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Inter-Crotone: Calhanoglu figlio della rivoluzione di Inzaghi, che aspetta i quinti

Inter-Crotone va decisamente meglio per Inzaghi rispetto al debutto balbettante di Lugano. Il 6-0 è netto e arriva con due frazioni di gioco approcciate bene sia dalla formazione titolare sia da quella post-modifiche. Calhanoglu si impone come regista a tutto campo. In attesa di novità, inizia a vedersi la rivoluzione inzaghiana in alcuni concetti basilari che si discostano dal credo di Conte. Di seguito alcune considerazioni tecnico-tattiche su Inter-Crotone

MODULO – Confermato il 3-5-2 per Inzaghi, che ritrova alcune pedine-chiave dell’Inter titolare ma non ancora tutte. Dimarco stavolta gioca da quinto di centrocampo anziché da terzo in difesa, dove invece rientra “ufficialmente” Kolarov dopo un semestre.

FORMAZIONE DAL 1′ – Handanovic; Skriniar, de Vrij, Kolarov; Darmian, Nainggolan, Brozovic, Calhanoglu, F. Dimarco; Satriano, Pinamonti.

Inter-Crotone formazione iniziale
Inter-Crotone formazione iniziale

Inter-Crotone, le azioni principali e le modifiche di Inzaghi

HIGHLIGHTS – Al 10′ Satriano svetta di testa su calcio d’angolo battuto da Calhanoglu, segnando un gol bellissimo. Dimarco al 22′ calcia di sinistro nell’angolino basso e trova la rete sfruttando la papera del portiere avversario (Festa, ndr), ma è da notare l’ennesimo suggerimento brillante del centrocampista turco. Al 27′ azione personale proprio di Calhanoglu, che riceve a metà campo e arriva al limite dell’area, segnando con un preciso destro a giro. Palo di Pinamonti, che al 33′ calcia di potenza con il sinistro dopo aver controllato di destro l’assist di Brozovic. Nella ripresa, al 56′ Pinamonti calcia un mancino strozzato in diagonale trovando la rete dopo aver colpito un altro palo, altro assist per Calhanoglu. Al 58′ Sensi segna con un diagonale destro praticamente dall’area piccola su palla servita da Brozovic, bravo nel recupero palla. Infine, al 65′ Brozovic colpisce di destro su sponda di Lukaku, ma come in occasione del raddoppio malissimo il dodicesimo del Crotone (Saro, ndr), che regala il gol al centrocampista croato.

FORMAZIONE AL 90′ – Cordaz; L. Moretti, Ranocchia, Sottini; Zanotti, Vidal, Agoumé, Sensi, F. Carboni; Lukaku, Salcedo.

Inter-Crotone formazione finale
Inter-Crotone formazione finale

CONSIDERAZIONI – Per avere un’idea sulla prestazione dei singoli, e su tutte le rotazioni fatte da Inzaghi, basta poco (vedi pagelle di Inter-Crotone). Più interessanti soffermarsi sui reparti. La difesa del primo tempo è praticamente quella di Conte privata di Bastoni terzo di sinistra, ma nella ripresa Inzaghi permette a de Vrij di sganciarsi “alla Skriniar” grazie all’inserimento di Ranocchia. Un esperimento forzato causa mancanza di alternative, primavera esclusi. In attacco, invece, Satriano per un tempo fa il Lukaku, prima del ritorno in campo del centravanti titolare. Difficile parlare di tandem offensivo senza Lautaro Martinez, per rivoluzionare la coppia servirà tempo. Tempo che invece non viene perso a centrocampo, dove la novità Calhanoglu è già al centro della scena. Il centrocampista turco agisce da mezzala sinistra ma è praticamente il regista a tutto campo della nuova Inter di Inzaghi. Lancia i compagni in verticale, cuce tra i reparti, fa assist e segna con naturalezza. Fa esattamente ciò che farebbe anche Eriksen con Inzaghi. Perché la libertà concessa ai centrocampisti ora è quasi totale rispetto a Conte. Questa è una piccola rivoluzione firmata Inzaghi. Appuntamento ad agosto, quando ci sarà anche Barella.

Ad Appiano Gentile prove di 3-5-2 inzaghiano

COMMENTO FINALE – Da Lugano ad Appiano Gentile, dopo gli ultimi “allenamenti congiunti”, si è vista un’altra Inter. Il 3-5-2 di Inzaghi è in evoluzione. Al momento ci si accontenta di poche novità, come Calhanoglu nel motore. Il centrocampista turco visto in Inter-Crotone rischia di diventare fin troppo determinante per una squadra che al momento non ha giocatori in grado di fare la differenza con una giocata. Senza Hakimi (ceduto al Paris Saint-Germain e non ancora sostituito…) a destra e Perisic (appena rientrato dalle vacanze e a rischio addio) a sinistra, bisogna trovare dei piani alternativi. Non solo Darmian e Dimarco schierati larghi, ma anche e soprattutto Calhanoglu libero di inventare in mezzo al campo, spesso tra due maglie anziché defilato sul centro-sinistra. Il nuovo numero 20 nerazzurro si occupa della manovra quasi più di Brozovic, senza far mancare la finalizzazione. Sono già arrivati i primi gol e assist, la speranza è che possa crescere ulteriormente. Discorso diverso per il resto della squadra. La difesa verrà registrata solo dopo il rientro di Bastoni. Idem l’attacco, dove bisognerà lavorare sui nuovi “equilibri” della coppia Lukaku-Lautaro Martinez. Ma il centrocampo? Non basterà Barella in luogo di Nainggolan e/o Vidal. A Inzaghi servono due quinti che possano rendere Darmian e Dimarco risorse preziose dalla panchina, sia in difesa (danno più garanzie fisiche di D’Ambrosio e Kolarov) sia a centrocampo. Confermare Perisic a sinistra potrebbe essere una buona mossa, ma a destra bisognerà intervenire. Se lo merita Inzaghi, se lo merita l’Inter scudettata post-Hakimi.

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