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Inter-Atalanta: Inzaghi recupera la partita con i cambi, ma non funzionano i reparti

L’Inter si ferma in casa, dove non va oltre il pareggio contro un’Atalanta tanta pericolosa quanto sprecona. Nel 2-2 finale le firme di Lautaro Martinez e Dzeko vengono offuscate dal rigore sbagliato da Dimarco, ma soprattutto dagli errori di Handanovic e del pacchetto difensivo. Inzaghi viene tradito dai suoi fedelissimi, mentre le scelte fatte nella ripresa servono per rimediare a gran parte dei problemi. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Atalanta

Pre-Game Analysis: la preparazione e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Inzaghi per affrontare l’Atalanta in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, A. Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez.

Inter-Atalanta formazione ufficiale
Inter-Atalanta formazione ufficiale

MODULO – L’Inter di Inzaghi ormai conosce un solo sistema di gioco. Ed è il 3-5-2, tra l’altro confermato in blocco dalla trasferta di Firenze nonostante il primo tempo da dimenticare.

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 5′ bellissimo gol di Lautaro Martinez, che al volo in acrobazia la mette sotto la traversa su preciso cross di Barella dalla destra (1-0). Al 30′ gol capolavoro di Malinovskyi che, libero dalla marcatura di Skriniar, riceve la palla ribattuta su de Vrij e brucia Handanovic con un imprendibile mancino diagonale da fuori area (1-1). Poi al 38′ Malinovskyi si ripete, ma stavolta la parata di Handanovic arriva ed è una respinta sui piedi di Toloi, che segna evitando il fuorigioco perché Skriniar si alza tardi (1-2). Nella ripresa, al 51′ palo clamoroso del solito Malinovskyi su punizione diretta, su cui Handanovic si salva senza muoversi dalla sua posizione. Al 71′ il tap-in vincente di Dzeko dopo la parata di Musso sul tiro di Dimarco rimette la partita in parità (2-2). All’86′ Dimarco colpisce la traversa su rigore guadagnato per fallo di mano di Demiral su cross di Dumfries dalla destra. Infine, all’88′ Piccoli buca Handanovic, che non ha forza per bloccare la palla centrale su errore di Dumfries in disimpegno, ma il VAR annulla il gol dopo aver valutato l’uscita dal campo della palla, rimessa in gioco dal portiere dell’Inter già oltre la linea di fondo.

MODIFICHE – Al 57′ triplo cambio iniziale per Inzaghi: fuori Bastoni, Darmian e Calhanoglu, dentro Dimarco, Dumfries e Vecino. Staffetta nei ruoli di terzo sinistro e quinto destro, mentre l’uruguayano agisce da mezzala destra facendo scalare Barella sul centro-sinistra. All’81′ quarto cambio per l’Inter: fuori Lautaro Martinez, dentro Sanchez. Il cileno si posiziona alla sinistra di Dzeko. All’89′ quinto e ultimo cambio nerazzurro: fuori Barella, dentro Satriano. L’uruguayano gioca da centravanti con Sanchez che scala nel ruolo di trequartista nel 3-4-1-2 finale (come da immagine sotto allegata, ndr).

Inter-Atalanta formazione finale
Inter-Atalanta formazione finale

Player Analysis: il singolo decisivo in Inter-Atalanta visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Non decide la partita, semplicemente perché il pareggio non può essere una vittoria nemmeno se ottenuto in rimonta, ma la cambia appena entra: Vecino. Il centrocampista uruguayano riesce a fare ciò che Calhanoglu per circa un’ora non riesce proprio: rendersi utile nei pressi della porta difesa da Musso. Da mezzala destra, con Barella spostato sull’altro lato e con Dumfries al suo fianco, permette all’Inter di attaccare meglio dal lato incredibilmente più vulnerabile per l’Atalanta. Non ha caratteristiche da “titolare” ma oggi rappresenta un valore aggiunto quando serve apportare modifiche drastiche al noioso canovaccio della zona mediana dell’Inter (“noioso” per colpa degli interpreti, sia chiaro). E quindi è doveroso tornare a considerarlo una valida risorsa, soprattutto a partita in corso. Variante.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali su Inter-Atalanta

COMMENTO – L’Inter inizia e finisce bene. Ciò che non funziona è nel mezzo della prestazione, precisamente dopo l’1-0 e prima del 2-2. La squadra di Inzaghi si piace troppo dopo aver trovato il vantaggio immediato e non riesce a limitare l’unico grande vantaggio competitivo dell’Atalanta nei confronti dell’Inter: i tiri della distanza. La partita nella partita diventa Handanovic-Malinovskyi, drasticamente vinta dal talento ucraino dell’Atalanta. Escludendo questa “sfida”, Inter-Atalanta è una partita equilibrata in cui gli errori vengono confusi per spettacolo. Troppa libertà da una parta e dall’altra. L’Inter paga malamente le praterie lasciate all’Atalanta in ripartenza. Colpa dei reparti, che non funzionano: malissimo la difesa, inesistente il centrocampo ad eccezione del migliore in campo Barella (vedi pagelle) e dell’attacco si salvano solo i gol. Troppo poco per avere la meglio su un’Atalanta sprecona sì ma comunque in formato Champions League: il livello è internazionale, con pregi e difetti. E l’Inter doveva aspettarselo.

OSSERVAZIONE – L’Inter non gioca bene ma ha delle buone giocate nelle corde. Grazie a Barella, visto che gli altri non hanno i giri giusti nel motore. Con Calhanoglu che gioca libero, Barella può allargarsi sulla destra sapendo che il turco copre la sua zolla da mezzala e Perisic stringe da mezzala sinistra. Funziona, finché non si sveglia l’Atalanta. E a quel punto Calhanoglu, non aiutato da Brozovic, si perde. E si perde l’Inter. Inzaghi recupera la partita quando opta per il triplo cambio. Oltre al già citato Vecino in coppia con Dumfries, è Dimarco a mettere in serie difficoltà l’Atalanta, sia sulla fascia sinistra sia soprattutto centralmente. La mossa Dimarco è vincente. Inzaghi, però, una colpa ce l’ha: la scelta del rigorista. Aver spiegato perché il rigore è stato calciato da Dimarco non lo salva dalle critiche. Perché il rigorista designato è Dimarco in una squadra che vanta in campo, tra gli altri, giocatori del calibro di Brozovic, Perisic e Sanchez? Si tratta(va) di un rigore pesante. Tre punti che stavano per trasformarsi in zero senza l’intervento del VAR… Errore grave, ma non di Dimarco eh. Inzaghi deve ristabilire le gerarchie e – soprattutto – definire piani B e C in situazioni di emergenza, come nel caso del rigore decisivo a 4′ della fine. Le grandi squadre curano anche questi dettagli, che rientrano in una strategia di lungo respiro. L’Inter oggi è una grande squadra, ma deve piacersi di meno e concentrarsi di più, conscia nei suoi limiti. La stagione da campioni d’Italia in carica è difficile ed è solo all’inizio.

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