Inter-Atalanta: Conte senza cambi! Prestazione subita, il calo inizia dopo 30′

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12 Gennaio 2020, 03:01
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L’Inter si ferma in casa contro un’Atalanta da Champions League. L’1-1 di San Siro porta le firme di Lautaro Martinez (gol) all’inizio e di Handanovic (rigore parato) alla fine, in mezzo il pareggio di Gosens. La prestazione nerazzurra è quella atalantina, merito dei ritmi forsennati imposti da Gasperini. Conte senza panchina non può cambiare inerzia e frenare il crollo nella ripresa. Ecco l’analisi tattica di Inter-Atalanta

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare l’Atalanta: Handanovic; Godin, de Vrij, Bastoni; Candreva, Gagliardini, Brozovic, Sensi, Biraghi; Lukaku, Lautaro Martinez.

Inter-Atalanta Probabile Formazione

Inter-Atalanta Probabile Formazione

MODULO – Come previsto l’Inter non si snatura e non si specchia al suo avversario neanche in occasioni simili, in cui basta spostare una pedina per prendere il contropiede tutti. In campo il 3-5-2 di sempre con una difesa a tre inedita (Skriniar squalificato, sul centro-destra c’è Godin) e Sensi nuovamente nel motore del centrocampo. Non ci sono altre novità, la rosa a disposizione non lo permette.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Dopo 20 secondi Lukaku colpisce il palo grazie alla solita giocata di potenza su suggerimento in verticale. L’azione si ripete al 4′, quando Lautaro Martinez controlla e mette in rete l’assist di Lukaku. Notevole nei primi minuti la spinta degli esterni, che partono molto bassi per chiudere meglio gli attacchi dell’Atalanta, ma la variabile è Sensi che non dà punti di riferimento per via centrale. Difatti Gagliardini scala sul centro-sinistra lasciando al numero 12 la libertà di partire da destra e ruotare intorno a Brozovic. Il canovaccio nerazzurro non cambia, avanza in verticale duettando tra i reparti. Difende in cinque con le punte schiacciatissime a ridosso della linea dei centrocampisti e riparte a pieno organico, Bastoni compreso. Ritmi altissimi da ambedue le parti, l’Atalanta ha preparato la partita per attaccare senza freni e l’Inter può gestire il vantaggio senza scoprirsi. Il primo tempo termina 1-0: inizio scoppiettante per i nerazzurri di Conte, poi spazio agli ospiti.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza cambi di formazione, ma a cambiare è l’intera partita rispetto all’inizio. Stavolta è l’Atalanta ad attaccare fin da subito, infatti al 55′ arriva il palo di Malinovskyi appena entrato. La manovra interista è appannata, solo un paio di contropiedi guidati da un inarrestabile Lukaku ravviva il tandem offensivo. Sensi cala alla distanza, quasi sparisce. Grande sofferenza in mezzo per l’Inter, che non riesce a limitare gli attacchi atalantini. La squadra di Conte subisce il gioco degli uomini di Gasperini, che non si fermano un secondo e spuntano galoppanti in ogni zona del campo. Al 71′ primo cambio per l’Inter: fuori Sensi, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si posiziona nella stessa zona di campo nel ruolo di mezzala destra. Non cambia niente e al 75′ Gosens sbuca alle spalle di Candreva mettendo in rete una palla vagante in area sull’ennesimo attacco dell’Atalanta. All’80’ secondo cambio per Conte: fuori Lautaro Martinez, dentro Politano. L’italiano agisce alla destra di Lukaku. Nel frattempo viene stravolto il centrocampo, con Borja Valero che si sposta a sinistra e Brozovic che attacca la profondità da mezzala destra. Il vertice basso è Gagliardini (come da immagine sotto allegata, ndr), che completa così tutte e tre le posizioni. Con l’avanzamento, proprio Brozovic va al tiro dal limite dell’area. All’87’ Bastoni atterra Malinovskyi in area, ma Handanovic un minuto dopo respinge il rigore di Muriel. Nei minuti finali non tocca a Borja Valero illudere in zona gol. Il secondo tempo termina 1-1: monologo atalantino nella ripresa, l’Inter limita i danni.

