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Inter-Sampdoria (3-0): Inzaghi crea un nuovo format e ritrova vecchi equilibri

Inter-Sampdoria può rappresentare l’inizio di una nuova fase per Inzaghi. Non tanto per il netto 3-0 firmato de Vrij, Barella e Correa, piuttosto per l’espressione calcistica tornata su livelli adeguati… ma con un’altra veste. Il 3-5-2 inzaghiano sta mutando a causa della necessità di ottimizzare il piano B tattico. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Sampdoria in Serie A

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare la Sampdoria in Serie A: 24 Onana; 37 Skriniar ©, 6 de Vrij, 95 A. Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 F. Dimarco; 9 Dzeko, 10 Lautaro Martinez.

In-Game Analysis: sviluppo e lettura di Inter-Sampdoria

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 21′ de Vrij svetta di testa sul marcatore Ferrari sul calcio d’angolo battuto da Calhanoglu e impatta così bene il pallone da rendere vano il tuffo di Audero (1-0). Poi, al 44′ Barella segna un gol straordinario sfruttando alla perfezione il lancio di Bastoni, che calcia una punizione dalla difesa a tagliare tutto il campo per il compagno di squadra, bravo a controllare e calciare di destro con potenza a precisione (2-0). Nel secondo tempo, al 73′ Correa fa tutto da solo, così decide di partire dalla metà campo dell’Inter e arrivare al limite dell’area della Sampdoria per scaraventare alle spalle di Audero un destro micidiale (3-0).

SOSTITUZIONI – Al 69′, sul risultato di 2-0, arriva il triplo cambio di Inzaghi: fuori Bastoni, Lautaro Martinez e Dzeko, dentro Acerbi, Correa e Lukaku. Staffetta in difesa da terzo sinistro e in attacco con l’altra coppia. Al 79′, sul 3-0, quarto cambio nerazzurro: fuori Dumfries, dentro Bellanova. Cambio obbligato, causa infortunio, sulla fascia destra. Infine, all’84′ ecco il quinto e ultimo cambio dell’Inter: fuori Calhanoglu, dentro Asllani. Modifica finale in cabina di regia.

Player Analysis: focus sul singolo nerazzurro

TOP – Altra partita, altro gol dell’unico centrocampista nel “suo” ruolo in questo periodo: Barella (vedi pagelle di Inter-Sampdoria). L’assenza di Brozovic davanti alla difesa permette a Calhanoglu di esaltarsi in una posizione più arretrata e centrale ma soprattutto alle mezzali di fare la differenza nella doppia fase di gioco. La sorpresa è Mkhitaryan, gli effetti positivi sono tutti di Barella. La mezzala destra nerazzurra si riscopre (anche) bomber. Ricorda il suo idolo. Stankovic.

Post-Game Analysis: considerazioni finali su Inter-Sampdoria

COMMENTO – A San Siro non c’è partita. L’Inter la apre a metà primo tempo e la chiude alla fine della stessa frazione. Nella ripresa arriva il tris, giusto per ribadire il dominio. In Inter-Sampdoria si rivede una squadra senza paura. Non ancora una squadra perfetta ma in crescita continua. Inzaghi ritrova gli equilibri difensivi con il nuovo terzetto che si alterna avendo ormai Skriniar capitano fisso. La novità Onana evidentemente non era/è così secondaria. E il ritrovato quartetto in attacco può diventare un vantaggio competitivo sul lungo periodo, anche senza Lukaku titolare (riuscirà a esserlo nelle prossime due settimane?). Del centrocampo, invece, si è già detto abbondantemente. Blindare la difesa è il primo passo per tornare a essere competitivi: l’Inter di Inzaghi sta recuperando fiducia in se stessa. Il resto sarà una (piacevole) conseguenza.

OSSERVAZIONE – I singoli non fanno una squadra. Aiutano, soprattutto quando sono forti e in forma, ma si può andare avanti anche senza. L’Inter di Inzaghi ne sta dando una chiara dimostrazione in tempi di assenza prolungata di Brozovic. Pur non avendo a disposiziona la controprova, la realtà è piuttosto oggettiva: l’Inter con Calhanoglu davanti alla difesa gioca meglio rispetto a quella di inizio stagione con Brozovic in quel ruolo. Casualità, può essere. Periodo negativo, prima. Eppure la nuova coppia Barella-Mkhitaryan ai lati del perno centrale appare più completa e concreta che mai. Un nuovo format per fare gioco e andare in rete con tutti e tre i centrocampisti titolari. E anche in una serata in cui il gioco sulle fasce non viene esaltato, centralmente la squadra di Inzaghi torna a fare la voce grossa. In verticale e in orizzontale. La vera sfida di Inzaghi è reinserire Brozovic (ma anche Lukaku…) in questo nuovo sistema funzionante: la “nuova” Inter inzaghiana non si snatura ma migliora ciò che per troppe settimane non ha funzionato. La prova-verità, pure sulle scelte definitive, sarà quella di Torino.

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