo 0-0 del primo tempo, nella ripresa il tocco di Openda sugli sviluppi di un calcio d’angolo cambia il risultato proprio al 90′, con il trio Dimarco-Asllani-Cordaz non esente da colpe per la marcatura superficiale e l’immobilità tra i pali (1-0).

MODIFICHE – Al 62′, sul risultato di 0-0, ecco la girandola iniziale di cambi decisa da Inzaghi: fuori de Vrij, Bastoni, Dumfries, Brozovic, Calhanoglu, Dzeko e Correa, dentro D’Ambrosio, Dimarco, Bellanova, Asllani, Mkhitaryan, Lukaku e Lautaro Martinez. Staffetta per sette. All’80′ il triplo cambio finale dell’Inter: fuori Handanovic, Lazaro e Barella, dentro Cordaz, Zanotti e Agoumé. Esattamente come a Ferrara contro il Monaco, nella ripresa entra in campo la seconda squadra e solo Darmian viene confermato fino al triplice fischio finale in difesa.

Player Analysis: il singolo decisivo visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Fosse finita a reti inviolate non ci si sarebbe soffermato sulle note negative, ma vista la sconfitta bisogna sottolineare il peggiore: Barella (vedi pagelle di Lens-Inter). Nel primo tempo vaga per il campo, a debita distanza dalla manovra dell’Inter. Il primo quarto d’ora della ripresa lo vede più propositivo ma sempre impreciso. La mezz’ora finale, usciti i titolari intorno a sé, non lo vedono esaltarsi al contrario dei compagni più freschi. Per il momento non può preoccupare dal punto di vista tecnico ma infastidisce un po’ per l’approccio. Svogliato.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali

COMMENTO – La formazione scelta da Inzaghi per Lens-Inter è distante da quella ideale. A dimostrazione di ciò, basti pensare che il regista basso (de Vrij) non gioca insieme al riferimento alto (Lukaku) fondamentale per la manovra nerazzurra. E Brozovic, più schiacchiato che mai, non riesce a trovare la quadra senza il contribuito ottimale di mezzali e quinti. Alla fine ne esce un’ora di poco gioco e tanto caos. Va molto meglio nella mezz’ora finale, quando Asllani fa le veci del croato, ma è costretto a essere nel vivo del gioco per via del contesto: Lukaku davanti funge da riferimento, D’Ambrosio dietro un po’ meno. E qualcosa di buono si intravede. Quello di Lens alla fine è un test più utile per il rodaggio atletico-fisico che per quello tecnico-tattico.

OSSERVAZIONE – Giocare senza sapere chi sarà a disposizione al debutto ufficiale è complicato. Inzaghi dimostra coraggiosa insistenza ma forse non reale convinzione in alcuni esperimenti. Darmian difensore inamovibile in luogo di Skriniar. D’Ambrosio addirittura vice-de Vrij. Sì, il messaggio è chiaro: la difesa va completata. Possibilmente rinforzata senza sacrificare nessuno. Ecco. Per questo motivo Lens-Inter non può essere un test credibile. Tralascando il fatto che il centrocampo non gira e l’attacco titolare viene schierato nel finale con le riserve, l’unico spunto su cui ragionare arriva sull’asse Bastoni-Dumfries. Il terzo sinistro di difesa è l’elemento di spinta sulla fascia mancina privata di Perisic (Gosens acciaccato, Lazaro adattato). E il quinto destro di centrocampo è il “complementare” qualche metro più avanti. Fasce opposte ma lavoro simile. Non potendo ancora proporre né Skriniar-Dumfries né Bastoni-Gosens, Inzaghi deve affidarsi alla diagonale in grado di tagliare la linea mediana per impostare l’azione lateralmente. Nessun binario, semplicemente un incrocio da sinistra a destra. Grazie a Lukaku il gioco per vie centrali e la verticalità torneranno a essere il punto di forza della manovra, ma quello sulle fasce non va dimenticato: Lens-Inter dice che Bastoni e Dumfries oggi sono i due punti di forza del sistema inzaghiano. E il mercato rischia solo di complicare ulteriormente la situazione.

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