Inter-Cagliari: Conte alza l’asticella all’Inter B di coppa, sprinta pure Dimarco

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15 Gennaio 2020, 02:16
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L’Inter vola ai quarti di finale di Coppa Italia passeggiando sul Cagliari. Nel 4-1 finale mettono le firme Lukaku (doppietta), Borja Valero e Ranocchia. Buone notizie per Conte, che inizialmente fa uso del turnover in maniera più abbondante del previsto e ottiene risposte da tutti. Perfino Dimarco brilla al debutto dal 1′. Ecco l’analisi tattica di Inter-Cagliari

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Cagliari: Handanovic; Godin, Ranocchia, Skriniar; Lazaro, Barella, Brozovic, Borja Valero, Dimarco; Lukaku, Sanchez.

Inter-Cagliari Formazione Ufficiale

Inter-Cagliari Formazione Ufficiale

MODULO – L’Inter debutta in Coppa Italia con l’assetto tattico di sempre. Nel 3-5-2 anti-Cagliari c’è più turnover del previsto, ma non viene alterata l’idea di gioco perché in regia c’è sempre Brozovic. Forze fresche sulle fasce grazie a esterni molto più offensivi del solito (le “ali” Lazaro e Dimarco al posto dei “terzini” Candreva e Biraghi), pertanto più 3-3-4 che 5-3-2.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Dopo ventuno secondi Lukaku brucia Olsen sfruttando al meglio un “assist” di Oliva, il cui retropassaggio prende in controtempo i compagni. L’Inter attacca a pieno organico con esterni altissimi e mettendo in scena un ottimo fraseggio. Al 13′ il VAR conferma un fuorigioco millimetrico di Lukaku sul gol di testa segnato sfruttando al meglio un cross di Dimarco dagli sviluppi di un cacio d’angolo dalla destra, ma francamente sembra tutt’altro che fuorigioco. Al 22′ Borja Valero segna da due passi dopo aver preso la traversa su cross di Barella dalla destra, decisivo anche il “velo” di Lukaku. Palla bassa e traversoni a cambiare lato si alternano per mettere in difficoltà il Cagliari, che non riesce a contenere l’esuberanza nerazzurra né per vie centrali né sulle corsie laterali. Nel conteggio delle occasioni manca anche un rigore. Il primo tempo termina 2-0: sarebbe potuto essere tranquillamente 4-0 e tutto finito, ma va be’.

SECONDO TEMPO – La ripresa non prevede cambi in casa Inter, che continua a fare la partita senza dar modo al Cagliari di prendere le misure. Al 49′ sugli sviluppi di un corner, Barella crossa da destra trovando la testa di Lukaku per il tris. La partita potrebbe considerarsi finita qui, si va avanti per inerzia con possesso palla e giocate in verticale. L’unico squillo del Cagliari è il palo di Nainggolan che avrebbe sorpreso Handanovic da fuori area. Al 70′ doppio cambio per l’Inter: fuori Brozovic e Sanchez, dentro Sensi ed Esposito. Il centrocampista agisce da mezzala sinistra facendo scalare Borja Valero nel ruolo di regista, l’attaccante si posiziona alla sinistra di Lukaku. Al 73′ Oliva lascia immobile Handanovic andando in gol dopo aver anticipato l’intervento di Ranocchia in chiusura, disattenzione difensiva dell’Inter. Al 78′ terzo e ultimo cambio per Conte: fuori Dimarco, dentro Biraghi. Staffetta nel ruolo di esterno sinistro (come da immagine sotto allegata, ndr). La partita si chiude definitivamente all’80’ con il colpo di testa di Ranocchia su corner battuto proprio da Biraghi. Si va avanti in attesa del triplice fischio finale. Il secondo tempo termina 4-1: passaggio del turno in carrozza e con poche sbavature.

Inter-Cagliari Formazione Finale

Inter-Cagliari Formazione Finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Nessuno si aspettava la sua presenza in campo, per di più dal primo minuto, invece come Conte stupisce tutti: Dimarco. L’esterno classe ’97 scuola Inter da giorni è sul piede di partenza in direzione Hellas Verona, eppure Conte lo butta nella mischia sulla sinistra (proprio nel giorno in cui si dà per fatto l’arrivo di Spinazzola su quella fascia…) e si gode una prestazione diligente. Fino ai crampi. Dimarco mette lo zampino nell’azione del gol annullato (ingiustamente) a Lukaku. Il suo piede sinistro firma più di una pennellata da fermo e in movimento. Tanta corsa e voglia di fare, magari anche troppa. Forse questa prestazione non gli varrà la conferma o forse sì. Conte da oggi sa che può contare anche su Dimarco, qualora l’emergenza lo richiedesse. Esubero fino a un certo punto, essendo l’unico prodotto del vivaio nelle liste. Risorsa.

COMMENTO – La partita inizia e finisce dopo ventuno secondi, perché il gol di Lukaku non può che indirizzare la partita verso la qualificazione. Poi l’arbitro ci mette un po’ del suo, anzi il VAR diventa protagonista di un paio di episodi dubbi, sta di fatto che l’Inter non rischia nulla e può massimizzare la propria prestazione nonostante le novità di formazione. Ranocchia non c’entra nulla con de Vrij, infatti la regia difensiva non viene sfruttata, ma ciò permette al centrocampo di essere chiamato in causa più attivamente. Vedere l’Inter senza paura di subire il gioco e il contropiede avversario è un bel segnale. Gli esterni a tutta fascia sono costantemente in attacco e le mezzali non si risparmiano, non è un caso che Borja Valero segni e Barella sforni assist. In avanti Lukaku catalizza e finalizza, anche senza Lautaro Martinez, in attesa che Sanchez ritrovi la miglior forma (prestazione sufficiente senza picchi). Inter-Cagliari dice questo, ma dice soprattutto una cosa: Conte sa che può puntare solo parzialmente sull’Inter B e non ha paura nel farlo, ottenendo comunque il massimo.

Il turnover non è totale (Padelli, Pirola e Agoumé non vedono il campo, ed Esposito entra nel finale) ma abbondante. I margini di miglioramento in rosa ci sono, ma solo attingendo dal mercato di riparazione. Perché l’Inter ha bisogno di un’Inter di coppa per i turni infrasettimanali nazionali (Coppa Italia) e soprattutto internazionali (Europa League). A gennaio va bene così, da febbraio in poi forse certi crash test non potranno essere nemmeno pensati. Gli avversari saranno più competitivi e gli appuntamenti più complicati. Contro il Cagliari Conte dà un’occasione a tutti ottenendo feedback interessanti, solo che a fine mercato la speranza è che la situazione possa essere diversa. Un paio di nuovi titolari se non tre (mezzala ed esterni), poi qualcosa in panchina (centravanti). Perché l’obiettivo non è più solo partecipare, bensì provare a vincere. La Coppa Italia è un obiettivo, l’Europa League pure e lo scudetto non dimenticato: l’Inter A di campionato va migliorata, ma guai a sottovalutare l’importanza dell’Inter B di coppa.




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