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Inter-Roma (1-2): Inzaghi non legge la partita e subisce, accettando il crollo dal 39′

Inter-Roma è l’ennesimo passo falso stagionale di una stagione già da dimenticare. Il gol di Dimarco illude, perché Dybala e Smalling ribaltano Inzaghi con le sue idee. Idee che non si stanno rivelando per niente produttive. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Roma in Serie A

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare la Roma in Serie A: 1 Handanovic ©; 37 Skriniar, 15 Acerbi, 95 A. Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 14 Asllani, 20 Calhanoglu, 32 F. Dimarco; 9 Dzeko, 10 Lautaro Martinez.

In-Game Analysis: sviluppo e lettura di Inter-Roma

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, all’11′ Dzeko si gira repentinamente e con il destro brucia sia la difesa della Roma sia Rui Patricio ma il VAR annulla il gol dell’ex per fuorigioco millimetrico sull’ultimo tocco di Lautaro Martinez. Al 30′ Dimarco con una zampata di destro beffa un non reattivissimo Rui Patricio sull’assist di Barella in verticale (1-0). Poi, al 39′ Dybala con il suo mancino piega le mani ad Handanovic al volo su preciso cross di Spinazzola da sinistra (1-1). Nel secondo tempo, al 63′ la traversa dice no a Calhanoglu su punizione diretta. Infine, al 76′ Smalling di testa svetta più in alto di tutti sulla punizione di Pellegrini battuta da destra ma deve ringraziare l’addormentato Skriniar in marcatura e l’immobile Handanovic tra i pali (1-2).

SOSTITUZIONI – Al 77′, sul risultato di 1-2, arriva il primo doppio cambio di Inzaghi: fuori Asllani e Calhanoglu, dentro Mkhitaryan e Correa. L’Inter passa al 3-4-1-2 con l’armeno mediano sul centro-sinistra e l’argentino a sinistra di Dzeko, più basso e libero di svariare Lautaro Martinez. All’81′ il secondo doppio cambio nerazzurro: fuori Bastoni e Dumfries, dentro Gosens e Bellanova. Il tedesco si piazza sulla fascia sinistra con Dimarco che arretra in difesa, normale staffetta a destra. Infine, all’88′ ecco il quinto e ultimo cambio dell’Inter: fuori Dimarco, dentro Valentin Carboni. Il giovane talento italo-argentino si piazza sul centro-destra della trequarti in quello che ormai è diventato un 4-2-3-1 disordinato con gli esterni più bassi e il poker offensivo.

Player Analysis: focus sul singolo nerazzurro

FLOP – Un’altra sconfitta senza appello in casa nerazzurra e un’altra gestione da dimenticare per l’allenatore: Inzaghi (vedi pagelle di Inter-Roma). In campo va la formazione preannunciata alla vigilia. Mourinho lo sa e scombina i suoi piani per scombinare quelli dell’Inter di Inzaghi. Forse nemmeno ci riesce da solo ma l’aiuto arriva proprio dal primo blackout nerazzurro. La partita finisce lì. L’1-2 è una logica conseguenza dell’1-1 regalato. Mourinho cambia, Inzaghi no. Né prima né – incredibilmente! – dopo. E sta diventando qualcosa di più pericoloso di un semplice problema tecnico-tattico. L’Inter inzaghiana ammirata per mesi non esiste più. Appannato.

Post-Game Analysis: considerazioni finali su Inter-Roma

COMMENTO – L’avvio sprint dell’Inter illude. Nella prima mezz’ora è un monologo nerazzurro, che si conclude meritatamente con il vantaggio firmato Dimarco dopo quello annullato a Dzeko. Un inizio così (pro)positivo non si vedeva da un po’. Peccato che al primo blackout ci sia il “liberi tutti” fino al triplice fischio finale. Il trio Barella-Bastoni-Handanovic regala un’altra gioia alla Joya argentina, la prima in maglia Roma. Dybala ringrazia, l’Inter esce dalla partita. E Inzaghi non pone rimedio. Mourinho – via Foti – modifica. Inzaghi no. La Roma fa la partita. L’Inter no. Dalla panchina non si alza nessuno. E quando lo fa qualcuno, tardivamente, arriva il gol-beffa di Smalling. Troppo tardi per cambiare, troppo tardi per rimediare. Troppo ripetitivo questo canovaccio negativo. L’impressione è che Inzaghi si rifiuti di leggere le partite, forse per sfiducia nella panchina a disposizione. O per paura di peggiorare ulteriomente la situazione.

OSSERVAZIONE – Game over. Si dice così, no? La stagione dell’Inter è già finita prima di inizare. Si può ancora rimediare, certo. Se solo ci fosse la volontà comune di farlo. Oggi non sembra così. Anzi, diciamolo: oggi non è così. L’Inter brancola nel buio. Inzaghi è oggettivamente nel pallone e chi si sta attivando per tendergli la mano e aiutarlo? La comunicazione pre-partita preoccupa, quella post-partita (quindi post-sconfitta) è drammatica. La prestazione, invece, si commenta da sé. La Roma di Mourinho – senza lo squalificato Mourinho alla guida – non fa nulla per vincere. Eppure torna da Milano con tre punti tutt’altro che immeritati. Dybala ha un pallone per dimostrare il suo valore: gli basta quello, al 39′, poi può uscire. Come l’Inter, che crolla senza riprendersi mai. E subisce passivamente la prestazione altrui. Qualcuno fa notare che all’Inter in questo periodo gira tutto male, invece bisognerebbe osservare il problema da un’altra prospettiva. L’Inter in questo periodo fa girare tutto male. Guai a confondere causa ed effetto: l’Inter i problemi se li è creati da sé, a prescindere dal momento no di Inzaghi. Ora ne sta solo aggiungendo uno in più ogni tre giorni, senza risolvere quelli (gravi) pre-esistenti.

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