Inter-Roma: capolavoro di Mancini, che la vince con 2 mosse

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1 novembre 2015, 01:05
Mancini due

L’Inter torna in vetta alla classifica dopo aver battuto in casa la Roma: 1-0 il risultato finale, per la sesta volta in stagione. Si tratta di tre punti preziosissimi. Tre come le novità apportate da Mancini, che con due mosse porta a casa il bottino pieno

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare la Roma: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Nagatomo; Brozovic, Medel, Guarin; Perisic, Jovetic, Ljajic.

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IL MODULO – Mancini prende tutti in contropiede e, a dispetto delle previsioni che voleva un 4-4-2, l’Inter inizia con il 4-3-3: difesa compatta e veloce, centrocampo leggero e di quantità, attacco tecnico e fantasioso. La scelta del tecnico jesino ricade sull’imprevedibilità e sicuramente stupisce la Roma, che mai avrebbe pensato a un undici del genere.

PRIMO TEMPO – La prima frazione di gioco si apre con la Roma che attacca sulle fasce, dove l’Inter riesce a difendersi iniziando fin da subito a prendere le misure agli esterni giallorossi. La partita potrebbe sbloccarsi con un clamoroso tiro di Guarin da metà campo, ma la prima mezz’ora è più Roma che Inter: Handanovic para su colpo di testa di Dzeko, abile a sfruttare un preciso cross dalla sinistra di Digne. Inter spesso costretta alla difensiva, ma quando si riversa in avanti prova a sfruttare le giocate di Jovetic, che non dà punti di riferimento ai centrali della Roma. Ottimo anche l’apporto di Ljajic, che si sposta da sinistra a destra senza sosta, e Brozovic, che si inserisce in area staccandosi dalla linea mediana: la tattica nerazzurra si sviluppa su questo doppio asse. La Roma attacca a pieno organico, l’Inter si difende con le unghie e con i denti: D’Ambrosio salva un gol già fatto di Dzeko! Jovetic come sempre inventa calcio, vedendo in anticipo quello che i compagni non vedono: servendo Medel, il cileno va in gol dalla distanza. Poi è nuovamente assedio Roma, che con i cross dalla trequarti mette paura all’Inter, che svetta con un po’ di fatica, ma non subisce. Il primo tempo termina 1-0 con un’Inter più concreta che spettacolare, ma nella ripresa servirà una prova di forza per mantenere il risultato positivo.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con una brutta notizia: mal di schiena per Medel. Dopo averci provato, il cileno va KO: esce Medel, entra Kondogbia. A livello tattico non cambia nulla, anche se l’Inter perde quantità e guadagna qualità. Adesso a centrocampo c’e piu ordine, ma manca il pressing del cileno. La Roma insiste in contropiede, ma Nagatomo regge in velocità il duello con Salah. Da una palla persa di Kondogbia succede il finimondo: Nagatomo-Handanovic in coppia salvano su Salah lanciato a rete; contropiede Inter sprecato da Ljajic, che sbaglia il passaggio nonostante il quattro con tre a ridosso dell’area avversaria; riparte la Roma, ma Handanovic fa quattro parate in quattro secondi, innalzandosi a eroe della serata. Mancini, vista la sofferenza, opta per il primo cambio tattico: esce Jovetic, entra Palacio. I nerazzurri giocano ancora senza centravanti boa, ma è un monologo giallorosso: si cerca il pareggio, ma la difesa dell’Inter guidata da uno strepitoso Murillo ferma ogni attacco, con non pochi affanni. La partita cambia nel finale: Pjanic espulso per doppio giallo. L’Inter, in superiorità numerica, può recuperare energia e fiato. Ultima sostituzione: esce D’Ambrosio (stremato), entra Ranocchia. Ed ecco che cambia l’assetto tattico: l’Inter si dispone con il 3-5-2, come da grafica in fondo al paragrafo. Gli esterni di centrocampo sono Nagatomo a destra e Perisic a sinistra, dato che Ranocchia si piazza sul centro-sinistra della difesa. Ljajic a tutto campo gioca sostegno di Palacio: ora l’Inter attacca e potrebbe chiudere il match, ma ogni contropiede della Roma è un rischio. Si fa possesso gestendo palla in mezzo e sulle fasce, ma stanchezza e frenesia tolgono lucidità e precisione ai ragazzi di Mancini. Infatti, nel finale Perisic spreca un contropiede d’oro, dopo una galoppata infinita. La partita termina dopo 5′ di recupero: confermato l’1-0 del primo tempo, che riporta l’Inter in vetta alla classifica.

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IL PROTAGONISTA – Tutti i giocatori scesi in campo hanno meritato ampiamente, chi più chi meno, la sufficienza. Premiarne uno piuttosto che un altro non ha molto senso, perché è vero che Murillo in difesa è stato insuperabile e Handanovic con quelle parate nella ripresa ha permesso di mantenere al sicuro il risultato, ma in fin dei conti tutti sono stati protagonisti. Stasera la palma di migliore non può che andare all’autore di quest’opera: Roberto Mancini. Si poteva premiare anche la coppia D’Ambrosio-Nagatomo, che essendo un’intuizione del tecnico jesino, avrebbe permesso di ricondurre il discorso nuovamente sul Mancio. Le partite, si sa, si vincono in campo: ma per una volta anche la panchina vuole la sua parte. E i suoi meriti. Diamo a Roberto quel che è di Roberto!

IL COMMENTO – Un solo commento: l’ha vinta Mancini. Basta? Forse è troppo poco, ma il concetto è già abbastanza chiaro così. Mancini di qua, Mancini di là: in settimana si è detto di tutto, poi alla fine parla il campo e… tutti zitti. Non serve analizzare tutti i 90′ più recupero per capire che i tre punti sono arrivati grazie alla preparazione della partita, che è stata impeccabile da parte del già osannato Mancini. Quali sono state le due mosse che hanno permesso all’Inter di tornare capolista solitaria per una serata? Quelle meno attese: 1. D’Ambrosio titolare a destra al posto di Santon (o eventualmente Nagatomo), Nagatomo preferito a sinistra sia a Juan Jesus sia a Telles. Scelta azzardata, per alcuni, ma alla fine vincente: i due terzini “vecchia scuola” reggono le sgroppate di Salah e Gervinho sia sulla corsia sia sul fisico, ed è una notizia. Chiusure decisive, aggressività e concentrazione sopra la media, un vero spettacolo difensivo; 2. Icardi in panchina con Jovetic punta centrale, lasciando spazio a Ljajic nell’undici iniziale. Le critiche pre-partita si sprecano, anche in maniera poco dignitosa a mio modo di vedere: Mancini ha deciso di giocarsi le sue carte senza dare punti di riferimento alla Roma. E va esattamente così: Jovetic fa quello che deve fare e, soprattutto, quello che Icardi non riesce a fare, perché in possesso di altre qualità. Gli esterni, rapidi e tecnici, fanno il resto: l’Inter non concretizza molto (il gol lo segna addirittura Medel!), ma ogni volta che si riversa nella metà campo giallorossa fa paura. Non serve aggiungere altro: questa volta Mancini ha avuto ragione su tutta la linea. E c’è una chicca da non sottovalutare. Nel finale è entrato un difensore per difendere l’1-0: Mancini lo aveva promesso “negli ultimi tre minuti”, ma ha anticipato i tempi a causa del forfait di D’Ambrosio. E’ stato di parola anche in questo. Coerente. Vincente. Mancini.

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