Analisi tatticaPrimo Piano

Inter-Napoli: Conte non la gioca, attende. E gli va bene! Finale senza schemi

L’Inter versione italiana continua a non deludere le aspettative. A San Siro basta un rigore di Lukaku a metà ripresa inoltrata per ottenere tre punti pesantissimi. Partita brutta, bruttissima. Prestazione forse peggiore. Parafrasando lo stesso Conte, la prepara con l’elmetto e la legge con il resto dell’armatura addosso per difendere il vantaggio. Ecco l’analisi tattica di Inter-Napoli

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Napoli in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young; Lukaku, Lautaro Martinez.

Inter-Napoli probabile formazione
Inter-Napoli formazione iniziale

MODULO – La rosa a ranghi ridotti non snatura l’Inter, che riparte dal 3-5-2 cambiando solo tre pedine. L’assetto, per via delle scelte sulle fasce e in mezzo al campo, è senza dubbio più offensivo per fronteggiare una grande squadra come il Napoli, che si esalta con il 4-2-3-1.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Ritmo lentissimo e manovra senza spunti, nemmeno in verticale. Solo un paio di aperture laterali ma inconcludenti nel mettere la palla in area. Il Napoli è messo meglio in campo e con più qualità nei singoli, ma allo stesso modo poco concreto. Da entrambe le parti sembra non ci sia molto interesse a “sprecare” energie infrasettimanali. Fa comunque impressione vedere l’Inter assolutamente ferma anche quando costruisce dal basso avendo davanti a sé tutto il campo. Il primo tempo termina 0-0: difficile non addormentarsi, impossibile analizzare qualcosa di tattico.

SECONDO TEMPO – Nessun cambio nell’intervallo né in campo. Se nella prima parte l’Inter fa poco, nella seconda inizia a sbagliare. A centrocampo si fatica a trovare il peggiore, ma Brozovic si supera per movimenti e passaggi errati. E in attacco le cose non vanno meglio, visto che Koulibaly sovrasta Lukaku. Al 67′ primo cambio per l’Inter: fuori Brozovic (infortunato), dentro Sensi. L’italiano agisce da mezzala sinistra, Barella va in mezzo e Gagliardini si sposta sul centro-destra. Al 70′ Darmian viene atterrato da Ospina e nell’occasione viene espulso Insigne per proteste, così al 73′ Lukaku spiazza Ospina dal dischetto. Al 77′ secondo cambio per Conte: fuori Lautaro Martinez, dentro Hakimi. Il marocchino si posiziona larghissimo a destra (tra Lukaku e Gagliardini) in una sorta di 5-3-2 disordinatissimo. La mossa tattica schiaccia l’Inter sulla propria trequarti, nonostante il Napoli sia in dieci. Il contropiede non viene sfruttato a dovere. All’86’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Young, dentro D’Ambrosio. Staffetta finale in basso a sinistra (come da immagine sotto allegata). Al 92′ il palo di Petagna salva l’Inter nell’assedio finale del Napoli. Il secondo tempo termina 1-0: il rigore di Lukaku basta per trovare il vantaggio, le parate di Handanovic per mantenerlo.

Inter-Napoli formazione finale
Inter-Napoli formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Un’altra prestazione decisiva nel silenzio generale da quando veste la maglia nerazzurra: Darmian. Gli avversari che affronta sono scomodi, per rapidità e tecnica. Sulla sua fascia però non si soffre come ci si potrebbe aspettare, anzi. Regge l’uno contro uno e prova a spingere, quando può. E quando ci riesce, solo Ospina può fermarlo. Causando il rigore. Nell’1-0 di Lukaku c’è tanto della caparbietà di Darmian, che sta approcciando al ruolo di quinto di destra con diligenza e serietà. Strappa sempre la sufficienza, stavolta pienissima. Concreto.

COMMENTO – Bastavano i tre punti, non importava come. E sono arrivati. Probabilmente nel modo più brutto e immeritato possibile. Non bisogna però parlare di “fortuna”, perché è riduttivo nonché ridicolo. Conte prepara la partita sapendo di avere pochissime carte da giocarsi. In panchina il nulla, per essere chiari. Ed è questo il motivo per cui l’Inter scende in campo con il freno a mano tirato, sapendo di non poter competere né con la qualità né con la quantità del Napoli. Quasi a volersi accontentare dello 0-0 e sperare che almeno uno dei pochi attacchi vada a buon fine. Serve un rigore per andare in vantaggio, ma va bene uguale. L’Inter non brilla, è vero. Ma nemmeno il Napoli fa quel qualcosa in più per cambiare inerzia alla partita. Solo una mossa (avventata?) di Conte permette agli uomini di Gattuso di tornare in partita nonostante l’uomo in meno: tutti in difesa del vantaggio… e Hakimi in contropiede! Il sistema di gioco utilizzato dall’Inter nel finale è impossibile da mettere schematicamente su una lavagna: è un 5-3-1 in cui Hakimi si posiziona tra il 3 e l’1, ma largo a destra. Una combo tra un 5-4-1 senza esterno sinistro e un 5-3-2 senza seconda punta. Probabilmente Conte, con l’uomo in più e la freschezza di Hakimi, sperava di chiuderla in contropiede. Sul 2-0 il Napoli non sarebbe più rientrato in partita, invece nell’assedio finale avrebbe meritato tranquillamente l’1-1. Errore di Conte nella lettura? Può essere, ma con l’alibi di non avere davvero alternative credibili in panchina per evitare di abbassare ulteriormente il baricentro lavorando sul cambio di ritmo. In realtà avrebbe potuto inserire Perisic a supporto di Lukaku e/o Eriksen, passando al 3-4-2-1, ma sarebbe stato un test rischiosissimo. L’ingresso di Sensi ha tolto questa opzione all’Inter, ma è andata bene considerando l’azione di confusione che ha portato al rigore (meno quella che stava per regalare il pareggio al Napoli…). Conte ha scelto di non giocarsela dal punto di vista atletico ma mentale. E non è sbagliato dire che è andata anche meglio del previsto. Bisogna saper vincere anche così. Questo 1-0 non vale solo tre punti, perché il Napoli in classifica è lì (aspettando novità da Torino…) ed è davvero attrezzato per portare a casa lo scudetto. Inter-Napoli, però, è già passato: c’è da preparare l’arrivo dello Spezia a Milano, dove altri tre punti dovranno essere messi al sicuro. A ranghi sempre più ridotti (Brozovic?), ma con la convinzione di poter vincere anche senza strafare.

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