Inter-Atalanta Formazione Finale

Inter-Atalanta Formazione Finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – La partita dell’Inter può finire nel momento in cui l’arbitro fischia un rigore sull’1-1, rovinando la partita del migliore: Bastoni. Un rigore generoso, va detto. Ma sarebbe sbagliato dare troppo peso all’arbitraggio, piuttosto stupisce ancora una volta la prestazione del difensore scuola Atalanta. Attento nelle chiusure e propositivo in fase di spinta. Manca Skriniar, si nota? Oggettivamente no, anche perché Bastoni giganteggia tra Godin e de Vrij. Non male per un classe ’99 alla sua prima esperienza in una big. Categoria superiore.

COMMENTO – L’Inter termina il girone di andata a quota 46 punti su 57 disponibili, frutto di una sola sconfitta (in casa contro la Juventus) e altri tre pareggi oltre a quello di San Siro contro un’eccellente Atalanta. Poi solo vittorie, ben quattordici. Bastano questi dati per capire che il +1 sulla Juventus (in attesa di Roma-Juventus, che in caso di vittoria bianconera varrebbe il titolo di Campioni d’Inverno alla squadra di Sarri) è clamoroso, ma il +11 sull’Atalanta forse di più. Solo la Lazio (42 punti con la partita contro l’Hellas Verona da recuperare) sta reggendo il ritmo della squadra di Conte. Anzi, probabilmente si sta spingendo anche oltre, essendo dietro solo per via dello scontro diretto perso. Invece, per quanto riguarda il ritmo partita, l’Atalanta fa un’altra attività sportiva. L’1-1 non è 1-2 solo perché Handanovic decide di parare il rigore calciato da Muriel, altrimenti non ci sarebbe stato nulla da dire in caso di sconfitta in rimonta. Senza lamentarsi per qualcosa né polemizzare. Se la partita si potesse dividere in tre porzioni uguali da 30′ ciascuna, l’Inter avrebbe dalla sua solo la prima e le restanti due sarebbero dell’Atalanta.

Dura circa mezz’oretta la squadra di Conte, poi per circa un’oretta subisce il gioco degli uomini di Gasperini. Subisce e soffre senza offrire troppe occasioni da gol, ma quelle che arrivano sono letali. Nel primo sbaglia Candreva, nel secondo ci pensa Handanovic a mettere una pezza. In pratica l’Inter dura finché dura Sensi, che fa rendere al meglio anche Gagliardini, poi fanno tutti un duplice passo indietro. Eppure c’è davvero poco da aggiungere: Conte schiera la miglior Inter possibile e non ha ricambi per cambiare la situazione nella ripresa. Rinuncia addirittura al terzo cambio, potendo scegliere solo tra Ranocchia ed Esposito per movimentare la situazione. In mezzo il nulla, sulle fasce poche garanzie contro una squadra che fa delle corsie laterali la sua principale arma tattica. A parlare ora dovrebbe essere il mercato. Ora, non il 31 gennaio. Conte ha fatto il suo per un girone, “spremendo” al meglio le poche risorse a disposizione. Per restare ai vertici, a prescindere dalla lotta con la Juventus (e Lazio), c’è bisogno di forze fresche. I titolari devono poter rifiatare, le riserve migliorare la rosa. Non sempre l’attacco o la difesa possono salvare il risultato, la necessità di parare il rigore per non perdere ne è la dimostrazione. Bisogna ricostruire il centrocampo, oggi inesistente. Sensi ovviamente è dietro di condizione, Barella (squalificato) idem e il resto si sa. L’Inter merita rinforzi dal mercato di gennaio, Conte merita fuoriclasse per colmare le tre lacune in rosa: che venga trovata una via di mezzo per il bene di tutti.




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