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Inter-Sheriff: Inzaghi pretende spinta già da dietro, Dzeko traina i compagni

L’Inter torna a fare gol e punti in Champions League, iniziando il percorso che potrebbe portarla a scavalcare proprio gli ospiti in classifica. Il 3-1 di San Siro porta le firme di Dzeko, Vidal e de Vrij. Tre nomi non casuali, a giudicare dal livello dei tre fuoriclasse nerazzurri nei rispettivi reparti. Inzaghi perfetto nella preparazione e nella lettura della partita. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Sheriff Tiraspol

Pre-Game Analysis: la preparazione e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Inzaghi per affrontare lo Sheriff Tiraspol in Champions League: Handanovic; Skriniar, de Vrij, F. Dimarco; Dumfries, Barella, Brozovic, Vidal, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez.

Inter-Sheriff Tiraspol formazione ufficiale
Inter-Sheriff Tiraspol formazione ufficiale

MODULO – Il 3-5-2 non cambia, anche se cambiano interpreti e concetti. Inzaghi opta per l’Inter votata all’attacco già in difesa, dove c’è Dimarco al posto di Bastoni. Novità Vidal dal 1′.

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 34′ Dzeko al volo di prima sfrutta alla perfezione la sponda area di Vidal dagli sviluppi del solito corner battuto da Dimarco e segna il primo gol dell’Inter in Champions League nel 2021 (1-0). Nel secondo tempo, al 52′ il fallo di Dimarco porta alla bellissima punizione di Thill, che Handanovic riesce solo a toccare senza parare (1-1). Poi al 56′ il palo ferma Perisic, bravo a inserirsi in area. Al 58′ preciso filtrante di Dzeko, che libera Vidal, perfetto a concludere in rete di sinistro (2-1). E al 67′ de Vrij gira al volo di destro su sponda area di Dumfries dagli sviluppi di un calcio battuto da Brozovic (3-1). Infine, all’83′ Perisic fa tremare la traversa con una conclusione di rara potenza, facendo segnare la sua “doppietta” contro i legni di San Siro.

MODIFICHE – Al 53′ primo cambio per Inzaghi: fuori Dimarco, dentro Bastoni. Staffetta tra terzi mancini. Al 75′ primo doppio cambio per l’Inter: fuori Vidal e Dzeko, dentro Gagliardini e Sanchez. L’italiano si posiziona da mezzala sinistra, mentre il cileno inizia alla destra di Lautaro Martinez ma si sposta subito senza dare punti di riferimento. All’85′ secondo e ultimo doppio cambio nerazzurro: fuori Perisic e Brozovic, dentro Kolarov e Sensi. Il serbo agisce da quinto sinistro, invece l’italiano da mezzala sinistra facendo scalare Gagliardini sul centro-destra, mentre Barella chiude davanti alla difesa (come da immagine sotto allegata, ndr).

Inter-Sheriff Tiraspol formazione finale
Inter-Sheriff Tiraspol formazione finale

Player Analysis: il singolo decisivo in Inter-Sheriff visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Il voto (vedi pagelle di Inter-Sheriff Tiraspol) spiega solo in parte l’importanza del nuovo leader dell’Inter: Dzeko. Dire che gioca sempre – anzi, sicuramente troppo -, non è abbastanza per quantificare la prestazione del centravanti bosniaco, che è ovunque. Inzaghi non solo non può rimpiazzarlo in area di rigore, almeno finché non avrà un’altra punta da gol e assist, ma non può farne a meno nemmeno a tutto campo. Giganteggia in ogni azione contro gli avversari e non è una questione di centimetri. Umiliante.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali su Inter-Sheriff

COMMENTO – Un paio di rischi all’inizio ma il dominio tecnico dell’Inter è quasi imbarazzante nel primo tempo. Com’è imbarazzante anche la quantità di occasioni sciupate sotto porta. Alla mezz’ora le mezzali si invertono per qualche minuto, forse per sfruttare meglio l’ispirazione di Vidal. A inizio ripresa qualche distrazione di troppo dietro, poi la partita viene ripresa e chiusa in due mosse. Bravo Inzaghi a capire quando e come modificare l’assetto della sua squadra, che nel finale ha bisogno di ordine anziché confusione. L’approccio offensivo richiesto fin dal 1′ funziona anche perché lo Sheriff gioca a viso aperto e Inzaghi non si preoccupa molto degli avversari, ma solo della prestazione dei suoi. La superiorità tecnica facilita il tutto. Da capire se questo spartito potrà essere riproposto in Moldavia, dove serviranno altri tre punti. In Inter-Sheriff si vede qualche esperimento interessante. E se Inzaghi avesse trovato il centrocampo-tipo?

OSSERVAZIONE – Se decidi di rinunciare a Bastoni nei tre dietro a sinistra, in favore di Dimarco, e replichi la mossa a centrocampo sulla destra (Dumfries al posto di Darmian), non è turnover. Si tratta di una scelta. Una scelta ben precisa. Inzaghi non chiede all’Inter di fare la partita, lo pretende. E per far sì che ciò avvenga schiera Dimarco nella difesa a tre, consapevole dei rischi presi. Perché i buchi che lascia l’Inter dopo ogni attacco fallito non sono poi pochi. E lo Sheriff è squadra che gioca bene e con buone individualità. Il 3-5-2 di Inzaghi non è mai un 5-3-2 né un 4-4-2 con Dumfries e Dimarco bassi, semmai un 2-4-4 in cui il terzo mancino ha libertà di attaccare creando scompiglio. L’equilibratore tattico non è a centrocampo ma in attacco, dove Dzeko – oltre a segnare e far segnare – è anche attento a ripiegare per aiutare la sua squadra in fase difensiva. Ci si preoccupava tanto dell’addio di Lukaku, eppure l’Inter ha trovato un leader davvero incredibile: è Dzeko a trainare i compagni verso il cambio di gerarchie nel Gruppo D di UEFA Champions League. Ora testa alla Juventus, contro cui non basterà essere “belli”.

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