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Inter-Sampdoria: Inzaghi cala il tris finale in una partita vera con la formazione-tipo

Inter-Sampdoria fa chiudere in bellezza la stagione di Inzaghi sul campo. Meno in bacheca. Lo Scudetto è del Milan, ma il 3-0 di San Siro non è da buttare. Il gol di Perisic e la doppietta di Correa qualificano l’ottimo lavoro stagionale fatto ad Appiano Gentile, nonostante le previsioni negative. Da ringraziare la Sampdoria, che gioca una partita vera finché non crolla a livello psico-fisico. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Sampdoria in Serie A

Pre-Game Analysis: la preparazione e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Inzaghi per affrontare la Sampdoria nell’ultima partita della Serie A 2021/22: Handanovic; Skriniar, de Vrij, A. Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Lautaro Martinez, J. Correa.

Inter-Sampdoria formazione ufficiale
Inter-Sampdoria formazione ufficiale

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Dopo lo 0-0 del primo tempo, nella ripresa, al 49′, Perisic inizia la sua azione personale sulla fascia sinistra, duettando con Barella e trovando in diagonale il mancino vincente – con leggera deviazione – per il vantaggio nerazzurro (1-0). Poi, al 55′, la triangolazione tra Perisic, Calhanoglu e Correa vale il raddoppio dell’argentino, che è preciso di destro sull’appoggio del turco (2-0). E al 57′ Correa, lanciato in contropiede da un rimpallo fortuito di Perisic (che si infortuna), raddoppia con un diagonale destro (3-0).

MODIFICHE – Nel secondo tempo, sul 3-0, al 60′ arriva il triplo cambio iniziale dell’Inter: fuori Bastoni, Barella e Perisic, dentro Dimarco, Vidal e Gosens. Staffetta ruolo per ruolo tra difesa e centrocampo. Al 73′ ecco il doppio cambio finale di Inzaghi: fuori de Vrij e Correa, dentro Ranocchia e Caicedo. Altra staffetta per regalare gli ultimi minuti in maglia nerazzurra a due sicuri ex arrivati a fine contratto in diverse modalità (come da immagine sotto allegata, ndr).

Inter-Sampdoria formazione finale
Inter-Sampdoria formazione finale

Player Analysis: il singolo decisivo in Inter-Sampdoria visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Ormai è un appuntamento fisso, l’ultimo della stagione e chissà se anche l’ultimo per sempre, ma il migliore in campo (vedi pagelle di Inter-Sampdoria) si conferma: Perisic. Segna il gol-vittoria e partecipa, in qualche modo, agli altri due gol. Solo l’infortunio convince Inzaghi a rinunciare all’esterno sinistro croato nella mezz’ora finale. L’argomento caldo adesso diventerà il rinnovo contrattuale. Ci sarà? Una cosa è certa: è Perisic il migliore della stagione dell’Inter. E lo dimostra anche nell’ultima stagionale. Commovente.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali su Inter-Sampdoria

COMMENTO – L’Inter fa la partita, nel suo migliore dei modi, senza riuscire a trovare la via del gol per un tempo. Un po’ di imprecisione e l’organizzazione difensiva della Sampdoria, che difende a pieno organico, congelano la partita. Il fatto che la Sampdoria sia scesa in campo per fare del suo meglio contro l’Inter è un bel messaggio per la Serie A. La prestazione blucerchiata dura fino al gol di Perisic. Poi l’Inter dilaga, in 2′, con Correa. La squadra di Inzaghi fa quello che sa fare meglio. Ed è lo stesso motivetto di questa stagione. Prima spreca, poi dimostra tutto il suo potenziale. La rosa costruita in estate non ha mai dato idea di poter lottare per lo Scudetto ma la formazione-tipo tutto sommato sarebbe stata all’altezza della situazione per trentotto partite. Peccato che Inzaghi, a rotazione, non abbia mai potuto lavorarci con continuità…

OSSERVAZIONE – Parlare di Inter-Sampdoria senza pensare a Sassuolo-Milan è impossibile. E si vede anche nell’approccio della squadra di Inzaghi dopo lo 0-1 di Reggio Emilia. La verità è che parlare di Inter-Sampdoria senza pensare a tutta la stagione nerazzurra è inutile. Inzaghi arriva a giocarsi lo Scudetto all’ultima giornata, senza particolare speranze di vincerlo, solo per meriti e demeriti suoi. I meriti: l’Inter, costruita per arrivare almeno quarta in classifica, per metà stagione è la squadra da battere. I demeriti: l’Inter, che è (diventata) la squadra da battere, smette di esserlo dopo aver perso il Derby di Milano in rimonta. Il Milan non ruba nulla. Anzi. Merita il tricolore, facilitato – però – dai regali nerazzurri. L’ultimo – enorme e inaspettato – a Bologna. Ma nessuno a inizio stagione avrebbe puntato un euro sull’Inter di nuovo campione d’Italia, quindi il lavoro di Inzaghi è da apprezzare fino all’ultimo. L’illusione di potersi confermare in vetta ha la firma di Inzaghi, che poi dissipa quanto creato fin da luglio e si ritrova a maggio senza tricolore: servirà da lezione, si spera. Buona la prima (stagione) a Milano, ma che amarezza…

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