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Lecce-Inter (1-2): Inzaghi improvvisa e ringrazia il Fattore C ma non ha torti

Lecce-Inter è solo la prima di trentotto partite ma già basta e avanza a livello di emozioni. I gol di Lukaku e Dumfries arrivano rispettivamente a partita appena iniziata e praticamente finita. L’1-2 premia oltremodo Inzaghi, che probabilmente prepara la partita in maniera pressoché obbligata ma nella lettura lascia un po’ a desiderare. Tre i moduli messi in scena e quattro le punte utilizzate contemporaneamente. Di seguito l’analisi tattica di Lecce-Inter di Serie A

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare il Lecce in Serie A: 1 Handanovic (C); 37 Skriniar, 6 de Vrij, 32 F. Dimarco; 36 Darmian, 23 Barella, 77 Brozovic, 20 Calhanoglu, 8 Gosens; 90 Lukaku, 10 Lautaro Martinez.

Lecce-Inter formazioni ufficiali
Lecce-Inter formazioni ufficiali

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 2′ Lukaku di testa trasforma subito in gol l’assist di Darmian, che sempre di testa dalla destra sfrutta al meglio l’ottimo traversone mancino di Dimarco (0-1). Nella ripresa, al 48′ l’imbucata centrale di Ceesay è vincente dopo l’attacco del Lecce sul lato destro dell’Inter, Handanovic battuto in diagonale (1-1). Al 69′ Dumfries in qualche modo fa in modo che il pallone crossato da Dimarco dalla sinistra diventi pericoloso ma finisce “solo” sul palo. Al 78′ Lukaku “carica” su Falcone quando ribadisce in rete la carambola scaturita dagli sviluppi di un calcio di un corner. Infine, al 95′ Dumfries in maniera quasi insperata riporta l’Inter in vantaggio con l’inserimento giusto sugli sviluppi dell’ultimo corner della partita (1-2).

MODIFICHE – Al 58′, sul risultato di 1-1, primo doppio cambio per l’Inter: fuori Gosens e Brozovic, dentro Bastoni e Mkhitaryan. L’italiano si posiziona da terzo sinistra in difesa facendo scalare Dimarco a centrocampo, l’armeno invece agisce da mezzala con Calhanoglu che si accentra davanti alla difesa. Al 68′ secondo doppio cambio di Inzaghi: fuori Darmian e Calhanoglu, dentro Dumfries e Dzeko. Staffetta sulla destra e cambio di modulo con il passaggio al 3-4-1-2, in cui Lautaro Martinez fa da rifinitore al doppio centravanti. Infine, all’88′ ecco il quinto e ultimo cambio nerazzurro: fuori Skriniar, dentro Correa. L’argentino agisce da ala sinistra nell’improvvisato 4-2-1-3 finale con Dzeko centravanti e Lukaku alla sua destra.

Player Analysis: il singolo decisivo visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Facile dire l’autore del gol-vittoria ma bisogna soffermarsi sulla prestazione del migliore in campo sui quasi 100′ di partita: Dimarco (vedi pagelle di Lecce-Inter). Inizia da terzo in difesa, continua da quinto di centrocampo e poi da quarto per chiudere da terzino ma sempre votato all’attacco. La fascia sinistra è sua. Il piede caldo, ovviamente mancino, anche. Al di là del primo cross che si trasforma in gol sull’asse Darmian-Lukaku, il numero 32 nerazzurro si dimostra sempre pericoloso e propositivo fino all’ultimo. Un’arma in più per Inzaghi. Ispirato.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali

COMMENTO – Lecce-Inter rappresenta un po’ la partita-tipo dell’avventura nerazzurra di Inzaghi. Manovra fluida nonostante lo stato di forma non ottimale, tante occasioni da gol ma poca concretizzazione. E non è un caso che i gol arrivino in apertura e in chiusura, come due estremi di 90′ giocati con troppa superficialità. Il Lecce va in rete alla prima occasione buona per l’ennesima dormita difensiva estiva. Ma questo non è più pre-campionato e vale la pena porsi una domanda: che sta succedendo? Per il resto, che alcuni titolari non siano al meglio (vedi Brozovic e Gosens) è dimostrato dalle sostituzioni. Così Inzaghi perde completamente di vista gli aspetti tecnico-tattici in favore della confusione di mezza estate. Alla fine l’Inter porta a casa il bottino pieno ma in maniera assolutamente insperata: era davvero necessario improvvisare il quartetto offensivo anziché riequilibrare tatticamente la squadra con un centrocampista in più a supporto del tridente? Dal 3-5-2 al 4-2-4 passando per 20′ di 3-4-3 non c’è logica ma solo azzardo.

OSSERVAZIONE – Il tridente è un’opzione valida per variare il gioco in attacco. Lo stesso vale per la difesa a quattro. In Lecce-Inter, però, Inzaghi esagera. La combinazione che porta alle quattro punte, con una coppia mediana che non può reggere il tutto, è inspiegabile. O forse si può spiegare ragionando come Inzaghi dopo aver compreso il suo sfogo post-partita. Il lavoro fatto finora in ritiro non è quello sperato. E il rischio di alterare nuovamente tutto, con una o più cessioni a stagione già iniziata, non può migliorare la situazione. Inzaghi improvvisa, è vero. Ma a Lecce il 13 agosto se lo può permettere. Tanto dalla panchina non può pescare Bremer, Wijnaldum, Kostic e Dybala. Tanto per fare qualche nome… Il Fattore C a volte serve. E all’Inter in quel di Lecce è servito: Inzaghi è l’ultimo colpevole dello “spettacolo” offerto quest’estate tra Appiano Gentile e Milano. Adesso non resta che sperare che il 2 settembre sia sempre più vicino ma senza aggiornamenti di calciomercato, perché quello è il Fattore C che non aiuta…

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